Il Carnevale è uno dei pochi momenti dell’anno in cui l’Italia sembra concedersi una sospensione delle regole. Le città cambiano volto, i borghi si riappropriano delle piazze e le maschere diventano linguaggio collettivo. Dietro carri, costumi e sfilate si nasconde però molto più di una festa: il Carnevale nasce come rito di passaggio, legato al calendario agricolo, al ciclo delle stagioni e al bisogno di rovesciare, anche solo per pochi giorni, l’ordine quotidiano.
Il Carnevale è uno dei pochi momenti dell’anno in cui l’Italia sembra concedersi una sospensione delle regole
Non ovunque il Carnevale è spettacolo. In molte località italiane è ancora racconto condiviso, memoria tramandata, gesto simbolico che coinvolge l’intera comunità. Ci sono feste che non cercano palcoscenici internazionali, ma continuano a esistere perché hanno un significato preciso per chi le vive: maschere che non si limitano a sfilare, ma rappresentano ruoli, animali, figure arcaiche; riti che si ripetono da secoli; cucine che seguono stagioni e consuetudini più che mode, infatti il Carnevale è anche un momento di gusto e tradizione culinaria, con dolci tipici che cambiano da regione a regione e raccontano storie antiche: dalle frappe alle chiacchiere, dai sanguinacci alle frittelle, ogni territorio custodisce le proprie specialità.
Accanto ai grandi eventi più conosciuti, esiste quindi un Carnevale meno visibile ma sorprendente, fatto di storie locali, di gesti antichi e di identità forti. È in questi luoghi che il Carnevale smette di essere solo una festa e diventa esperienza, capace di raccontare territori, comunità e un modo diverso di stare insieme. Da questa prospettiva nasce un itinerario tra alcuni dei Carnevali italiani più originali e identitari, meno noti al grande pubblico ma ancora profondamente legati a riti, storie e simboli che vale la pena conoscere.. e vivere!
Acireale: Carnevale barocco tra carri infiorati e maschere illuminate
Il Carnevale di Acireale (Ct), celebrato nella città barocca sul versante orientale della Sicilia, è uno dei più spettacolari d’Italia, noto per la sua fusione di arte, maschere e fiori. Si svolge nel centro storico di Acireale con un calendario nel 2026 dal 31 gennaio al 17 febbraio, e anima le piazze e le strade con eventi ogni giorno, dalle grandi sfilate pomeridiane ai cortei serali.
Uno dei carri allegorici durante il Carnevale di Acireale
La festa è scandita da diverse fasi: i carri allegorici sono strutture monumentali in cartapesta che rappresentano temi satirici, storie o personaggi, e sfilano lungo il percorso ufficiale accompagnati da bande musicali. I carri infiorati, invece, sono decorati con milioni di fiori freschi e trasformano la città in un giardino in movimento, richiamando la tradizione floreale di Acireale. Le maschere isolate sono personaggi singoli che passeggiano tra il pubblico, spesso ispirati a figure storiche, fiabesche o grottesche, creando momenti di interazione e spettacolo diffuso.
Uno dei carri infiorati durante il Carnevale di Acireale
Accanto alle sfilate, la manifestazione propone attività collaterali: concorsi, esibizioni teatrali itineranti, laboratori per bambini e spettacoli serali con luci e musica, che trasformano il Carnevale in un’esperienza completa tra arte, tradizione e partecipazione comunitaria.
Castelnuovo al Volturno: il Carnevale dell’Uomo Cervo
Nel borgo di Castelnuovo al Volturno (Is), nel Molise, il Carnevale prende vita in un rito unico e ancestrale che si svolge nell’ultima domenica di Carnevale, quest’anno nelle date del 14 e 15 febbraio.
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L'Uomo Cervo durante il Carnevale di Castelnuovo al Volturno
Al calar della sera, la piazza principale si anima di spettatori mentre prende forma la pantomima de “Gl’ Cierv”, protagonista della festa: l’Uomo Cervo, coperto di pelli e corna, accompagnato da una giovane mascherata, simula bramiti e agita campanacci in una danza selvaggia, simbolo della connessione tra uomo e natura e della rituale espulsione dell’alterità. Il suo arrivo è annunciato dal grido collettivo “Gl’ Cierv’!”, momento di grande tensione e coinvolgimento emotivo per il pubblico.
Le janare durante il Carnevale di Castelnuovo al Volturno
La scena è popolata da altre maschere: il Maone, stregone del folklore, e le janare, succhiatrici di bambini, introducono la narrazione con una coreografia rumorosa; villani, villane e zampognari, vestiti con costumi tradizionali e accompagnati dalla zampogna, scandiscono i momenti di tensione e silenzio quasi religioso. Martino, figura rassicurante simile a Pulcinella, doma l’Uomo Cervo e la compagna, mentre il cacciatore li “abbatte” e subito li risuscita, completando la pantomima in un crescendo di teatralità, suoni e simboli.
Cento - Carnevale d’Europa: tra carri giganti e ritmo brasiliano
Il Cento Carnevale d’Europa è una festa che trasforma il centro storico di Cento (Fe) in un grande palcoscenico di colori, musica e spettacolo, riconosciuta come uno dei carnevali storici più importanti dell’Emilia-Romagna e unico al mondo gemellato con il Carnevale di Rio de Janeiro, un legame che porta ritmo, samba e spettacoli brasiliani in un contesto europeo. Le celebrazioni si svolgono lungo cinque domeniche 1,8, 15 e 21 febbraio e l’1 marzo , con la sfilata dei carri allegorici e numerose iniziative collaterali.
Il Cento Carnevale d’Europa è l'unico al mondo gemellato con il Carnevale di Rio de Janeiro, un legame che porta ritmo, samba e spettacoli brasiliani
Il cuore della festa è la sfilata dei carri allegorici in cartapesta, gigantesche strutture artistiche di fino a 15-20 metri di altezza, costruite tutto l’anno dalle cinque associazioni carnevalesche locali, che competono per il titolo di miglior carro. Le vie di Corso del Guercino e Piazza Guercino si animano con gruppi di figuranti in costumi sgargianti, musica dal vivo e il consueto “gettito”: dalle torrette più alte dei carri vengono lanciati sul pubblico giocattoli, dolci e oggetti colorati, tradizione amata da grandi e bambini.
I carri allegorici in cartapesta al Carnevale di Cento
L’atmosfera è resa ancora più coinvolgente dalla presenza di ballerine di samba e percussionisti brasiliani, che introducono un ritmo vivace e contribuiscono all’esperienza di festa internazionale. Il finale è suggestivo: dopo l’ultima domenica, con la proclamazione del carro vincitore, il Carnevale si chiude con il rogo della Rocca e uno spettacolo pirotecnico che saluta cittadini e visitatori.
Le origini del Carnevale affondano in epoche molto precedenti al cristianesimo. In diverse civiltà antiche esistevano feste legate al ciclo delle stagioni, alla fine dell’inverno e al ritorno della fertilità, durante le quali erano concessi eccessi, travestimenti e rovesciamento dei ruoli sociali. In questi contesti, il mascheramento aveva una funzione simbolica: sospendere l’identità individuale per entrare in una dimensione collettiva e rituale. Con l’avvento del cristianesimo, queste celebrazioni non scompaiono ma vengono progressivamente assorbite nel calendario liturgico, trovando una collocazione precisa nel periodo che precede la Quaresima.
Fano: il Carnevale più antico e “dolce” d’Italia
Il Carnevale di Fano, nel cuore delle Marche, è considerato il più antico d’Italia, con testimonianze che fanno risalire le celebrazioni al 1347, quando documenti municipali descrivevano già le spese per le feste cittadine. La festa si svolge ogni anno nel centro storico di Fano e nella zona di Viale Gramsci, con un calendario che nel 2026 va dal 25 gennaio al 15 febbraio, articolato su quattro domeniche di parate ricche di eventi, musica e momenti per tutte le età.
Il “getto”: dai carri allegorici vengono lanciati dolciumi, caramelle e cioccolatini
La caratteristica che rende il Carnevale di Fano davvero unico è il “getto”: da giganteschi carri allegorici in carta pesta, realizzati da maestri artigiani, vengono lanciati tonnellate di dolciumi, caramelle e cioccolatini verso la folla festante, un gesto gioioso che simboleggia prosperità e abbondanza e che lo ha fatto soprannominare il Carnevale più dolce d’Italia.
El Vulón: la maschera simbolo della manifestazione
Al centro della festa c’è anche El Vulón, maschera simbolo della manifestazione, figura di spirito gioviale e fanfarone che accompagna le parate con un sorriso e invita alla partecipazione. I carri allegorici, spesso ispirati a temi satirici o all’attualità, sfilano tra musiche, spettacoli e momenti di animazione, coinvolgendo famiglie, bambini e visitatori da ogni parte d’Italia.
Madonna di Campiglio: il Carnevale Asburgico tra Dolomiti, Sissi e corte imperiale
Nel cuore delle Dolomiti di Brenta, Madonna di Campiglio (Tn) ospita ogni anno il Carnevale Asburgico, un evento unico nel panorama italiano che rievoca i fasti della corte imperiale asburgica tra balli, cortei e atmosfere d’epoca. La manifestazione si svolge nel periodo di Carnevale, con l’edizione 2026 in programma dal 15 al 20 febbraio, quando le vie del paese si trasformano in un palcoscenico storico e suggestivo dove la Principessa Sissi e l’Imperatore Francesco Giuseppe ritornano simbolicamente tra dame, cavalieri e costumi ottocenteschi.
P. Bisti
Il Carnevale Asburgico rievoca i fasti della corte imperiale asburgica tra balli, cortei e atmosfere d’epoca
Le giornate del Carnevale Asburgico sono scandite da momenti distintivi: l’arrivo della Corte imperiale in carrozza con musiche e danze apre ufficialmente la festa tra piazze storiche e vie illuminate; la Sciata Asburgica invita alla discesa in costume d’epoca accompagnati dai maestri di sci; il Carnevale dei bambini porta allegria con truccabimbi, balli e zucchero filato in Piazza Sissi; e l’esperienza “Un tè con Sissi” offre un incontro culturale per scoprire aneddoti sulla celebre imperatrice.
P. Bisti
La Sciata Asburgica durante il Carnevale Asburgico a Madonna di Campiglio
Tra gli appuntamenti più suggestivi, la Fiaccolata sugli sci illumina il Canalone Miramonti al calar del sole, mentre il Gran Ballo dell’Imperatore nel prestigioso Salone Hofer rappresenta l’apice della settimana, con costumi d’epoca, valzer, quadriglie e ritmo ottocentesco che richiamano l’eleganza delle feste di corte.
Offida: il Carnevale storico tra Lu Bov Fint e i Vlurd
Il Carnevale di Offida, nel cuore delle Marche tra le mura medievali del borgo di Ascoli Piceno, è una delle espressioni più autentiche e antiche del Carnevale italiano, con origini che risalgono ai primi del 1500 e una partecipazione che coinvolge l’intera comunità. Questa festa lunga e articolata inizia tradizionalmente il 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, e prosegue fino al Martedì Grasso (quest’anno il 17 febbraio) con un calendario ricco di momenti rituali, spettacoli, veglioni e cortei che animano ogni angolo del centro storico.
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Lu Bov Fint, una sorta di corrida goliardica che si svolge il Venerdì Grasso
Due eventi caratterizzano in modo unico il Carnevale offidano. Il primo è “Lu Bov Fint”, una sorta di corrida goliardica che si svolge il Venerdì Grasso, quando un enorme bue finto di legno e ferro, coperto da un telo bianco e rosso, viene “inseguito” e accompagnato per le vie del borgo da gruppi di partecipanti vestiti con il guazzarò - il tipico saio bianco con fazzoletto rosso - in una corsa festosa che culmina in Piazza del Popolo con il simbolico “abbattimento” e il canto di Addio Ninetta Addio.
Il secondo momento emblematico è la sera del Martedì Grasso, quando ha luogo la suggestiva processione dei Vlurd: lunghe fasce di canne e paglia vengono portate accese a spalla in un corteo di fuoco che attraversa le strade, creando un’atmosfera di luce e movimento fino al grande falò conclusivo, simbolo di purificazione e passaggio verso la quaresima.
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La processione dei Vlurd
Tra sfilate in maschera, veglioni al Teatro Serpente Aureo, domeniche dedicate ad amici e parenti e momenti enogastronomici, il Carnevale di Offida invita a partecipare non come spettatori ma come parte integrante di un rito collettivo, dove storia, folklore e festa si intrecciano nella magia di un borgo che vive pienamente la sua festa più autentica.
Il termine Carnevale deriva con ogni probabilità dal latino carnem levare, ovvero “eliminare la carne”. L’espressione fa riferimento all’ultimo periodo in cui era consentito consumare cibi ricchi e abbondanti prima dell’inizio della Quaresima, tempo di digiuno e penitenza. Da qui nasce il legame profondo tra Carnevale e cucina, con piatti sostanziosi e dolci fritti che ancora oggi caratterizzano questa fase dell’anno.
Oristano: la giostra equestre del Carnevale sardo di “Sa Sartiglia”
In Sardegna, la città di Oristano ospita la “Sa Sartiglia”, una delle giostre equestri più antiche e suggestive d’Italia, profondamente radicata nella cultura locale e nelle celebrazioni del Carnevale. La manifestazione si tiene ogni anno nel centro storico di Oristano, tradizionalmente nell’ultima domenica di Carnevale e nel Martedì Grasso: per l’edizione 2026 le date ufficiali saranno domenica 15 e martedì 17 febbraio, con eventi complementari nella giornata di lunedì dedicati alle versioni giovanili della giostra.
“Sa Sartiglia” è una delle giostre equestri più antiche e suggestive d’Italia
Sa Sartiglia è un rito collettivo che incarna secoli di storia, abilità e identità cittadina. L’evento si svolge davanti alla Cattedrale di Santa Maria Assunta, dove i cavalieri, mascherati nei costumi tradizionali guidati da figure come Su Componidori, si lanciano al galoppo lungo la via principale con l’obiettivo simbolico di infilare con la spada o la lancia un anello a forma di stella sospeso a mezz’aria, gesto carico di significato legato alla buona sorte e alla prosperità.
Le due giornate principali sono scandite da momenti rituali e dal coinvolgimento dei Gremi, antiche corporazioni artigiane che conservano l’eredità storica della Sartiglia. La corsa di domenica è tradizionalmente gestita dal Gremio dei Contadini, mentre quella di martedì è organizzata dal Gremio dei Falegnami, ciascuno con proprie usanze e costumi distintivi.
Sa Sartiglia è un rito collettivo che incarna secoli di storia, abilità e identità cittadina
Parte integrante della festa è anche il Villaggio Sartiglia, allestito nel centro storico con aree dedicate a degustazioni enogastronomiche, artigianato locale, intrattenimento e spettacoli, dove la comunità e i turisti si incontrano e condividono l’atmosfera festiva nei giorni che precedono la corsa e durante le sue giornate principali.
Ronciglione: il Carnevale dei Facchini tra storia, coriandoli e tradizione popolare
Il Carnevale di Ronciglione, nel cuore della Tuscia viterbese, è una delle feste carnevalesche più antiche e vivaci del Lazio, radicato nella storia e nella partecipazione collettiva. La manifestazione si svolge ogni anno nel centro storico di Ronciglione (Vt) durante le domenica del 1, 8 e 15 febbraio che precedono il Martedì Grasso, con un calendario di sfilate, cortei, musica e momenti di festa che animano la cittadina.
Al centro della tradizione ronciglionese ci sono i Facchini
Al centro della tradizione ronciglionese ci sono i Facchini, figure popolari nate all’inizio del XIX secolo che vestono costumi sgargianti, cappelli decorati e nastri colorati, e che accompagnano la festa con energia contagiosa. Questi gruppi di portatori animano le sfilate di carri allegorici, che attraversano il borgo con scenografie satiriche, accompagnate dal frenetico lancio di coriandoli e stelle filanti, trasformando ogni angolo in un’esplosione di colore e coinvolgimento collettivo.
Il Carnevale di Ronciglione è una delle feste carnevalesche più antiche e vivaci del Lazio
La storia del Carnevale ronciglionese affonda le radici in usanze popolari, quando gruppi di uomini si mascheravano per le strade durante il periodo carnevalesco, portando allegria e musica, fino a consolidarsi nel tempo come un evento collettivo di grande partecipazione. Il ruolo dei Facchini, con il loro abbigliamento distintivo e il modo vivace di muoversi attraverso le vie cittadine, è diventato un elemento iconico della festa, simbolo di identità locale e di convivialità.
Sciacca: il Carnevale storico tra carri allegorici, satire e festa popolare
Il Carnevale di Sciacca (Ag), in Sicilia, è uno dei Carnevali più antichi e importanti d’Italia, incluso tra i Carnevali Storici dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e celebrato con un calendario fitto di eventi, spettacoli e sfilate. La manifestazione si svolge nel centro della città di Sciacca lungo diversi giorni all’inizio del periodo carnevalesco, con date nel 2026 previste per sabato 14, domenica 15, venerdì 20, sabato 21 e domenica 22 febbraio, quando le strade si riempiono di allegria e partecipazione collettiva.
Il cuore del Carnevale di Sciacca sono i cinque corsi mascherati di carri allegorici
Il cuore della festa sono i cinque corsi mascherati di carri allegorici, imponenti strutture in cartapesta progettate e realizzate da associazioni e maestranze locali, arricchite da movimenti meccanici, colori e scenografie sorprendenti. Ogni carro è accompagnato da un gruppo mascherato in costumi creati ad arte, da musiche originali e da copioni satirici che raccontano storie, temi e personaggi con ironia e spirito critico, trasformando la sfilata in uno spettacolo di teatro urbano.
La festa coinvolge tutte le età
La festa coinvolge tutte le età: accanto alle sfilate principali ci sono aree dedicate ai bambini, zone di street food con specialità locali, un luna park e due palchi per esibizioni musicali e show serali. In alcune edizioni la chiusura prevede il rogo di Peppe Nnappa, una cerimonia simbolica che suggella il Carnevale tra calore collettivo e immaginario popolare.
Nel calendario cristiano, il Carnevale si conclude con il Martedì Grasso (quest’anno il 17 febbraio), vigilia del Mercoledì delle Ceneri. È un tempo di eccesso “concesso”, che precede simbolicamente la rinuncia. Questo equilibrio tra libertà e regola ha permesso al Carnevale di sopravvivere nei secoli, assumendo forme diverse a seconda dei territori. In molte località italiane, soprattutto nei borghi, il Carnevale conserva ancora una forte dimensione rituale, dove maschere e gesti non sono solo spettacolo, ma rappresentazione di un passaggio, di una soglia tra due tempi dell’anno.
Tricarico: il Carnevale delle mandrie e maschere antropologiche
Il Carnevale di Tricarico (Mt), nel cuore della Basilicata, è una delle manifestazioni carnevalesche più affascinanti del Sud Italia, dove rituali antichi, simbolismi e partecipazione comunitaria si intrecciano in un evento unico. La festa si apre con la Festa di Sant’Antonio Abate il 17 gennaio 2026 - tradizionalmente considerata l’inizio del Carnevale - e culmina nell’ultima domenica prima del Martedì Grasso, con cortei, danze e il profondo coinvolgimento di tutta la comunità locale.
Il Carnevale di Tricarico è dominato dalle maschere antropologiche, figure emblematiche che evocano la transumanza e la vita rurale
Il Carnevale è dominato dalle maschere antropologiche, figure emblematiche che evocano la transumanza e la vita rurale: le “mucche” e i “tori”, vestiti con abiti decorati da nastri colorati e accompagnati dal ritmo potente dei campanacci, simboleggiano idealmente una mandria in movimento. Questi personaggi mimano l’andatura degli animali, attraversando le vie del centro storico e richiamando un rito di passaggio che unisce sacro e profano, antico e contemporaneo.
Le maschere percorrono il borgo passando per i rioni storici di Tricarico
La giornata principale inizia nell’alba con la vestizione delle maschere e il suono dei campanacci, che risvegliano l’intero paese, seguita dalla benedizione della mandria presso la chiesa di Sant’Antonio Abate. Le maschere percorrono il borgo passando per i rioni storici, mentre folle di spettatori partecipano al corteo che culmina in Piazza Garibaldi.
I Carnevali più celebri d’Italia: date, eventi e momenti simbolo
Carnevale di Venezia
Il Carnevale di Venezia 2026 si svolge dal 31 gennaio al 17 febbraio in una cornice unica tra calli, piazze e canali, con un programma ricco di eventi, spettacoli e celebrazioni. La festa celebra il tema “Olympus – Alle origini del gioco”, un omaggio alla storia, all’arte e alla cultura veneziana. In programma sfilate in maschera, il Venice Carnival Street Show e la Festa Veneziana con corteo acqueo, oltre a performance artistiche diffuse in tutta la città. Fra gli appuntamenti più attesi spiccano anche la Selezione delle 12 Marie, simbolo di bellezza e costume, e lo Arsenale Water Show, spettacolo di luci e musica sull’acqua che anima le sere del Carnevale
Carnevale di Ivrea
Il Carnevale di Ivrea (To) è uno degli eventi carnevaleschi più intensi e partecipativi d’Italia, con celebrazioni concentrate intorno al Martedì Grasso e alla celebre Battaglia delle Arance, simbolo di rivolta e comunità. Nel cuore della città si alternano cortei in costume storico, che raccontano la leggenda dell’arancera e della Marchesa, e momenti teatrali e musicali. Ogni giorno di festa la piazza e le strade si animano con sfilate, gruppi storici e musiche, culminando nello scontro simbolico di arance tra squadre di aranceri, un’esperienza che unisce spirito collettivo, tradizione e spettacolo
Carnevale di Viareggio
Il Carnevale di Viareggio (Lu) trasforma la città in un grande palcoscenico di colori e creatività lungo il lungomare con una serie di sfilate programmate nei fine settimana di febbraio. La manifestazione è famosa per i carri allegorici in cartapesta, imponenti strutture artistiche che rappresentano temi sociali e satirici con effetti scenici sorprendenti. Ad accompagnare le sfilate ci sono gruppi mascherati, bande musicali, spettacoli di strada e momenti di animazione per tutte le età, che rendono il Carnevale un’esperienza vivace e coinvolgente. Le giornate culminano con il pubblico che partecipa al tradizionale gettito di coriandoli e sorrisi, in un’atmosfera di festa collettiva sullo sfondo della costa versiliese
Carnevale di Mamoiada
Il Carnevale di Mamoiada (Nu) è uno dei più identitari della Sardegna e si articola in più momenti simbolici. Le celebrazioni iniziano il 16 e 17 gennaio 2026 con la festa di Sant’Antonio Abate, quando Mamuthones e Issohadores fanno la loro prima uscita rituale. Il cuore del Carnevale si vive poi il 15, 16 e 17 febbraio 2026, tra domenica, lunedì e Martedì Grasso, con cortei lenti e cadenzati dai campanacci. Le strade del paese diventano teatro di un rito collettivo fatto di suoni, maschere e gesti antichi, capace di coinvolgere profondamente chi vi assiste
Carnevale di Putignano
Il Carnevale di Putignano (Ba) è una delle manifestazioni carnevalesche più longeve al mondo, ricca di eventi che combinano rituali antichi e spettacolo popolare. Nel 2026 si svolge dal 1° al 7 febbraio, con ulteriori appuntamenti il 15 e il 17 febbraio, segnando un calendario molto partecipato. Nelle settimane antecedenti animano la città riti come Le Propaggini - poetici duelli di versi satirici - e il centro storico si trasforma in un teatro vivo di carri allegorici, gruppi mascherati, performance musicali e cortei. La maschera simbolo Farinella si fa guida tra tradizione e modernità di questa festa di popolo.
Carnevale Ambrosiano
Il Carnevale Ambrosiano è una celebrazione unica nel panorama italiano perché segue il rito liturgico ambrosiano: nel 2026 si celebra fino al Sabato Grasso del 21 febbraio, più a lungo rispetto al calendario nazionale. A Milano e nei quartieri storici la festa si anima di sfilate in maschera, spettacoli di strada, mercatini e appuntamenti culturali. Tra le tradizioni gastronomiche spiccano i dolci ambrosiani legati al Carnevale, mentre le piazze si trasformano in palcoscenici per performance artistiche e musica dal vivo, coinvolgendo famiglie e visitatori in un clima di festa urbana e partecipata