Locanda Solagna è il cuore di Quero-Vas, in provincia di Belluno, tra le Dolomiti e le colline del Prosecco. Dal 1956 è un punto di riferimento per chi cerca cucina del territorio, ospitalità autentica e una sosta che unisce memoria e gusto. Con otto camere, ristorante, bar, edicola e persino una pesa pubblica, la locanda resta ancora oggi il centro vivo del paese.

Locanda Solagna a Quero-Vas: settant’anni dopo, qualcosa sta cambiando in cucina
L'esterno della Locanda Solagna

La storia della Locanda Solagna a Quero-Vas

Racconta Andrea Riboni, classe 1983, terza generazione, oste e patron: «Antonio Solagna e Maria Zanella, i miei nonni materni, si trasferirono da un paesino del Bellunese a Vas, acquistando la locanda. Questo perché qui c'era una fiorente cartiera che dava lavoro a più di 1800 persone (ora Vas ha 380 abitanti) e i nonni avevano pensato all'opportunità di creare qualcosa. Iniziano con qualche stanza, estremamente spartana, senza avere un'idea precisa di quello che stavano facendo. Il nonno prima commerciava legname, paglia e carbone, la nonna era una donna di casa, così cucinava per gli operai della cartiera, in pieno boom economico, quando ancora la strada entrava nel paese, non come oggi».

Locanda Solagna a Quero-Vas: settant’anni dopo, qualcosa sta cambiando in cucina
Andrea Riboni, classe 1983, terza generazione, oste e patron della Locanda Solagna

Gli anni passano, si fanno i primi investimenti, la nonna è la prima a far arrivare i giornali e la televisione in paese. Nel 1986 il nonno viene a mancare e tutto passa alla figlia Carla, zia di Andrea, con il marito Gerardo che lascia la fabbrica per iniziare a fare ospitalità, e la nonna che rimane attiva. Per 25 anni la locanda va avanti con una cuoca storica, Anna Guadagnin. Andrea Riboni, che ora si definisce “oste da parte di padre e ristoratore da parte di madre”, si laurea in giurisprudenza ma decide di appendere il titolo al chiodo e di partire per Pollenzo e frequentare Scienze gastronomiche: lì conosce Carlo Petrini e lo porta anche a Locanda Solagna. Racconta ancora Andrea: «Da lì inizia anche il nostro percorso legato a Slow Food. Non ero ancora entrato, ma nel 2014 viene a mancare mio padre Franco e decido di tornare a casa e diventare imprenditore, cercando di valorizzare questo nostro territorio e rilanciare il locale».

Lo chef Ermanno Barbaresco e la cantina della Locanda Solagna

Dopo il passaggio di due cuochi, si è consolidata in locanda la professionalità di Ermanno Barbaresco, classe 1990, il quale prima di arrivare a Quero-Vas fa alcune esperienze significative come a La Stüa de Michil a Corvara, alla Stube Hermitage a Madonna di Campiglio e all'Hotel Cristallo, sempre in Val Badia. Racconta ancora Ribono: «Ermanno mi ha aiutato molto, sotto tutti i profili incluso quello personale, oltre che nell'organizzare al meglio l'attività; la sua è più che semplice passione, infatti insieme abbiamo realizzato diversi progetti, tra cui il nostro grande orto sinergico e una nuova osteria a Valdobbiadene».

Locanda Solagna a Quero-Vas: settant’anni dopo, qualcosa sta cambiando in cucina
Ermanno Barbaresco, chef della Locanda Solagna

A curare la carta dei vini è una giovanissima professionista, Greta Roman, la quale si destreggia in abbinamenti riusciti che spesso vedono protagoniste etichette (circa 230 in tutto), tra le quali le migliori di un territorio in grande espansione dal punto di vista enologico qual è il Bellunese, con l'area di Feltre in particolare. Molto bello lo spazio riservato alla cantina, dove trascorrere un dopo cena tra due chiacchiere e un calice.

La cucina della Locanda Solagna e i prezzi

La cucina a Locanda Solagna si basa su piatti che privilegiano la sostanza: questo non significa che si tratti di piatti privi di finezza. Le materie prime, inoltre, arrivano da piccoli produttori locali e spesso sono presidi Slow Food. Di certo, qui si cercano prima di tutto il gusto e l'immediatezza, oltre ad avere molti richiami sul territorio, come quello della meravigliosa fetta di salame fresco che potrà arrivarvi come benvenuto. Tra gli antipasti vale la pena assaggiare l'uovo bio delle Dolomiti cotto a 65°C, con crudo e cotto di asparagi e spuma di formaggio Piave Vecchio.

Di gran gola anche le linguine Pastificio Soldati alla “busera”, perfettamente al dente. Non manca il pesce dell'Adriatico, come la succulenta ombrina al forno, servita con porri alla soia e miele, con patate rustiche. Si chiude in dolcezza con la tartelletta con ganache al cioccolato bianco e fragole, wafer crispy al lampone e fragole fresche. La carta prevede antipasti e primi dai 16 ai 20 euro, secondi dai 15 (le ottime verdure dell'orto) a 28 e dessert dai 5 ai 15 (la selezione di formaggi).

Piazza I Novembre 2 32038 Quero-Vas (Bl) Italia
Lun-Sab 19:30-21:30 (Mar chiuso)