Dopo il rialzo registrato nei mesi precedenti, l'inflazione mostra un leggero rallentamento. Secondo le stime preliminari diffuse dall'Istat, nel mese di giugno 2026 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione nulla rispetto a maggio e un incremento del 3% su base annua, in calo rispetto al 3,2% rilevato nel mese precedente. Il dato conferma una fase di sostanziale stabilità dei prezzi su base mensile, mentre il ritmo della crescita tendenziale continua a ridursi, seppure in misura contenuta.

L'inflazione scende al 3%: gli alimentari frenano, ma l'energia torna a pesar
Alimentari e servizi frenano la corsa dei prezzi
Secondo l'analisi dell'Istat, il rallentamento dell'inflazione è dovuto soprattutto alla minore crescita dei prezzi degli alimentari non lavorati, che negli ultimi mesi avevano contribuito in misura significativa all'aumento del costo della vita. A incidere sono anche il rallentamento dei servizi relativi ai trasporti e quello dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, comparti che interessano direttamente anche il settore turistico durante la stagione estiva. In controtendenza, invece, si registra una moderata accelerazione dei prezzi dei beni energetici, che continua a esercitare una pressione sul livello generale dell'inflazione.
Scende anche il "carrello della spesa"
Tra gli indicatori monitorati dall'Istat diminuisce anche la crescita dei prezzi del cosiddetto "carrello della spesa", che comprende i beni acquistati con maggiore frequenza dalle famiglie. Il tasso tendenziale passa dal +1,9% di maggio al +1,6% di giugno, evidenziando un rallentamento che riguarda prodotti alimentari, beni per la cura della casa e della persona. Anche l'inflazione di fondo, calcolata al netto delle componenti più volatili come energia e alimentari freschi, scende dal +1,7% al +1,6%, segnale di una dinamica dei prezzi meno intensa rispetto ai mesi precedenti.
Inflazione acquisita stabile per il 2026
Le stime diffuse dall'Istat indicano inoltre che l'inflazione acquisita per il 2026 rimane ferma al 2,6%. Si tratta dell'aumento medio dei prezzi che si registrerebbe a fine anno qualora nei mesi successivi non si verificassero ulteriori variazioni dell'indice. Per il comparto turistico e della ristorazione il rallentamento osservato a giugno rappresenta un elemento da monitorare, soprattutto in una fase in cui consumi, mobilità e domanda estiva incidono in modo significativo sull'andamento dei prezzi.