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Enoturismo da record in Italia tra mete curiose e nuovi format

Enoturismo da record in Italia tra mete curiose e nuovi format
Enoturismo da record in Italia tra mete curiose e nuovi format
Primo Piano del 30 marzo 2011 | 12:23

Sui 3-5 miliardi il giro d'affari e 4-5 milioni gli enoturisti a caccia di mete curiose per viaggi sempre più brevi. Le mete cool? Trentino, Valpolicella, Collio, Romagna, Maremma, Salento e Sicilia, dove sperimentare nuovi format con la gastronomia che batte il vino tra le motivazioni di viaggio

Il turismo enogastronomico in Italia? Dai 3 ai 5 miliardi di euro di giro d'affari nel 2010, grazie a 4-5 milioni di turisti enogastronomici tra stabili ed occasionali che hanno scelto il Belpaese per viaggi wine & food, facendo registrare importanti cambiamenti di tendenza: nella scelta delle mete non si va più dietro alle mode, ma a caccia di curiosità ed esperienze innovative, grazie alla crescente familiarità nell'usare quotidianamente il web, dove si coltivano interessi sempre più personali e ristretti, che si traducono nell'individuazione di luoghi ben precisi, capaci di soddisfare più passioni in una solo volta: la gastronomia batte il vino come motivazione di viaggio e si intreccia con l'arte, l'ambiente, lo sport ed il wellness.



A dirlo è il Rapporto annuale n. 9 "Osservatorio sul turismo del vino in Italia. I nuovi dinamismi di un turismo di tendenza”, promosso dalle Città del vino e realizzato dal Censis servizi, presentato oggi alla Fondazione Censis a Roma.

Secondo il Rapporto, in linea con gli ultimi anni, le vacanze sono sempre più brevi (solo un giorno nel 56% dei casi) e dislocate lungo tutto l'anno, ma gli eno-appassionati spendono di più: in media un turista del vino spende 193 euro al giorno, ne spendeva 149 nel 2003 (+18% al netto dell'inflazione).

Il 56% degli eno-turisti ha svolto nel 2010 un viaggio di un solo giorno, il 26% almeno un weekend, il 15% una vacanza superiore ai 4 giorni. Ma, in media, ogni turista enogastronomico ha vissuto almeno due esperienze di viaggio indipendentemente dalla durata.

La spesa media pro-capite giornaliera del viaggio è di 193 euro (+18% al netto dell'inflazione sul 2003 quando erano 149), destinati per il 32,6% al pernottamento, per il 20,7% alla ristorazione, per il 20,2% all'acquisto di prodotti tipici alimentari, il 17,1% per l'acquisto di vino, il 4,1% per prodotti di artigianato locale ed il restante 5,2% per servizi vari.

Alle destinazioni classiche dotate di un brand territoriale forte (dalle Langhe alla Franciacorta al Chianti Classico) se ne aggiungono delle nuove: da un lato i luoghi dove si organizzano eventi di grande richiamo - mostre d'arte, concerti, festival culturali, stagioni operistiche - in prossimità di territori ad alta vocazione enogastronomica (Alba e le Langhe, Verona e la Valpolicella, Firenze e Siena ed il Chianti Classico); dall'altro sempre di più le città d'arte puntano anche sull'offerta enogastronomica dei territori circostanti (Venezia-Conegliano -Valdobbiadene; Pienza-Montalcino-Montepulciano.

E nella scelta delle destinazioni incidono sempre più fattori come la prossimità (l'Oltrepo Pavese per chi abita a Milano), la specializzazione di un territorio (il tartufo nelle Langhe), la ricerca di zone ampie ma dalla forte identità enogastronomica (dalla Romagna alla Maremma alle Cinque Terre). E, soprattutto, la presenza di servizi non più solo come strutture (cantine, ricettività, ristorazione) ma anche secondo gamma, qualità e identità, di cui sono esempio territori come il Trentino, il Collio ed il Salento.

Il preferito dai giovani è lo "snapper" (snack + cena), ovvero il recarsi in luoghi ad hoc e di tendenza - come i wine bar - nei weekend o durante le vacanze, per merende golose, taglieri tipici, assaggi di territorio e finger food, accompagnati da un calice di vino locale. Ma c'è anche chi organizza il proprio viaggio per fare "food shopping" e andare direttamente "alla fonte" della filiera per acquistare e assaggiare prodotti tipici - in azienda, ma anche in botteghe artigiane, cantine consortili, spacci cooperativi - oppure nei sempre più numerosi food store sul modello di Eataly.

Tra le occasioni di turismo enogastronomico ci sono poi le "sagre esperienziali" per la presentazione di nuovi vini, per promuovere produzioni di nicchia stagionali (dai carciofi agli asparagi, dalle fragole alle ciliege) o particolari, come quelle dedicate ad erbe aromatiche, frutti estinti, vini biodinamici; "feste-festival-fiere".

Il 30% dei turisti enogastronomici organizza la vacanza attraverso Internet, anche se il 70% rimane per ora fedele ai canali tradizionali. Per la comunicazione la parola d'ordine è il Web, dove per il turismo enogastronomico i siti "vetrina" sono molto presenti. Ma anche in questo caso siamo ormai di fronte a nuove tendenze: dal "sito notiziario" per news ed eventi, al "sito tribù" per condividere le proprie passioni wine & food, dal "sito incoming" per organizzare il proprio viaggio, al "sito mercato" per acquistare vini e prodotti online tramite e-commerce. Dal punto di vista della distribuzione, ossia dove acquistare i prodotti durante i viaggi enogastronomici, tre sono i luoghi privilegiati: i banchi d'acquisto a filiera corta (farmer's market), gli stand delle aziende presenti in eventi e saloni, i cofanetti regalo gourmet con i prodotti del territorio sull'esempio francese degli "Smart Box".

Nel 2010 sono stati 3 milioni gli italiani che hanno scelto di viaggiare all'insegna del wine & food come scelta esclusiva o complementare ad altre tipologie di viaggio a tema (dall'arte, allo sport al wellness), buone anche le previsioni per il 2011.

«Il turismo enogastronomico è un asset fondamentale per l'economia dei territori italiani - sottolinea il presidente delle Città del vino Giampaolo Pioli - e sempre più la tendenza è quella di un suo intrecciarsi con le altre tipologie di turismo: da quello legato all'arte a quello dell'ambiente, dello sport, del wellness, fino alla "mobilità dolce", che punta a tutelare, conservare e valorizzare i percorsi di strade secondarie (con il trekking, in bici ed i treni natura), rendendoli riconoscibili e fruibili».


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