EFFETTO DAZI
L'export agroalimentare europeo verso gli Usa è sceso del 13% nei primi cinque mesi
Tra gennaio e maggio le esportazioni agroalimentari dell'Ue verso gli Usa perdono 1,6 miliardi di euro (-13%). A incidere sono i dazi annunciati da Washington e il confronto con un 2025 caratterizzato da spedizioni anticipate
L'export agroalimentare dell'Unione europea verso gli Stati Uniti ha rallentato in modo significativo nei primi cinque mesi del 2026. Tra gennaio e maggio le esportazioni sono infatti diminuite del 13%, pari a circa 1,6 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2025, confermando i primi effetti del nuovo contesto commerciale tra Bruxelles e Washington. Il dato emerge dall'ultimo rapporto di monitoraggio sul commercio agroalimentare pubblicato dalla Commissione europea, che collega la contrazione soprattutto all'anticipo delle spedizioni registrato nei primi mesi dello scorso anno, quando molte imprese avevano accelerato le consegne nel timore dell'introduzione dei dazi statunitensi.
La corsa alle spedizioni del 2025 presenta il conto
Secondo Bruxelles, il confronto con il 2025 risente di una situazione eccezionale. «Il calo segue livelli particolarmente elevati delle esportazioni registrati all'inizio del 2025», osserva la Commissione europea, ricordando come numerosi operatori abbiano anticipato gli invii verso il mercato americano per limitare gli effetti delle nuove misure tariffarie. Tra i comparti che hanno registrato le flessioni più marcate figurano le bevande, l'olio d'oliva e i prodotti a base di cacao, categorie che avevano beneficiato maggiormente dell'accelerazione delle spedizioni prima dell'entrata in vigore dei dazi.
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Nel solo mese di maggio le esportazioni agroalimentari dell'Unione europea hanno raggiunto 19,3 miliardi di euro, con una diminuzione del 5% rispetto ad aprile e del 4% su base annua. Considerando il periodo compreso tra gennaio e maggio, il valore complessivo dell'export si è attestato a 96,9 miliardi di euro, in calo del 3% rispetto allo stesso periodo del 2025, pari a una riduzione di circa 3 miliardi di euro. Anche le importazioni hanno seguito una dinamica analoga. Nei primi cinque mesi dell'anno il valore dei prodotti agroalimentari acquistati dall'estero è sceso del 5%, fermandosi a 77,5 miliardi di euro.
Il surplus commerciale resta positivo
Nonostante la frenata degli scambi, il saldo commerciale agroalimentare dell'Unione europea continua a mantenersi positivo. Nei primi cinque mesi del 2026 il surplus ha infatti raggiunto 19,4 miliardi di euro, con un incremento di circa un miliardo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un risultato che evidenzia come il comparto continui a rappresentare uno dei principali punti di forza del commercio europeo, pur in un contesto internazionale caratterizzato da maggiore incertezza e da nuovi ostacoli agli scambi.
La fotografia scattata dalla Commissione europea suggerisce quindi che il rallentamento osservato verso gli Stati Uniti debba essere letto anche alla luce delle dinamiche eccezionali registrate nel 2025. Resta tuttavia aperta la questione dell'impatto che le politiche commerciali americane potranno avere nei prossimi mesi sulle esportazioni agroalimentari europee, in particolare per i comparti maggiormente esposti al mercato statunitense.

