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lunedì 04 maggio 2026  | aggiornato alle 19:22 | 119005 articoli pubblicati

Pane fresco o surgelato? La legge in arrivo che cambia le regole nei supermercati

Non basta più il profumo o il calore del prodotto per orientare l’acquisto: una proposta di legge interviene su definizioni e modalità di vendita, introducendo criteri più precisi per distinguere ciò che oggi appare uguale ma non lo è. Il testo, ancora in attesa del via libera definitivo, punta a imporre maggiore chiarezza nei punti vendita

di Matteo Scibilia
Responsabile scientifico di Italia a Tavola
04 maggio 2026 | 17:08
Pane fresco o surgelato? La legge in arrivo che cambia le regole nei supermercati
Pane fresco o surgelato? La legge in arrivo che cambia le regole nei supermercati

Pane fresco o surgelato? La legge in arrivo che cambia le regole nei supermercati

Non basta più il profumo o il calore del prodotto per orientare l’acquisto: una proposta di legge interviene su definizioni e modalità di vendita, introducendo criteri più precisi per distinguere ciò che oggi appare uguale ma non lo è. Il testo, ancora in attesa del via libera definitivo, punta a imporre maggiore chiarezza nei punti vendita

di Matteo Scibilia
Responsabile scientifico di Italia a Tavola
04 maggio 2026 | 17:08
 

Abbiamo già raccontato, in un precedente articolo, come le strategie di marketing nei supermercati siano studiate nei minimi dettagli e rispondano a logiche ben precise. La disposizione dei prodotti lungo reparti e corsie non è casuale: ogni scelta è pensata per influenzare, spesso in modo inconsapevole, il comportamento d’acquisto del consumatore. Frutta, verdura, carne - e soprattutto il pane - sono esempi emblematici. Si tratta di prodotti freschi per eccellenza, quasi sempre collocati all’ingresso del punto vendita. Una posizione apparentemente illogica: sono infatti tra i primi articoli a finire nel carrello, con il rischio concreto di essere schiacciati da prodotti più pesanti acquistati successivamente. Eppure, colori e profumi giocano un ruolo chiave: trasmettono una sensazione di benessere e fiducia, rendendo il cliente più predisposto agli acquisti successivi.

Il marketing nei supermercati orienta inconsapevolmente le scelte dei consumatori
Il marketing nei supermercati orienta inconsapevolmente le scelte dei consumatori

In questo contesto rientrano anche gli accordi commerciali tra supermercati e produttori, che incidono sul posizionamento dei prodotti sugli scaffali. Il risultato è un sistema complesso, una vera e propria “giungla” di tecniche di vendita che, in qualche modo, tende a orientare e talvolta confondere il consumatore. Un dettaglio spesso trascurato riguarda l’assenza di finestre all’interno dei supermercati. A eccezione delle vetrate d’ingresso - ben visibili e pensate come invito ad entrare - gli spazi interni sono chiusi verso l’esterno. La ragione è semplice: il cliente non deve percepire il trascorrere del tempo, né le condizioni atmosferiche. In questo modo tende a restare più a lungo all’interno del punto vendita. Tra i reparti più significativi c’è quello del pane, spesso avvolto dal profumo di prodotto appena sfornato e accompagnato da cartelli - anche all’esterno del supermercato - che promettonopane fresco tutto il giorno”. Una realtà che, però, il legislatore ha recentemente deciso di chiarire.

Pane surgelato: cosa cambia con la nuova normativa

Un provvedimento approvato dal Senato, e ora all’esame della Camera, interviene infatti proprio su questo punto, con l’obiettivo di distinguere in modo netto tra pane fresco e pane surgelato. Si tratta, in molti casi, di prodotti sottoposti a una cottura finale direttamente nel punto vendita. La normativa stabilisce che può essere definitopane frescosolo quello ottenuto attraverso un processo produttivo continuo e venduto entro 24 ore dalla produzione. Una definizione precisa, che introduce un criterio temporale chiaro e verificabile. Le novità avranno effetti concreti anche sull’organizzazione dei supermercati. I commercianti saranno infatti obbligati a esporre il pane fresco su scaffali distinti e ben separati rispetto a quelli destinati al pane surgelato o ottenuto da cotture parziali. Lo stesso principio vale per il pane senza glutine, che dovrà essere collocato in spazi dedicati per garantire sicurezza ai consumatori con intolleranze.

La proposta distingue pane fresco e surgelato imponendo nuove regole di vendita
La proposta distingue pane fresco e surgelato imponendo nuove regole di vendita

Una pratica diffusa e l’esigenza di trasparenza

Un rapido giro in alcuni supermercati restituisce però un quadro diverso: dietro i banchi delle panetterie si trovano spesso forni elettrici utilizzati per riscaldare prodotti già preparati - focacce, pizze, brioche - ma anche pane surgelato che, una volta portato a temperatura e servito caldo, può apparire come appena sfornato. È proprio su questa ambiguità che interviene la legge, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e tutelare il consumatore. L’intento è contrastare pratiche potenzialmente ingannevoli e favorire una corretta informazione sul prodotto acquistato. Si tratta di un passaggio rilevante anche per la valorizzazione del lavoro dei panettieri artigianali, spesso penalizzati dalla confusione tra prodotti freschi e industriali. La regolamentazione punta quindi a rendere il mercato più chiaro, affidabile e coerente.

Pane, cultura e identità: oltre la normativa

L’intervento normativo si colloca in un contesto più ampio, legato alla difesa e alla valorizzazione dei prodotti italiani. In questa direzione si muovono anche iniziative come quelle promosse da Coldiretti, che recentemente ha organizzato una manifestazione al Brennero per richiamare l’attenzione sul tema. Allo stesso modo, l’istituzione della Festa del pane, celebrata il 16 ottobre, rappresenta un segnale culturale significativo. In molti borghi italiani questa ricorrenza diventa occasione per riscoprire tradizioni e tecniche antiche, come accade a Piobesi Torinese, dove è possibile visitare gli storici forni in pietra della borgata Tetti Cavalloni.

L’Italia custodisce una straordinaria cultura del pane territoriale
L’Italia custodisce una straordinaria cultura del pane territoriale

L’Italia, del resto, vanta una straordinaria varietà di pani territoriali: dalla michetta milanese al pane mantovano, dallo sciocco toscano fino al Pane di Altamura, primo pane in Europa ad aver ottenuto la denominazione Dop. Prodotti che raccontano storie, territori e materie prime d’eccellenza. Parallelamente, cresce anche l’attenzione del ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) sui controlli delle importazioni all’interno dell’Unione europea, con l’obiettivo di garantire che sul mercato arrivino solo prodotti conformi agli standard qualitativi richiesti.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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