Ci ha lasciato nella serata di giovedì 21 maggio 2026 Carlo Petrini, conosciuto da tutti come “Carlin”, fondatore di Slow Food e figura centrale della cultura enogastronomica italiana e internazionale. Aveva 76 anni ed è deceduto nella sua abitazione di Bra, in provincia di Cuneo, città alla quale è rimasto sempre profondamente legato.

Carlo "Carlin" Petrini è venuto a mancare all'età di 76 anni
La notizia è stata diffusa dalla stessa associazione, che ha ricordato il suo impegno per il bene comune, la tutela della natura e della biodiversità. Dalla visione di Petrini sono nati Slow Food nel 1986, la rete internazionale Terra Madre, l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e le Comunità Laudato si’, ispirate all’enciclica di Papa Francesco.
Il modello Slow Food e il valore del cibo sostenibile
“Buono, sano, giusto” erano i tre principi che Carlo Petrini indicava come riferimento per la produzione alimentare e per un nuovo modello di consumo consapevole. «Questa società dispone di troppo cibo - era solito affermare - ed è afflitta da troppa malnutrizione. Lo spreco alimentare è inaccettabile: il 33% degli alimenti prodotti viene buttato via. Siamo schiavi di un modello che non funziona». Contrario al predominio delle multinazionali del settore alimentare, Petrini sosteneva il dialogo tra agricoltori e ambientalisti, promuovendo un equilibrio tra produzione, territorio e sostenibilità.

Roberta Garibaldi, docente ed esperta di turismo
«Petrini - ha commentato Roberta Garibaldi, docente ed esperta di turismo - aveva compreso molto prima di altri che il cibo non fosse una semplice commodity, ma un fatto economico, sociale, identitario e politico, capace di incidere sul modo in cui le comunità si raccontano e costruiscono il proprio futuro. Con Slow Food Italia ha trasformato concetti allora marginali - biodiversità, filiera corta, tutela dei produttori locali, educazione alimentare - in temi centrali del dibattito internazionale. Oggi molte strategie territoriali, modelli di turismo enogastronomico e politiche di valorizzazione delle destinazioni si fondano su principi che lui aveva introdotto quando apparivano controcorrente: autenticità, sostenibilità, relazione tra comunità e produzione agricola, qualità come valore culturale prima ancora che commerciale».
Le Langhe e l’eredità culturale di Carlo Petrini
L’esperienza di Slow Food ha contribuito a valorizzare le Langhe, trasformandole in un modello riconosciuto di armonia tra paesaggio, lavoro e qualità agroalimentare. «Chi semina utopia, raccoglie realtà», ripeteva spesso Petrini, sintetizzando una visione che ha segnato profondamente il mondo del cibo e della cultura gastronomica contemporanea. Garibaldi ha spiegato: «La sua eredità più importante non è soltanto un movimento globale presente in oltre 160 Paesi, ma un cambio di paradigma: aver dimostrato che il cibo può essere uno strumento di sviluppo territoriale, diplomazia culturale e tutela del patrimonio immateriale».
Luigi Cremona e Lorenza Vitali
Secondo la giornalista Lorenza Vitali (storica collaboratrice e compagna del critico Luigi Cremona), il grande merito di Petrini fu proprio quello di avere intuito prima degli altri il valore futuro di quei patrimoni: «Tutte queste cose le abbiamo oggi perché qualcuno le ha viste prima, qualcuno le ha immaginate». La giornalista ricorda di Petrini la «forza morale» e la capacità di «non aver mai fatto sconti», di «non aver mai cambiato direzione» e «non aver mai mediato su nulla». Pur riconoscendo che «il mondo non è perfetto», ha spiegato che il fondatore di Slow Food rappresentava «un esempio integerrimo e molto integrale», aggiungendo che oggi «abbiamo bisogno di più Carlo Petrini». E proprio nelle Langhe è avvenuto l'incontro con Petrini che ha cambiato la vita di Vitali: «Mi aprì un mondo meraviglioso, molto più umano e mi spinse a cambiare vita professionale».
Chi era Carlo Petrini, simbolo della gastronomia sostenibile
Gastronomo, giornalista, scrittore e promotore di un modello alimentare sostenibile, Petrini ha dedicato la propria vita alla difesa della biodiversità, del cibo di qualità e delle comunità agricole locali. Il suo nome è indissolubilmente legato a Slow Food, il movimento internazionale fondato nel 1986 con il nome di Arcigola. Nato come risposta alla standardizzazione alimentare e alla diffusione del fast food, il progetto si è rapidamente trasformato in una rete globale presente in oltre 160 Paesi. Nel 1989, a Parigi, venne firmato il Manifesto Slow Food da delegazioni provenienti da tutto il mondo e Petrini fu eletto presidente internazionale dell’associazione, incarico mantenuto fino al 2022.

"Carlin" Petrini è stato fondatore di Slow Food Italia e dell'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
Vitali ha ricordato il legame che univa Carlo Petrini al critico gastronomico Luigi Cremona, spiegando che Cremona «è sempre stato un caro amico di Carlo» e che fu presente «nei momenti salienti», compresa la firma a Parigi della carta fondativa di Slow Food. Per loro, Petrini non fu soltanto «un grande ispiratore», ma la persona che «ci ha dato il là per continuare a fare la nostra parte». Tra gli insegnamenti più importanti, la giornalista ha indicato soprattutto la fiducia nei giovani, diventata negli anni «la nostra religione professionale», anche attraverso il lavoro svolto nel sostegno ai talenti emergenti della gastronomia.
Terra Madre e la difesa della biodiversità
Tra i progetti più importanti ideati da Petrini figura Terra Madre, nata nel 2004 come rete mondiale delle comunità del cibo. Agricoltori, allevatori, pescatori, artigiani, cuochi e giovani provenienti da tutto il mondo hanno trovato in Terra Madre uno spazio di confronto contro l’omologazione alimentare e l’agricoltura industriale.
Nel corso degli anni Slow Food ha promosso iniziative di grande impatto sociale e ambientale come gli Orti in Africa, l’Arca del Gusto, i Presìdi Slow Food e il progetto Orto in Condotta, tutti orientati alla tutela delle produzioni locali e delle tradizioni agroalimentari.
L’Università di Pollenzo e il riconoscimento delle Scienze Gastronomiche
Uno dei contributi più significativi di Carlo Petrini è stata la fondazione dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, inaugurata nel 2004 a Bra. Si tratta della prima università al mondo interamente dedicata allo studio interdisciplinare del cibo.
Grazie a questa esperienza, il concetto di gastronomia è entrato stabilmente nel mondo accademico, fino alla nascita della Classe di Laurea in Scienze Gastronomiche istituita dallo Stato italiano nel 2017. L’ateneo di Pollenzo ha formato migliaia di studenti provenienti da circa 100 Paesi, contribuendo alla crescita di una nuova figura professionale: il gastronomo, esperto dei processi culturali, ambientali ed economici legati al cibo.
L’impegno ambientale e il rapporto con Papa Francesco
Nel 2017 Petrini ha fondato insieme a Monsignor Domenico Pompili le Comunità Laudato Si’, ispirate all’enciclica di Papa Francesco dedicata alla salvaguardia del pianeta. L’iniziativa ha riunito realtà territoriali impegnate nella transizione ecologica e nella tutela della casa comune.

Nel 2013 il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente ha assegnato a Carlo Petrini il premio “Champion of the Earth”
Il suo lavoro ha ricevuto riconoscimenti anche dalle istituzioni internazionali. Ha partecipato a incontri presso la FAO, le Nazioni Unite e il Parlamento europeo, diventando nel 2016 Ambasciatore Speciale FAO per il programma Fame Zero in Europa. Nel 2013 il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente gli ha assegnato il premio “Champion of the Earth”.
I libri e il pensiero culturale di Carlo Petrini
Parallelamente all’attività associativa, Carlo Petrini ha sviluppato una vasta produzione editoriale dedicata ai temi della sostenibilità alimentare, della gastronomia e dell’ecologia. Tra i suoi libri più noti figurano Buono, pulito e giusto, Terra Madre e Cibo e libertà, testi tradotti in numerose lingue e diventati punti di riferimento nel dibattito internazionale sul futuro del cibo.
Ha collaborato con importanti quotidiani e riviste italiane, destinando i proventi delle sue attività giornalistiche ai progetti di Slow Food e dell’Università di Pollenzo.
Un’eredità culturale riconosciuta nel mondo
Nel corso della sua carriera Carlo Petrini ha ricevuto lauree honoris causa da università italiane e straniere per il contributo offerto alla cultura gastronomica e allo sviluppo sostenibile. La rivista Time lo ha nominato “Eroe europeo” nel 2004, mentre The Guardian lo ha inserito tra le cinquanta persone capaci di contribuire a salvare il pianeta.
Il suo percorso ha lasciato un segno profondo nel mondo dell’enogastronomia, dell’ambientalismo e dell’agricoltura sostenibile, contribuendo a trasformare il cibo da semplice consumo quotidiano a strumento culturale, sociale e politico.