SOTTO PRESSIONE
Cacao, il clima riaccende la tensione sui prezzi: mercato ostaggio della volatilità
Le piogge torrenziali in Costa d'Avorio riaccendono la tensione sul mercato del cacao. Secondo Riccardo Illy, il clima e la volatilità finanziaria mantengono alti i prezzi, con effetti destinati a riflettersi sul settore del cioccolato
Le piogge torrenziali che hanno colpito la Costa d'Avorio, uno dei principali produttori mondiali di cacao insieme al Ghana, riportano sotto i riflettori un mercato che negli ultimi anni ha mostrato una volatilità senza precedenti. A incidere non sono soltanto le condizioni meteorologiche, ma anche le difficoltà logistiche e le dinamiche finanziarie che continuano ad alimentare oscillazioni ben superiori rispetto al passato. A fare il punto è Riccardo Illy, presidente del Polo del Gusto, gruppo che riunisce marchi del comparto food & beverage, tra cui Domori, specializzata nella produzione di cioccolato di alta qualità.
Clima e logistica pesano sulla produzione
Secondo Illy, le abbondanti precipitazioni registrate in Costa d'Avorio hanno compromesso la fioritura delle piante di cacao, con inevitabili ripercussioni sulle prospettive del raccolto. Alle criticità produttive si aggiungono i problemi legati alla movimentazione della materia prima. «Le piogge hanno ridotto la fioritura e quindi il raccolto, creando anche difficoltà nel trasporto dei lotti dalle piantagioni ai porti d'imbarco», osserva Illy. Costa d'Avorio e Ghana rappresentano insieme circa i due terzi della produzione mondiale di cacao. Per questo motivo qualsiasi rallentamento dell'offerta in quest'area si riflette rapidamente sulle quotazioni internazionali.
Quotazioni ancora lontane dai livelli storici
Dopo l'impennata registrata tra il 2023 e il 2024, culminata con il record di 12.600 dollari per tonnellata, il mercato aveva mostrato segnali di raffreddamento, riportandosi intorno ai 4 mila dollari. La fase di stabilizzazione, tuttavia, è durata poco.
«Un paio di mesi fa il cacao è tornato a salire fino a circa 6 mila dollari per tonnellata. Successivamente è sceso attorno ai 5 mila, per poi risalire a 5.500. Oggi le quotazioni sono poco sopra i 5 mila dollari, che restano comunque il doppio rispetto ai livelli di tre anni fa», spiega Illy. Numeri che confermano come il mercato continui a muoversi in un contesto di forte incertezza.
La volatilità alimentata dagli algoritmi
Per il presidente del Polo del Gusto, una parte della responsabilità è riconducibile anche all'evoluzione delle contrattazioni finanziarie. «Le oscillazioni che un tempo erano di poche decine di dollari oggi raggiungono normalmente i 400 o 500 dollari. I computer hanno molti pregi, ma mancano di buon senso, una capacità che appartiene ancora all'uomo». Secondo Illy, l'automazione delle negoziazioni ha contribuito ad amplificare la volatilità di un mercato già esposto agli effetti dei cambiamenti climatici e alle tensioni sull'offerta.
Prezzi del cioccolato destinati a restare elevati
Sul fronte dei consumatori non sono attese inversioni di tendenza nel breve periodo.
«Non mi aspetto riduzioni significative dei prezzi del cioccolato», afferma Illy, precisando tuttavia che i prezzi al dettaglio dovrebbero rimanere sostanzialmente in linea con quelli attuali, senza ulteriori rincari nell'immediato.
Nel frattempo Domori guarda anche allo sviluppo commerciale. L'azienda ha recentemente rinnovato il proprio sito internet con l'obiettivo di rendere più semplice l'esperienza di acquisto e rafforzare il rapporto con i consumatori. «Ci aspettiamo risultati commerciali concreti», conclude Illy.

