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Nuovo decreto e zone rosse diffuse. Salta anche il pranzo di Pasqua

Gli effetti sommati del monitoraggio delle Regioni e delle indicazioni restrittive fornite dal Cts spingono il Governo verso un nuovo decreto (in vigore dal 15 marzo) che blinda la Pasqua: lockdown il 3, 4 e 5 aprile. Rischia di saltare anche la riapertura di teatri e cinema fissata per il 27 marzo ma che deve tener conto della pandemia

12 marzo 2021 | 08:52
Nuovo decreto e zone rosse diffuse. Salta anche il pranzo di Pasqua
Nuovo decreto e zone rosse diffuse. Salta anche il pranzo di Pasqua

Nuovo decreto e zone rosse diffuse. Salta anche il pranzo di Pasqua

Gli effetti sommati del monitoraggio delle Regioni e delle indicazioni restrittive fornite dal Cts spingono il Governo verso un nuovo decreto (in vigore dal 15 marzo) che blinda la Pasqua: lockdown il 3, 4 e 5 aprile. Rischia di saltare anche la riapertura di teatri e cinema fissata per il 27 marzo ma che deve tener conto della pandemia

12 marzo 2021 | 08:52
 

Dopo l'incontro con i presidenti di Regione, il Governo ha riunito il Consiglio dei Ministri e deciso i contenuti del nuovo decreto che sostituirà il Dpcm Pasquale. L'obiettivo dell'esecutivo, che ha accolto anche i rilievi del Comitato tecnico scientifico, è quello di inaspire alcune misure e blindare la Pasqua con lo stesso modello adottato per le vacanze di Natale.

Passano in zona rossa Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento, che si aggiungono a Campania e Molise già in rosso. Tutte le altre regioni vanno o restano in arancione e le colorazioni saranno adesso decise non più soltanto sulla base dell’indice di contagio, l’Rt che fa scattare l’allarme al superamento della soglia di 1,25, ma anche sui numeri dell’incidenza settimanale: superati i 250 casi ogni 100mila abitanti le regioni passano automaticamente in rosso.

Soltanto la Sardegna resta bianca. La Basilicata, alla luce delle ultime verifiche sui dati, è arancione. Il ministro della salute Roberto Speranza ha firmato gli appositi provvedimenti, che resteranno in vigore per 15 giorni.



Verso una Pasqua blindata. 12 nuove regioni in zona rossa

Il nuovo decreto
Il Consiglio dei ministri ha deciso i contenuti del nuovo decreto - subito vigente, ma da convertire in legge entro 60 giorni in Parlamento - che aggiorna il Dpcm Pasquale con validità a partire da lunedì 15 marzo e fino a martedì 6 aprile. Tenuto conto del passaggio dell'Italia in zona rossa per la quasi totalità dei suoi territori fino al 28 marzo (data del nuovo monitoraggio), risulta non più necessaria la stretta nei weekend preventivamente considerata (e che prevedeva l'attivazione della zona rossa nei fine settimana). Resta ferma, invece, l'attenzione sui giorni di vacanza durante la Pasqua e la Pasquetta e il sabato precedente con il 3, 4 e 5 aprile in sostanziale lockdown per l'Italia, ad eccezione di eventuali regioni in zona bianca (al momento solo la Sardegna lo è). In quei tre giorni sarà comunque possibile effettuare una visita al giorno all'interno della regione, massimo in due adulti con minori di 14 anni o disabili o non autosufficienti conviventi, tra le ore 5 e le 22.

Detto diversamente, gli effetti combinati del nuovo decreto (dopo i rilievi del Cts) e il cambio di fascia colorata farà sì che da qui a Pasqua, nei festivi e prefestivi, saranno chiusi bar e ristoranti, limitati gli spostamenti, proibiti gli incontri. Il nuovo Dpcm prevede che resti consentita la ristorazione con la consegna a domicilio. Fino alle ore 22 è consentita anche la ristorazione con asporto. Questa misura è però accompagnata dal divieto di consumazione sul posto. Il divieto è esteso anche alle adiacenze per ristoranti ed enoteche. Misure più rigide sono previste per i bar, dove spesso nei mesi scorsi si sono registrati assembramenti di giovani. Proprio per evitare affollamenti serali e notturni l’asporto nei bar è consentito esclusivamente fino alle ore 18.

Si arriverà così al 5 aprile e per la settimana successiva dovrà essere pronto il nuovo provvedimento del governo modulato sull’andamento della curva. La speranza è che le chiusure delle prossime settimane possano riportare la situazione sotto controllo e soprattutto far uscire dalla crisi le terapie intensive.

Soltanto allora si comincerà a valutare le possibili riaperture. Il Dpcm in vigore fissava al 27 marzo la ripresa degli spettacoli nei cinema e nei teatri, l’ingresso nel fine settimana a mostre e musei. Sembra però difficile che quella scadenza possa essere rispettata.

Scelte giudicate positive da Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni: «Il nuovo decreto permette a noi presidenti di prendere misure di carattere provinciale. Il virus si sta espandendo quindi dobbiamo attuare misure restrittive oggi per salvare l'estate. Prima le facciamo meglio è». Sulla stessa linea anche il sindaco di Bari e presidente di Anci Antonio Decaro: «Purtroppo siamo di fronte a numeri che impongono ulteriori restrizioni. Ma i ristori siano varati tempestivamente, in contemporanea con le misure: rischiamo altrimenti gravi tensioni sociali. Fondamentale è anche dare garanzie sulla sicurezza dei vaccini».

Niente ricongiungimenti per le feste
Andando nel dettaglio degli interventi contenuti nel nuovo decreto legge, si sottolinea che dal 15 marzo al 2 aprile e nella giornata del 6 aprile, a partire dalle Regioni nelle quali si applicano le misure per la zona arancione sarà consentito, in ambito comunale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, nell'arco temporale che va dalle 5 alle 22. Ovviamente sempre nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle che già vivono nell'abitazione di arrivo (esclusi i minori di 14 anni).

Sport e passeggiate, occhio al colore
Per chi volesse cercare un po' di svago dall'isolamento forzato nello sport dorà prestare attenzione alle diverse fasce di rischio. Nelle regioni in zona arancione è consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici. Ovviamente sempre nel rispetto delle distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri. Nelle regioni in zona rossa, invece, è consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale.

Aiuti alle famiglie con bambini
Tra le pieghe del nuovo decreto trova spazio anche il rinnovato bonus baby sitter che può raggiungere un valore fino a 100 euro alla settimana per i lavoratori autonomi, i sanitari e le forze dell'ordine. Il bonus è alternativo al congedo parentale.

In fascia arancione i negozi restano aperti
Nelle regioni in fascia arancione i negozi sono aperti senza limitazioni. Mentre i centri commerciali sono operativi solo dal lunedì al venerdì, restando chiusi tutti i giorni festivi e prefestivi. Nelle regioni in zona rossa, invece, praticamente è tutto chiuso fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità. Sono quindi chiusi negozi di abbigliamento, calzature e gioiellerie. Così come tutti i mercati, con l’unica eccezione di quelli che vendono solo generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie. I parrucchieri, i barbieri e i centri estetici sono aperti nelle regioni che sono in fascia arancione. Oltre che, naturalmente, in Sardegna. Le stesse attività sono invece chiuse in tutte le regioni che sono in fascia rossa.

Seconde case: via libera (ma con limiti)
Resta possibile spostarsi verso le seconde case, ma solo a certe condizioni. Come previsto dalle Faq del governo, le risposte alla domande più frequenti sulle regole in tempo di pandemia, questo è possibile non solo per le seconde case che si trovano nelle regioni in fascia bianca, ma anche per quelle che sono nelle regioni in fascia arancione o rossa. Lo spostamento verso la seconda casa è consentito soltanto al nucleo familiare, senza l’aggiunta di parenti o amici. E a patto che la seconda casa non sia già abitata da altre persone. Bisogna dimostrare, inoltre, di essere proprietari o affittuari delle seconde case in questione da una data anteriore a quella del 14 gennaio 2021.

Il monitoraggio: Italia quasi monocolore
Come detto in apertura, a determinare maggiori restrizioni è innanzitutto il monitoraggio della situazione pandemica che ha costretto le Regioni a nuovi cambi di colore. «La curva epidemiologica è in netta crescita in questa fase. È in crescita per la sesta settimana di fila», ha dichiarato in conferenza stampa il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro commentando i numeri del report settimanale, in netto peggioramento e sui quali ha pesantemente inciso la variante inglese che è ormai predominante in Italia. 

Recepita nel nuovo Dpcm vagliato dal Consiglio dei ministri anche la richiesta di maggiori automatismi avanzata dal Cts per cui è stato esteso il criterio dei 250 contagi ogni 100mila abitanti anche al passaggio in zona rossa di un territorio. Precedentemente, questa misura valeva solo per la chiusura delle scuole (indipendentemente dalla zona colorata).

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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