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di Mariella Morosi
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Oggi si celebra il #CarbonaraDay
Quella del futuro? Classica o vegana

Oggi si celebra il #CarbonaraDay 
Quella del futuro? Classica o vegana
Oggi si celebra il #CarbonaraDay Quella del futuro? Classica o vegana
Pubblicato il 06 aprile 2019 | 10:49

Una singolare competizione a squadre sul tema della Carbonara del futuro, arbitrata dallo chef Luciano Monosilio, si è svolta a Trastevere nella capitale, per celebrare il “Carbonara Day”.

Oggi è infatti la giornata dedicata al piatto di pasta tanto amato, arricchito da una sontuosa unione di uovo, guanciale, pecorino, sale e pepe. È tra le poche cose che unisce tutti gli italiani, dai tradizionalisti ai millennials, che la ordinano in massa con il food delivery.

(Oggi si celebra il)
Luciano Monosilio (secondo da destra) premia i vincitori del concorso

Secondo un’indagine Doxa sarebbe la loro ricetta del cuore, insieme alla pasta al forno. La manifestazione che solo lo scorso anno ha mobilitato solo sui social 270 milioni di pasta lovers, è ideata dai pastai dell’Unione Italiana Food (già Aidepi) in collaborazione con l’International Pasta Organization (Ipo). Anche per questa edizione 2019 è appassionante il dibattito sui social tra chef, blogger, esperti e golosi attraverso gli hashtag #CarbonaraDay e #CarbonaraChallenge su Twitter, Facebook e Instagram.

(Oggi si celebra il)

Si usa la pancetta o il guanciale? Parmigiano o pecorino, pasta corta o lunga, e l’aglio o la cipolla ci vogliono? E si può usare la pasta integrale? Lo chef romano Luciano Monosilio, ben noto per essere il “re” indiscusso della Carbonara, ha arbitrato a Trastevere questa gara del “famola strana” con l’inserimento, tra gli altri, di ingredienti inediti come il seitan affumicato. Ne ha anche proposto una sua, tutta nuova, in omaggio al futuro e alla passione per il green anche a tavola, con topinambur in tocchetti sbollentati e rosolati in una padella di ferro.

Alla fine della gara si è imposta la ricetta classica, ma tutto è possibile in questo piatto del presente e del futuro - come ha detto Monosilio - e nessun limite alla fantasia, anche se quella “vera” deve essere tassativamente col guanciale. Del resto la Carbonara di Norbert Niederkofler non prevede forse che ingredienti tirolesi, e Ferran Adrià non ci mette polvere di agar agrer, olio al tartufo e piselli? Senza parlare di quella di mare con uova di pesce di Mauro Uliassi e di quella di Roy Caceres che la propone in forma di uovo coperto da una spuma di pecorino e parmigiano.

(Oggi si celebra il)
Le tre Carbonare, innovativa, vegana e classica

E la pasta? Solo come contorno, in forma di impalpabili rigatoni soffiati con pancetta. E non è niente, in confronto con quella spalmabile firmata da Elio Sironi. Questo piatto tanto amato e dalle origini oscure, più da locanda che da tradizione familiare, meritava il suo “Day”, come è stato detto all’incontro che precedeva la gara a cui hanno partecipato anche il presidente dei Pastai dell’Unione Italiana Food Riccardo Felicetti e Fabio Divella dell’omonimo pastificio pugliese ha auspicato per il futuro il successo per le orecchiette alla carbonara. Ha moderato il dibattito la foodwriter Eleonora Cozzella, autrice di Pasta Revolution e de “La Carbonara perfetta” che ha parlato del lungo percorso nel tempo dei componenti di questa specialità.

(Oggi si celebra il)
Eleonora Cozzella

Ma la Carbonara perfetta in realtà non esiste. Se la base è quella dei mitici 5 ingredienti, ciascuno può variare la ricetta secondo il proprio gusto, rivisitandola e sperando di non rovinarne l’essenza, come hanno dimostrato i concorrenti in gara. Ci sono molti dubbi sull’origine romana del piatto, assente dai classici ricettari anche regionali, come ha detto la scrittrice. Una ricetta pubblicata negli anni ‘50 avvalorerebbe l’ipotesi che a inventarla sarebbero stati gli americani. Sembra infatti che sia nata nel 1944, in piena Seconda Guerra Mondiale, con gli ingredienti della razione K di sussistenza (tuorlo d’uovo in polvere e bacon, unito alla nostra pasta). Una versione, questa, accreditata nella “Grande Enciclopedia della Gastronomia” di Marco Guarnaschelli Scotti.

L’altra ipotesi è che il piatto sarebbe stato inventato dai carbonai dell’Appennino con i tre alimenti di facile reperibilità: pecorino, pancetta e uova. Un’ultima ipotesi individua in alcune ricette del trattato “Cucina teorica pratica” di Ippolito Cavalcanti una possibile origine napoletana. Oltre le ipotesi non si va, quindi noi italiani la consideriamo nostra. Non a caso è la Carbonara che ha aperto la cena al Quirinale in onore del presidente cinese Xi Jinping. Ma anche questa volta è prevalsa l’italica creatività e quella proposta dallo chef Fabrizio Boca è diventata un tortello, poi cosparso di vellutata vegetale e passato in forno. Passato misterioso per questo piatto tanto amato, ma certamente un grande futuro con largo spazio a tutte le possibili evoluzioni.

È la Carbonara, secondo un’analisi realizzata dall’ Unione Italiana Food, il vero laboratorio di pasta che intercetta i nuovi stili di vita alimentare e le modalità di consumo,  tra rielaborazioni e improvvisazioni dell’ultimo minuto e l’inserimento di ingredienti nuovi e non convenzionali.

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