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martedì 17 febbraio 2026  | aggiornato alle 08:48 | 117437 articoli pubblicati

Quando chi recensisce è vicino a chi incassa: il vizio dei social che sta esplodendo

Una raffica di video entusiasti, commenti limitati e nessuna dicitura promozionale visibile hanno acceso il dibattito: al centro, i rapporti tra creator, agenzie e fondatori dei locali - vedi il Space Patty Burger. Pur in assenza di accordi economici dichiarati, restano interrogativi su inviti, moderazione e gestione delle recensioni

17 febbraio 2026 | 05:00
Quando chi recensisce è vicino a chi incassa: il vizio dei social che sta esplodendo
Quando chi recensisce è vicino a chi incassa: il vizio dei social che sta esplodendo

Quando chi recensisce è vicino a chi incassa: il vizio dei social che sta esplodendo

Una raffica di video entusiasti, commenti limitati e nessuna dicitura promozionale visibile hanno acceso il dibattito: al centro, i rapporti tra creator, agenzie e fondatori dei locali - vedi il Space Patty Burger. Pur in assenza di accordi economici dichiarati, restano interrogativi su inviti, moderazione e gestione delle recensioni

17 febbraio 2026 | 05:00
 

La mancanza di trasparenza nel mondo social è oggi uno dei temi più delicati della creator economy, soprattutto quando imprenditoria e comunicazione coincidono. È in questo contesto che si inserisce il caso Space Patty Burger. A sollevare interrogativi è stata un’inchiesta della giornalista Charlotte Matteini, che si occupa di analisi critica dei fenomeni digitali e delle dinamiche dell’influencer marketing, ricostruendo assetti societari e relazioni professionali dietro al lancio del fast food milanese fondato da Riccardo Dose e Daniel D’Addetta.

I panini di Space Patty Burger
I panini di Space Patty Burger

Il nodo dei rapporti tra founder e creator

Il 22 gennaio Riccardo Dose annuncia di aver acquisito il 40% della 21 Marketing Agency, fondata da Nicolas Zappella, professionista già noto per essere stato per anni social media manager di Steven Basalari. Il giorno successivo inaugura Space Patty Burger insieme a Daniel D’Addetta. Dalle visure camerali analizzate nell’inchiesta emerge che la Dnd Srl, società che gestisce il locale, è partecipata per il 34% dalla Dose Srl, per il 33% da D’Addetta e per il 33% proprio da Zappella. Parallelamente, tra i creator seguiti dalla 21 Marketing Agency figura Vittorio Gucci, autore di una recensione positiva del locale pubblicata pochi giorni dopo l’apertura.

Le quote della società Dnd Srl
Le quote della società Dnd Srl

Nel dibattito online vengono citati anche altri creator, tra cui Habibi, oltre a Beppe Trebeschi e Pawi, entrambi founder di Dieci, attività di ristorazione milanese i cui contenuti dedicati al lancio del locale hanno contribuito ad alimentare il confronto. È proprio l’intreccio tra partecipazioni societarie e produzione di contenuti a generare il dubbio centrale sollevato dall’inchiesta: può configurarsi un potenziale conflitto d’interessi comunicativo quando chi recensisce fa capo alla stessa struttura professionale collegata ai founder?

Daniel D’Addetta e Riccardo Dose
Daniel D’Addetta e Riccardo Dose

Nel video pubblicato, Gucci, Dose e D’Addetta dichiarano di non conoscersi personalmente. Tuttavia, Gucci risulta tra i creator che collaborano con l’agenzia fondata da Zappella e di cui Dose ha annunciato l’ingresso come socio. I diretti interessati hanno negato l’esistenza di accordi economici o inviti formali, sostenendo la natura spontanea dei contenuti e attribuendo la mole di recensioni alla viralità del progetto.

Commenti limitati e assenza di dicitura "adv"

Alla questione dei rapporti professionali si è aggiunto il tema della moderazione dei contenuti. In occasione di alcuni post sarebbero state limitate le possibilità di commento e, secondo segnalazioni circolate online, sarebbero stati eliminati circa 150 commenti. Nei commenti rimasti visibili emergono dubbi degli utenti proprio sul tema dei legami societari e della trasparenza. Parallelamente, nei contenuti dei creator riconducibili all’orbita della 21 Marketing Agency non compare la dicitura "adv" né altre formule di segnalazione di eventuali collaborazioni.

In occasione post sarebbero state limitate le possibilità di commento
In occasione post sarebbero state limitate le possibilità di commento

Le normative Agcom e il Codice del Consumo prevedono che eventuali rapporti economici o promozionali siano chiaramente indicati. I founder hanno ribadito che non vi sarebbero stati accordi a pagamento né inviti formali, ma il punto centrale resta la percezione pubblica: in assenza di una disclosure esplicita, l’utente può non avere strumenti per valutare il contesto relazionale tra le parti.

Dubbi sulla struttura della 21 Marketing Agency e sulle recensioni online

Un ulteriore elemento riguarda la natura della 21 Marketing Agency. Dalle visure italiane non risultava una società registrata con tale denominazione, ma una partita Iva da lavoratore autonomo intestata a Nicolas Zappella. Solo successivamente alle anticipazioni dell’inchiesta sono comparsi sul sito riferimenti a una società con sede a Dubai. Riccardo Dose ha chiarito che l’acquisizione del 40% annunciata pubblicamente non era ancora formalizzata al momento della comunicazione. Perplessità sono emerse anche sulle recensioni presenti sul sito di Space Patty: alcune grafiche facevano riferimento a piattaforme di delivery non ancora attive e a recensioni Google non riscontrabili sulla pagina ufficiale. I founder hanno parlato di template esemplificativi. Anche le recensioni Google risultavano temporaneamente bloccate, circostanza attribuita a un’anomala concentrazione di feedback nei primi giorni di apertura.

Emerse perplessità anche sulle recensioni presenti sul sito di Space Patty
Emerse perplessità anche sulle recensioni presenti sul sito di Space Patty

Trasparenza e reputazione: la lezione del Pandoro gate

Il caso Space Patty Burger si inserisce in un contesto più ampio segnato da una crescente attenzione verso la trasparenza nell’influencer marketing. Il cosiddetto “Pandoro gate” che ha coinvolto una delle influencer più seguite al mondo, ovvero Chiara Ferragni. Un caso che ha rappresentato uno spartiacque: al di là delle conseguenze giuridiche, quell’episodio ha dimostrato quanto la mancata chiarezza nella comunicazione commerciale possa incidere in modo significativo sulla reputazione pubblica.

L'influencer Chiara Ferragni
L'influencer Chiara Ferragni

Oggi il pubblico non si limita a giudicare il prodotto, ma analizza assetti societari, relazioni professionali e modalità di promozione. Nel settore food, dove la fiducia è parte integrante dell’esperienza, la trasparenza diventa un elemento strutturale della credibilità. Il dibattito nato attorno a Space Patty Burger non è una sentenza, ma il segnale di una maturità crescente: nella ristorazione digitale, raccontare bene non basta più, bisogna raccontare con chiarezza.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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