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venerdì 30 gennaio 2026  | aggiornato alle 19:26 | 117111 articoli pubblicati

Sotto sequestro il Quattro Passi, il ristorante tre stelle Michelin dei Mellino

A Nerano, frazione di Massa Lubrense (Na), i carabinieri hanno eseguito un sequestro preventivo: per la Procura l’intero complesso immobiliare sarebbe il risultato di una lottizzazione abusiva protratta per decenni, con condoni edilizi ritenuti illegittimi e interventi realizzati in un’area sottoposta a stringenti vincoli paesaggistici e ambientali

30 gennaio 2026 | 15:11
Sotto sequestro il Quattro Passi, il ristorante tre stelle Michelin dei Mellino
Sotto sequestro il Quattro Passi, il ristorante tre stelle Michelin dei Mellino

Sotto sequestro il Quattro Passi, il ristorante tre stelle Michelin dei Mellino

A Nerano, frazione di Massa Lubrense (Na), i carabinieri hanno eseguito un sequestro preventivo: per la Procura l’intero complesso immobiliare sarebbe il risultato di una lottizzazione abusiva protratta per decenni, con condoni edilizi ritenuti illegittimi e interventi realizzati in un’area sottoposta a stringenti vincoli paesaggistici e ambientali

30 gennaio 2026 | 15:11
 

Si tratta dell’unico ristorante del Sud Italia con tre stelle Michelin. E proprio per questo la notizia ha fatto rumore ben oltre i confini della Costiera sorrentina. Il Quattro Passi di Nerano, frazione di Massa Lubrense (Na), di proprietà della famiglia Mellino e attualmente chiuso per la pausa invernale, è stato sottoposto a sequestro preventivo su ordine del gip del Tribunale di Torre Annunziata. Un provvedimento che tocca uno dei nomi più noti della cucina italiana e che apre una vicenda destinata a far discutere.

La famiglia Mellino alla cerimonia di consegna delle tre stelle Michelin.
La famiglia Mellino alla cerimonia di consegna delle tre stelle Michelin.

Il sequestro è stato eseguito dai Carabinieri della compagnia di Sorrento su richiesta della Procura oplontina guidata da Nunzio Fragliasso. L’ipotesi di reato è quella di lottizzazione abusiva a scopo edificatorio: secondo gli inquirenti, nel corso di circa quarant’anni un’area che un tempo era un uliveto, ai margini del bosco, sarebbe stata trasformata in un vero e proprio insediamento commerciale dedicato alla ristorazione, in una zona sottoposta a vincoli paesaggistici, ambientali e idrogeologici.

Un ristorante simbolo della cucina italiana

Una storia che pesa anche per ciò che rappresenta oggi il ristorante. Fondato dallo chef Antonio Mellino e dalla moglie Rita, oggi gestito insieme al figlio Fabrizio (che Italia a Tavola, per l’occasione, ha provato a contattare per un commento, senza successo), è diventato negli anni una tappa obbligata per chi passa tra Capri, Positano e Sorrento. Tavoli prenotati sempre con largo anticipo, una clientela internazionale e la conquista delle tre stelle Michelin nel 2023 (in guida dal 2024). Il ristorante ha ospitato anche una puntata di MasterChef Italia ed è stato scelto da Jeff Bezos per il catering del suo matrimonio con Lauren Sánchez in quel di Venezia. Un luogo che, da sempre, ha costruito la propria reputazione sulla cucina e sull’idea di esperienza, e che ora si trova improvvisamente dentro una cronaca giudiziaria (molto) delicata.

Lo chef Fabrizio Mellino
Lo chef Fabrizio Mellino

Le indagini: interventi edilizi dal 1982 al 2025

Le indagini, ricordiamo, sono partite lo scorso luglio e si sono basate anche su una consulenza tecnica. Gli investigatori avrebbero ricostruito una lunga serie di interventi edilizi realizzati a partire dal 1982 fino all’ottobre 2025. Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero costruito e ampliato nel tempo un complesso immobiliare di grandi dimensioni, destinato all’attività di ristorazione e ai servizi accessori, senza titoli edilizi legittimi e in un’area sottoposta a stringenti vincoli.

Uno dei piatti del ristorante Quattro Passi
Uno dei piatti del ristorante Quattro Passi

Nel decreto di sequestro, qui il comunicato ufficiale, il gip usa parole molto dure, soprattutto sui provvedimenti di condono rilasciati negli anni dal Comune di Massa Lubrense. «Tali condotte - scrive - hanno sostanzialmente consentito l’asservimento di una parte del territorio comunale, che era un uliveto, alle necessità di espansione dell’attività edificatoria ed economica/turistico-ricettiva degli indagati, in totale disprezzo della morfologia del territorio, dei vincoli ambientali (tra cui quello idrogeologico) posti a tutela dell’ambiente e della disciplina urbanistica funzionale all’ordinato e armonioso sviluppo del territorio».

Il ruolo del Comune e i condoni contestati

Secondo la Procura, ci sarebbe stata una condotta «quantomeno negligente» da parte dell’amministrazione comunale, che avrebbe concesso sanatorie considerate illegittime perché viziate da irregolarità evidenti. Non solo rilasciate a distanza di decenni dalle istanze, ma soprattutto su immobili che nel frattempo sarebbero stati ulteriormente modificati in modo abusivo, come emerso anche dai controlli della Polizia municipale.

La sala interna del ristorante Quattro Passi
La sala interna del ristorante Quattro Passi

Il giudice entra poi nel merito delle sanatorie: «Le concessioni edilizie rilasciate in sanatoria in esito al primo e al secondo condono risultano affette da profili di illegittimità originaria, sia per il superamento dei limiti volumetrici di legge mediante artificioso frazionamento delle istanze, sia per la perdita dei presupposti di condonabilità in ragione delle successive e reiterate trasformazioni abusive dell’organismo edilizio». Quanto al terzo condono, le richieste vengono definite «giuridicamente improcedibili», perché riferite a opere in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e classificata come zona di tutela ambientale con inedificabilità assoluta.

Un territorio trasformato nel tempo

Il punto, per la magistratura, è che l’intero complesso immobiliare deve essere considerato «il risultato di un’attività edificatoria illecita continuata e permanente», con una compromissione duratura dell’assetto urbanistico, paesaggistico e ambientale dei luoghi. In pratica, quello che era un territorio a vocazione agricola sarebbe diventato, pezzo dopo pezzo, un insediamento commerciale strutturato. Negli ultimi giorni, con il ristorante - come detto - chiuso per la pausa invernale, era arrivata anche una richiesta del Comune di ripristino dello stato dei luoghi per alcune opere come piscina, cantina interrata e suite. Un segnale che il clima attorno alla vicenda si stava già facendo teso.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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