A BERGAMO

Da Vittorio, 60 anni di storia: oggi è un gruppo che vale 100 milioni
La famiglia Cerea ha celebrato i 60 anni del ristorante Da Vittorio con una grande festa nella sede di Brusaporto (Bg), ripercorrendo la storia del ristorante nato nel 1966 a Bergamo e diventato un gruppo internazionale internazionale da oltre 100 milioni di fatturato e più di mille collaboratori. Tra ospiti illustri, chef stellati, riconoscimenti e nuovi progetti, la serata ha reso omaggio al fondatore Vittorio Cerea
Il marchio tristellato Da Vittorio, riconosciuto per l’eccellenza che lo contraddistingue, conta oggi oltre cento milioni di fatturato annuo e più di mille collaboratori. Da un ristorante in centro a Bergamo è nato un gruppo di ristorazione conosciuto in tutto il mondo. Era il 6 aprile 1966 quando Vittorio Cerea, insieme alla moglie Bruna Gritti, ha aperto il locale che ha preso il suo nome, senza nemmeno immaginare cosa sarebbe diventato.
Alla Cantalupa di Brusaporto (Bg), quartier generale di Da Vittorio, sono stati ripercorsi martedì sera 60 anni di storia. Per onorare la figura di Vittorio sono arrivati ospiti da tutta Italia ma anche dall’estero. In primis gli amici ristoratori, che hanno sempre riconosciuto nell’insegna tre stelle Michelin un modello da seguire, ma anche molti protagonisti del mondo imprenditoriale, politico, sportivo e dello spettacolo. La famiglia Cerea, capitanata oggi da mamma Bruna Gritti, insieme ai figli Chicco, Francesco, Bobo e Rossella, ha organizzato un appuntamento unico, ricco di ricordi e commozione.
L'alleanza con Moncler e i riconoscimenti del 2026
Il 2026 è stato particolarmente significativo per la famiglia Cerea, che nell’anno del 60esimo ha ufficializzato l’alleanza con la famiglia Ruffini (proprietaria della Moncler è entrata nell’azionariato del gruppo Da Vittorio con una quota del 40 per cento, tramite la holding Ou(r) Group, ndr). Numerosi anche i riconoscimenti ricevuti, come il titolo di Cavaliere del Lavoro, consegnato lo scorso maggio a Bruna Gritti dalle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e il titolo di Maestro dell’Arte della Cucina Italiana, ricevuto da Chicco Cerea proprio settimana scorsa a Palazzo Chigi dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
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La serata tra street food, chef stellati e ricordi
L’atmosfera anni Sessanta, un numero non certo scelto a caso, ha caratterizzato la serata, che ha previsto l’allestimento di un percorso di street food con decine di specialità, dalla carne al pesce, dal vegetariano ai dolci, cucinati con le materie prime provenienti da tutte le regioni italiane, ma non solo. Presenti una cinquantina di chef con altrettante postazioni, dove sono state servite le diverse ricette tra antipasti, primi, secondi e dessert, accompagnati da una selezione di vini. Ce n’era insomma per tutti i gusti, ma tra momenti conviviali e di gioia, non sono mancati i momenti di commozione.
Saliti sul palco, mamma Bruna e i fratelli Cerea hanno mostrato l’emozione per un traguardo storico che meritava di essere celebrato alla grande. Dai saluti iniziali si è poi passati ad un momento di grande commozione, quando sul maxischermo sono state proiettate le immagini amarcord del primo ristorante aperto in via Roma, oggi viale Papa Giovanni XXIII, la via d’ingresso al capoluogo orobico. Vittorio e Bruna appaiono sorridenti in numerose fotografie e frame che li mostrano in vacanza in giro per il mondo. Nelle immagini compaiono anche i figli, piccoli ma riconoscibili dai volti, che sin da piccoli si sono rimboccati le maniche per aiutare i genitori tra sala e cucina. «Il lavoro ha contraddistinto per tutti questi anni la nostra famiglia - hanno evidenziato i fratelli Cerea -. Siamo cresciuti con l’esempio dei nostri genitori e non ci siamo mai fermati. Ringraziamo tutti gli amici ospiti per aver partecipato alla nostra festa del 60esimo e guardiamo ora ai prossimi 60 anni».
Gli chef presenti e la torta dedicata ai Paccheri alla Vittorio
In presenza, o tramite videomessaggio, sono intervenuti moltissimi chef, tra i quali Massimo Bottura, Giorgio Locatelli, Antonino Cannavacciuolo, Niko Romito, Heinz Beck, Enrico Bartolini, Giancarlo Perbellini, Enrico Crippa, Mauro Uliassi, Max Alajmo, Alessandro Borghese, Norbert Niederkofler e Moreno Cedroni. Prima dei tradizionali e benauguranti fuochi d’artificio, accompagnati dal brindisi con bollicine Ferrari, è stata tagliata una "torta pacchero" gigante, che riproduceva la classica forma del Parmigiano Reggiano.
Si tratta della nuova interpretazione di uno dei simboli di Da Vittorio: i celebri "Paccheri alla Vittorio". Un dessert d’autore che trasforma un’icona della cucina italiana in una creazione di alta pasticceria. Una sottile camicia di cioccolato bianco racchiude un cuore morbido e raffinato, composto da crema chantilly alla vaniglia, pan di Spagna Margherita, composta di fragole e limone e una delicata bagna alla vaniglia. In superficie, una copertura croccante allo yuzu dona freschezza e vivacità, mentre la glassa alle fragole richiama il colore intenso del pomodoro.
Il gruppo Da Vittorio oggi
Dal quartier generale di Brusaporto la famiglia Cerea gestisce anche i ristoranti Da Vittorio a St. Moritz e a Shanghai, i DaV Cantalupa di Brusaporto, Milano CityLife e Louis Vuitton, oltre al locale di Portofino, il Caffè Cavour 1880 di Bergamo, insieme ai Café Louis Vuitton di Milano e la recente apertura di Roma. Per confezionare i dolci è operativo il laboratorio DaV Pastry Lab, sempre in provincia di Bergamo, che si affianca agli spazi per catering, ristorazione esterna, eventi e la parte di e-commerce che permette di spedire in tutto il mondo i prodotti a marchio Da Vittorio.


