IN MARE
Granchio blu, 500mila polpi nell'Adriatico: così si punta a fermare l'invasione
Il progetto Octo-Blu testerà nel mar Adriatico il ruolo del mollusco come predatore naturale della specie aliena, dopo gli esperimenti in laboratorio e un primo rilascio già avviato con alcune migliaia di esemplari
Circa mezzo milione di piccoli polpi saranno liberati nel mare davanti a Riccione (Rn) e Cesenatico (Fc) nella seconda metà di agosto. L’obiettivo è capire se possano diventare un alleato concreto contro il granchio blu, la specie invasiva (giunta dall’Atlantico) che negli ultimi anni ha fatto strage di cozze e altri organismi presenti sui fondali, ma soprattutto di vongole, decimate al punto da mettere in ginocchio un intero mercato e alterare l’equilibrio dell’ecosistema marino.
Il progetto Octo-Blu e il ruolo dei polpi
Dietro il rilascio c’è il progetto sperimentale Octo-Blu, promosso dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con l’Università di Bologna e con il coinvolgimento del Centro universitario di produzioni ittiche di Cesenatico. A coordinare la parte scientifica è il professor Oliviero Mordenti, del Dipartimento di Scienze mediche veterinarie dell’ateneo bolognese, insieme ad Antonio Casalini e agli altri ricercatori del gruppo.
L’idea nasce da una caratteristica precisa del polpo comune, che è un predatore naturale del granchio blu. Gli esperimenti condotti in laboratorio hanno mostrato che anche un esemplare relativamente piccolo può attaccare un crostaceo di dimensioni considerevoli. Il polpo resta nascosto nella tana, osserva la preda e la avvolge prima che possa reagire, sfruttando una tecnica di caccia particolarmente efficace. Gli studiosi, però, evitano di presentare il progetto come una soluzione definitiva.
Le aree del rilascio e le difficoltà dell’Alto Adriatico
Dopo un primo rilascio di alcune migliaia di individui, l’operazione più consistente, come accennato, dovrebbe avvenire nella seconda metà di agosto, quando saranno immessi complessivamente circa 500mila polpi nelle zone di Riccione e Cesenatico. Davanti a Riccione sono presenti barriere sommerse ormai colonizzate dagli organismi marini, quindi ricche di anfratti e ripari. Più al largo di Cesenatico, in un’area sottratta alla pesca, sono state invece collocate tane artificiali sul fondale. Questi rifugi sono indispensabili perché il polpo tende a vivere tra le rocce, mentre gran parte dell’Alto Adriatico presenta fondali sabbiosi.
La riuscita del progetto dipenderà quindi anche dalla capacità degli esemplari liberati di adattarsi alle aree individuate, trovare riparo e mantenere un comportamento predatorio efficace. Intanto, allevatori e pescatori continuano a fare i conti con le conseguenze dell’invasione del granchio blu. Nell’estate 2026 alla pressione esercitata dal predatore alieno si è aggiunto il surriscaldamento delle acque. Le difficoltà più gravi riguardano il Delta del Po, in particolare la Sacca di Goro, nel Ferrarese, e la Sacca di Scardovari, in provincia di Rovigo.

