Giorgia Meloni congela la partita per al successione di Daniela Santanchè, dimessasi da ministra del Turismo, e riceve le deleghe dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella in attesa di individuare chi si insedierà in via di Villa Ada. Se inizialmente il favorito sembrava essere Gianluca Caramanna - già al fianco di Santanchè al Ministero e compagno di partito -, il toto-nomi si è arricchito di diversi nomi, da Luca Zaia a Giovanni Malagò, passando per Lucio Malan e Marina Chiarelli e un paio di dirigenti dell’Enit come Elena Nembrini e Sandro Pappalardo.

La premier Giorgia Meloni ha assunto l'interim al Ministero del Turismo
Ministero del Turismo, il passaggio al Colle
Nella serata di giovedì 26 marzo, 24 ore dopo la lettera di dimissioni inviata da Santanchè alla premier, Meloni è salita al Quirinale per incontrare il presidente della Repubblica e ratificare formalmente il passaggio di consegne. Mattarella ha firmato il decreto con il quale, su proposta del presidente del Consiglio, vengono accettate le dimissioni rassegnate dalla Santanchè e contestualmente si affidano ad interim le deleghe del Turismo alla premier.
Chi al posto della Santanchè?
La partita per la successione si gioca su un equilibrio tra continuità operativa e opportunità politica. Tra i profili più citati emerge quello di Gianluca Caramanna (deputato di FdI e consulente del Ministero del Turismo) considerato vicino ai dossier del ministero e in grado di garantire una gestione immediata senza discontinuità. Sempre all’interno del partito non mancano alternative più istituzionali, come Lucio Malan (capogruppo al Senato), o opzioni legate alla rappresentanza territoriale e di genere, tra cui Marina Chiarelli che però - da assessore regionale piemontese - si è vista togliere le deleghe al Turismo per via di un contributo elettorale di 2.500 euro su cui è stato aperto un fascicolo per chiarirne la natura.
Accanto a questa ipotesi, circolano anche nomi di peso come l’ex governatore del Veneto Luca Zaia, che però è in quota lega, e Giovanni Malagò, figura con esperienza internazionale e relazioni consolidate utili alla promozione del brand Italia. Sullo sfondo restano anche profili tecnici, che potrebbero offrire una gestione meno esposta alle dinamiche politiche e più focalizzata sui dossier operativi, come ad esempio Elena Nembrini (direttore generale di Enit) e Sandro Pappalardo (membro del cda di Enit).
Il saluto delle associazioni di categoria alla Santanchè
Dal mondo del turismo emerge una linea comune, tra ringraziamenti istituzionali e attenzione alla fase che si apre. Federalberghi ha sottolineato «l’impegno al servizio del settore turismo e l’attenzione dedicata alle esigenze delle imprese», con il presidente Bernabò Bocca che ha richiamato «dinamismo e capacità di ascolto» come tratti che «hanno caratterizzato i tre anni e mezzo alla guida del ministero». Sulla stessa linea Federturismo, che ha espresso «un ringraziamento per l’impegno profuso e per l’attenzione riservata a un comparto strategico per l’economia nazionale». La presidente Marina Lalli ha aggiunto che la federazione «continuerà a collaborare con senso di responsabilità con le istituzioni», ribadendo la centralità del confronto su temi come investimenti, lavoro e qualità dell’offerta. Più articolato il commento di Confindustria Alberghi, che ha parlato di «dedizione, visione e instancabile impegno» nel riconoscere al turismo «il ruolo di vera e propria industria strategica». La presidente Elisabetta Fabri ha evidenziato come il settore «abbia acquisito una centralità nuova nelle politiche economiche del Paese», chiedendo ora «continuità immediata al percorso intrapreso».