A SALINA
L'isola più verde delle Eolie nasconde un ristorante aperto da quasi 50 anni
Gestito dal 1978 dalla famiglia Cataffo, il ristorante Porto Bello di Santa Marina Salina (Me) offre una cucina che difende la tradizione locale con tocchi innovativi, da gustare su terrazze affacciate sul mare
Come ben noto, a nord della Sicilia ci sono le isole Eolie: un arcipelago di sette isole disposte a forma di Y coricata, con l'asta lunga che punta verso ovest, ove vivono circa 15.000 abitanti. Originate da un sistema vulcanico determinato dalla subduzione della litosfera oceanica (Africa) sotto quella continentale, determinandone la fusione con liberazione di magma che, giunto in superficie, ha formato l’”arco Eoliano”, lungo 200 km e composto, oltre che dalle sette isole vulcaniche emerse, dai monti sottomarini Alcione, Lametini, Palinuro, Glabro, Marsili, Sisifo, Eolo, Enarete.
Le Eolie da sempre hanno rappresentato un punto nodale di incontro tra Tirreni (Etruschi), Fenici (Cartaginesi) e Greci. Al centro di questa Y, si trova Salina, in greco antico Did?me , ossia gemelli, in riferimento alle due vulcani spenti dell'isola: Fossa delle Felci e Monte dei Porri, che caratterizzano la sua forma. L'attuale nome si riferisce invece a un laghetto di acqua salata in località Lingua, un tempo usato come salina. Attualmente vivono li circa 2.500 persone, distribuite in tre diversi comuni: nel 1980 l'isola ha ottenuto la tripla suddivisione amministrativa nei tre comuni odierni: Santa Marina Salina (900 abitanti), Malfa (100 abitanti) e Leni (700 abitanti).
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Ristorante Porto Bello a Santa Marina Salina
Appena si arriva al porto di Santa Marina Salina e girandosi attorno con lo sguardo (nel tentativo futile di non perdere nella propria memoria nemmeno un “fotogramma” del ricordo) è impossibile non individuare sulla sinistra uno dei tanti punti di ristorazione offerti da questo luogo turistico, con un grande nome riportato sulle mura dell’edificio: Porto Bello Fin dal 1978, l’innata arte culinaria di Marilena D’Albora e la ricercatezza gustativa di Teodoro Cataffo, hanno deliziato i palati degli avventori del ristorante, ricavato dalla vecchia “casa al mare” della famiglia Cataffo.
Oggi sono affiancati della figlia Nadia e dalla fresca creatività del figlio Dario, al quale è stata trasmessa la grande passione per la ristorazione, accompagnando l’isola di Salina nella sua crescita, maturando ed evolvendosi con Lei, mantenendo nel tempo le strutture della casa e conservando un ambiente tradizionale, con le quattro terrazze movimentate con pulieri, incannucciati e tipiche sedute in muratura ricoperte da maioliche recuperate, compresa una pianta di vite di 150 anni che, dalle fondamenta, percorre un lungo cammino tra le sale. Ovviamente, anche molte tradizioni gastronomiche locali sono state difese dal trascorrere del tempo, che in alcuni casi vengono presentate con qualche innovazione.
Il menu degustazione e la cucina eoliana di Porto Bello
Un una maestosa terrazza, affacciata sull’approdo e con lo sfondo dell’isola di Lipari, ecco i piatti che è possibile assaggiare. Iniziamo con il servizio di un Bianco del Comandante IGT 2022, della cantina Ferracane (azienda vinicola nata a Malfa nel 2020) da uve di malvasia in purezza (che abbiamo utilizzato a tutto pasto): inconfondibile la mineralità, con una complessità e una profondità di sapori salmastri e una verticalità aromatica e freschezza. Viene subito servito un “Croque di ricciola”: un'insalata di pesce disposta all’interno di una cialda, ottenendo un miglioramento dell’estentica, che non ha aggiunto nulla alla straordinaria sensazione gustativa del boccone.
Quindi l'insalata di tonno, tradizionalmente con la cipolla rossa e gli aromi tipici dell’isola (origano, polvere di capperi, prezzemolo): straordinario il risultato per il contrasto gustativo del pesce con i vegetali, regolato da qualche goccia di limone. Ed ecco il primo: Spaghetti ca muddica ovvero con in pangrattato, che un tempo veniva preparato nelle case senza usare il pomodoro e usando i capperi (di cui oggi ne vengono utilizzati pochi nella ricetta), e gli Gnocchi semplici di patate con pesce spada e peperoni: una bontà che strabilia, anche se forse preferibile con qualche “ruvidezza“ in più nel gusto (ottenibile anche solo dosando qualche cappero).
Il secondo è Ricciola al forno e gambero crudo, per un utilizzo massimo dei vantaggi del pesce fresco: una combinazione gustativa fra delicatezza della ricciola e il sapore deciso dei gamberi crudi. Poi i Calamaretti a spillo ripieni al profumo di cipolla e Malvasia, un' invenzione sortita dall’”alta cucina” di un tempo e ripresa, spesso magistralmente, dagli chef moderni. Ricotta con miele caldo, uva passa e pistacchio è stato il dolce della serata: interessantissima interpretazione gustativa in una realizzazione senza zucchero. Veramente indimenticabile e non rinunciabile in un viaggio nell'Isola Verde delle Isole Eolie, un titolo guadagnato grazie alla sua natura rigogliosa, ai boschi rigogliosi, alle vigne e agli orti.


