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Cenare (e dormire) in Costiera Amalfitana? Siamo da Capasanta a Maiori

L’Hotel Villa Pandora, solo 13 le camere, è graziosa e preziosa perla della Costiera Amalfitana, ospita il ristorante Capasanta. In cucina Luca Cozzolino e il gusto del mare con incursioni di terra

di Vincenzo D’Antonio
 
14 maggio 2024 | 09:30

Cenare (e dormire) in Costiera Amalfitana? Siamo da Capasanta a Maiori

L’Hotel Villa Pandora, solo 13 le camere, è graziosa e preziosa perla della Costiera Amalfitana, ospita il ristorante Capasanta. In cucina Luca Cozzolino e il gusto del mare con incursioni di terra

di Vincenzo D’Antonio
14 maggio 2024 | 09:30
 

Tra le molte destinazioni turistiche della Campania, se volessimo provare, lavorando di impietoso setaccio, ad individuare quali sono quelle proprio “imperdibili” per il turista straniero probabilmente arriveremmo a segnalarne due: la Costiera Amalfitana (Amalfi Coast) e Pompei. Nell’ambito della Costiera Amalfitana, ma quanto facile è la deduzione dacché è il nome stesso che fa da suggeritore, il borgo più visitato è Amalfi, seguito da Positano. A soli 5 km da Amalfi c’è Maiori, insediamento di età romana che deve il suo nome al Reghinna Major, il corso d'acqua che l’attraversa. Contrariamente alla grand parte degli altri borghi rivieraschi della Costiera Amalfitana, a Maiori c’è una lunga spiaggia a cui fanno da corona i caratteristici agrumeti terrazzati. Piccola gemma nascosta, di cui si consiglia visita, è il castello di San Nicola de Thoro-Plano, struttura del IX secolo sulla catena dei monti Lattari. Dove si cena a Maiori? E, dacché ci siamo, dove si dorme a Maiori? Che lusso, ad intendere quale comfort verrebbe procurato al turista che in un solo luogo potesse esaudire il desiderio di cena memorabile e di riposo notturno con risveglio allietato da prima colazione sontuosa. Eureka, il luogo c’è: si dorme all’Hotel Villa Pandora (elegante quattro stelle) e si cena all’annesso ristorante (aperto anche ai clienti esterni) Capasanta. L’Hotel Villa Pandora, solo 13 le camere, è graziosa e preziosa perla della Costiera Amalfitana.

Capasanta, da Pompei a Maiori

Si è detto in apertura di Pompei. Orbene, il ristorante Capasanta nasce a Pompei due anni fa ad opera del valente chef patron Paolo Del Giudice, poco più che trentenne. Era il maggio 2022. Dopo appena due anni, Paolo Del Giudice raddoppia l’insegna Capasanta, qui a Maiori. A coadiuvarlo validamente, governando la cucina nella laboriosa quotidianità c’è il giovane chef, non ancora trentenne, Luca Cozzolino, con spiccata pregressa esperienza a Il Riccio del Capri Palace di Anacapri.

Cenare (e dormire) in Costiera Amalfitana? Siamo da Capasanta a Maiori

Gli chef Luca Cozzolino e Paolo Del Giudice

Cosa si mangia da Capasanta a Maiori

L’offerta del Capasanta di Maiori trae forte spunto dal primigenio Capasanta di Pompei. Qui a Maiori però, e ciò a felice fall-out dell’essere in albergo quattro stelle con clientela cosmopolita, vi è ghiotta presenza anche di carni. Alla memoria attingendo, ancora prima che agli appunti, narrazione di una cena al Capasanta avendo per tetto un cielo di stelle e godendo della vista della Divina Costiera.

Le proposte sono ben pensate e ben scandite come successione armonica di sapori. Si comincia con due eccellenti carpacci: Carpaccio di ricciola, agrumi, lime e pepe rosa; Carpaccio di capasanta, maionese alla senape, cetriolo al lampone e salsa di arachidi. Ci ha funto da aperitivo e briosamente supporta i due carpacci, l’elegante Català 36 Spumante Metodo Classico Brut Millesimato 2019 ottenuto in prevalenza da uve Catalanesca del Monte Somma, fatto dalla Cantina Monte Somma Vesuvio.

Dai carpacci alle tartare. La prima delle due è Tartare di tonno, maionese al pomodoro, fior di cappero e polvere di olive nere. La seconda, per delizia conviviale dei clienti e per opportuna prelibata intrusione di carne, è la Tartare di manzo “Fai tu”. Qui il cliente si diverte a condire la carne a proprio piacimento scegliendo tra diverse salse e spezie egregiamente presentate dal validissimo personale di sala, molto abile anche nella sostituzione dei calici in funzione della successione dei vini. Sulle due tartare, proposta abile e coraggiosa, va negli appropriati calici il Meczan Pinot nero Alto Adige Doc 2022 ottenuto da sole uve Pinot Nero, fatto da Hofstatter a Termeno. Quanta gradevolezza e pertanto quanto felice in termini di abbinamento alle tartare, questo suo bouquet fresco e vivace.

Squisita bontà il primo: ‘Ndunderi, limone e ragù di coccio. Gli ‘ndunderi sono gnocchi di ricotta tipici di Minori (borgo attiguo a Maiori), proposti con limone e ragù di coccio. Nessun melanconico conformismo circa il finto dogma di non alternare bianco, rosso, bianco, ed ecco nel calice il Coda di Volpe Beneventano Igp 2022 ottenuto da sole uve Coda di Volpe, fatto da Masseria Frattasi a Cirignano nel Sannio. Si torna al rosso, e che rosso! Dal Sannio alla contigua Irpinia. Nell’appropriato calice ci va il Taurasi Docg 2018 - Terre d’Aione ad abbinarsi alla Pancia di maiale, scarole alla napoletana e salsa di piennolo. A compimento di sì doviziosa cena, il Babà come una delizia. Nel bicchierino, nuovamente dalla Cantina Monte Vesuvio, il Torre Merlata Passito di Catalanesca.

Notte buona, l’incanto della Costiera Amalfitana per prima colazione che pare voglia suggerire di vivere con gioia il giorno che principia. Maiori e Pompei sono tra loro collegate mediante il Valico di Chiunzi, situato a 656 metri slm. Da millenni, il Valico di Chiunzi è importante via di comunicazione tra l'Agro Sarnese Nocerino e il mare. Oggi, grazie a Paolo Del Giudice, il Valico di Chiunzi è anche quell’arteria suggestivamente panoramica che collega una Capasanta all’altra a beneficio di clientela avveduta ed esigente.

Capasanta Maiori - Hotel Villa Pandora
Strada Statale Amalfitana 25 – 84010 Maiori (Sa)
Tel 089 877966

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