PUGLIA IN ENOTECA
La Puglia ha conquistato la Versilia con un menu dedicato ai suoi piatti simbolo
L'Enoteca Marcucci di Pietrasanta (Lu) ha ospitato “La Puglia in Enoteca”, evento firmato Gianluca Domenici. La cuoca brindisina Marina Urgese ha proposto i grandi classici pugliesi abbinati ai vini di Tormaresca e Bruno Vespa
Nell’ambito dell’esclusivo ciclo de “Le Grandi Cene di Paspartu”, altro format di Gianluca Domenici (Versilia Gourmet, Trattoria Festival Franciacorta Week, Tordello d’Oro e tanto altro) di cui i nostri lettori hanno già contezza) oggi l’appuntamento è davvero di quelli da non perdere. Nel tempio di quella che possiamo considerare senza tema di smentita L’Enoteca con cucina più prestigiosa di tutta la Versilia per stare stretti, si è tenuta una cena evento con etichette pugliesi in degustazione ovvero “La Puglia in Enoteca”.
Chi conosce l’Enoteca Marcucci di Pietrasanta (Lu), per il suo glamour ed il suo prestigio costruito nel tempo, sa che qui il cibo non è il fine ma il mezzo per attingere a un cantina monumentale, ricca delle più blasonate etichette italiane e francesi, con incursioni nel resto del mondo senza trascurare anche piccoli produttori di nicchia. E anche oggi sotto la supervisione di Michele Marcucci, la cucina di Marina Urgese, cuoca dell’Enoteca, nata a Brindisi è al servizio del vino e lo vedremo con un menu che ha esaltato la Puglia più vera, quella delle Masserie, del mare, delle ricette tramandate in famiglia e dei sapori semplici capaci di conquistare al primo assaggio. Insomma non sono mancate le specialità più amate della tradizione pugliese, reinterpretate con sensibilità e rispetto della materia prima.
Gli antipasti pugliesi e i rosati della tenuta Tormaresca
La serata si apre con lo sfizioso Hamburger di Pollo Fritto. In Puglia, il polpo è molto più di un semplice ingrediente: è uno dei simboli della cucina marinara popolare e del cibo di strada. Nelle città di mare come Bari, Monopoli e Gallipoli viene spesso servito fritto, oppure appena lessato, condito con limone, olio extravergine e prezzemolo, da mangiare anche in piedi sul porto. Celebre è il “polpo arricciato”, una preparazione tradizionale in cui il polpo viene sbattuto e lavorato per renderlo tenero e con i tentacoli arricciati. In molte pescherie pugliesi si può scegliere il polpo fresco direttamente dal banco e consumato sul momento, quasi come uno street food del mare. Accompagnato dal primo vino messo a disposizione dall’Azienda pugliese dei Marchesi Antinori che ha deciso di cominciare l’avventura pugliese creando la Tormaresca. Sono due le Tenute dell’azienda. Bocca di Lupo a Minervino Murge e Masseria Maime a Pietro Vernotico, a poca distanza dal mare dell’Alto Salento per un totale di circa 380 ettari vitati.
E’ Aldo Bonuccelli, Rappresentante Versilia, a servirci il Salento Calafuria Rosato 2025. Un Negramaro in purezza piacevole dai toni floreali e di frutti di bosco rossi, succoso e di buona spinta. Si entra ancora più nel mood pugliese grazie alla Frisella con pomodorino, origano, burrata e acciuga. La Frisella pugliese è uno dei simboli più autentici dell’estate in Puglia, semplice ma ricca di sapore mediterraneo. In questa versione viene ammorbidita con acqua, poi condita con pomodorini freschi, origano, olio extravergine, burrata cremosa e acciuga, creando un perfetto equilibrio tra freschezza e sapidità. Nata dalla tradizione contadina e marinara, la Frisella era il pane dei pescatori e dei lunghi viaggi in mare grazie alla sua lunga conservazione. Oggi è diventata una delle preparazioni più amate della cucina pugliese, capace di raccontare in pochi ingredienti tutta l’anima del Sud. Gli viene abbinato il Puglia Neprica Rosé 2025. Al naso evidenzia sentori di agrumi dolci e spezie, mentre il palato è sapido e grintoso.
I primi piatti della tradizione: orecchiette e tiella alla barese
Segue un altro classico di impeccabile esecuzione come le Orecchiette alle cime di rapa. Un cult della tradizione gastronomica della Puglia. Questa ricetta di origine contadina unisce la pasta fresca tipica pugliese alle cime di rapa, verdura dal gusto leggermente amarognolo, creando un equilibrio semplice ma molto intenso. Il condimento tradizionale prevede olio extravergine, aglio, acciughe e un tocco di peperoncino, che esaltano i sapori mediterranei del piatto. innaffiate dal Puglia Chardonnay 2025. Regala profumi di fiori gialli, pesca, frutto della passione, agrumi. In bocca è polputo, di carattere, molto piacevole.
Poteva mancare un Riso patate e cozze? Certo che no. Uno delle specialità più celebri delle tradizioni marinare in Puglia, particolarmente legata alla città di Bari. Conosciuto anche come “Tiella barese”, viene preparato a strati con riso, patate, cozze, pomodoro, cipolla e pecorino, poi cotto lentamente al forno. Il risultato è un piatto di ricco di profumi mediterranei, capace di unire i sapori della terra e del mare in modo armonioso. Nella versione di Marina presentato in bianco come un risotto tradizionale.
Il confronto enologico tra Renzo e Riccardo Cotarella
A questo punto i Marchesi Antinori cedono momentaneamente il testimone a Bruno Vespa con l’azienda che porta il suo cognome. Curioso mettere a confronto vini riconducibile alla sapienza enologica di Renzo Cotarella (per Antinori) con quelli di Bruno Vespa affidati a quella altrettanto fondamentale del fratello Riccardo Cotarella. Il progetto del noto giornalista Bruno Vespa, in qualche modo ispirato dal compianto Luigi Veronelli, prende le prime mosse a Manduria nel 2008, per essere poi ampliato e condiviso con i figli Alessandro e Federico nel 2014. Attualmente le vigne sono suddivise in tre macroaree collocate intorno alla Masseria Li Reni dove è nato un elegante Resort e nelle cui vicinanze è in via di completamento la moderna cantina. Il vino scelto per questo piatto è il Primitivo Salento Il Bruno Vespa 2020 che evidenzia profumi balsamici, di frutti neri e fichi, mentre il palato è succoso, ricco di frutto, di bella acidità e sapidità per un finale lungo e piacevole.
Bombette pugliesi, Nero di Troia e il dolce finale leccese
Ecco adesso un altro must della cucina pugliese come le Bombette pugliesi alla brace. Le Bombette pugliesi sono uno dei simboli più amati della cucina di strada della Puglia, nate soprattutto nella zona della Valle dell’Itria, tra Martina Franca, Cisternino e Locorotondo. Si tratta di piccoli involtini di carne di maiale, solitamente farciti con formaggio, sale, pepe e aromi, poi cotti lentamente alla brace. Croccanti fuori e morbide all’interno, vengono spesso servite appena tolte dal fuoco nelle tipiche macellerie con fornello.
Per l’occasione l’Enoteca si è fatta arrivare il capocollo da un noto salumificio di Martinafranca. Fave e Cicoria rappresentano il connubio obbligatorio. Piatto antico e autentico della cucina contadina pugliese. La ricetta unisce una crema di fave secche cotte lentamente con la cicoria lessata, dal gusto leggermente amarognolo, in un matrimonio perfetto. Il piatto viene completato con abbondante olio extravergine d’oliva e, talvolta, pane tostato o fritto. Perfetto l’abbinamento con il Salento Igp Nero diTroia Helena 2014. Sentori di frutti neri con sfumature floreali, sapido, tannico, di buona materia. Non sorprenderà che si chiuda con il Pasticciotto leccese. Dolce famoso in tutta la Regione, nato dalla città di Lecce e simbolo della tradizione salentina.
Si tratta di un piccolo scrigno di pasta frolla dorata, ripieno di morbida crema pasticcera e cotto al forno fino a diventare fragrante e profumato. Tradizionalmente viene gustato caldo, soprattutto a colazione, accompagnato da un caffè. Qui ritornano in pista gli Antinori con il Moscato di Trani Kaloro 2020 della Tenuta Bocca di Lupo. Piacevole e fitto bouquet di zagara e gelsomino, frutta gialla, pesca in particolare, e non manca una fragrante componente erbacea, tenuta su da una notevole freschezza acida. Un trionfo annunciato. C’era da aspettarselo


