SOUTH MIAMI
Mano Libera, il ristorante italiano di Miami tra i consigliati della Michelin
Il ristorante di South Miami guidato dallo chef napoletano Marco Giugliano è stato inserito tra gli indirizzi consigliati della Rossa, con una proposta contemporanea che unisce radici partenopee e influenze internazionali
Mano Libera è entrato nella Guida Michelin. Il ristorante di South Miami guidato dallo chef napoletano Marco Giugliano - aperto insieme al socio Roberto Maiorano - è stato infatti inserito nella lista degli indirizzi consigliati, un riconoscimento che arriva nello stesso anno dell’inclusione nella 50 Top Italy, la guida internazionale dedicata alla ristorazione italiana nel mondo.
La cucina italiana contemporanea di Mano Libera
Alla base del progetto c’è una cucina italiana contemporanea, costruita sulle radici campane di Giugliano e sulle esperienze maturate durante il suo percorso professionale. Il nome Mano Libera riassume la direzione scelta dallo chef: partire dalla tradizione e concedersi lo spazio per rileggerla attraverso tecniche moderne, contaminazioni internazionali e presentazioni meno convenzionali. Una libertà che emerge anche nell’omakase italiano, un percorso intimo e personalizzato composto da piatti fuori menu e modellato ogni giorno sugli ingredienti disponibili.
«In sostanza, Mano Libera è stato concepito come qualcosa di più di un semplice ristorante - spiega lo stesso Giugliano. L’obiettivo è creare un’esperienza incentrata sulla condivisione, la conversazione e l’emozione - un luogo in cui gli ospiti si sentano accolti, coinvolti e trasportati in un autentico viaggio gastronomico che rifletta il calore e la convivialità della cucina italiana». Il legame con Napoli e con la Campania resta evidente nella scelta delle materie prime. La Mozzarella di bufala Dop, i pomodorini del Piennolo e l’olio extravergine di oliva arrivano dal territorio vesuviano e vengono affiancati da prodotti locali e stagionali della Florida meridionale. Anche la pasta viene preparata fresca a mano ogni giorno. Su questa base Giugliano alterna ricette riconoscibili e piatti più personali, mantenendo un equilibrio tra memoria e ricerca.
Il percorso professionale dello chef Marco Giugliano
Prima di aprire Mano Libera, lo chef si è formato e ha lavorato in diverse cucine europee, passando anche dal Quattro Passi di Londra, ristorante stellato Michelin, e dalla Taverna Estia in Italia. Il pubblico di Miami aveva invece cominciato a conoscerlo al Doma di Wynwood, dove il suo modo di interpretare la cucina italiana gli aveva permesso di costruire un seguito che lo ha accompagnato nella nuova esperienza. «A Mano Libera, ho finalmente la libertà di esprimere tutto ciò che ho imparato nel corso del mio percorso - continua. Adoro onorare le tradizioni italiane spingendomi al contempo oltre i limiti creativi. Ogni piatto deve risultare autentico, ma anche emozionante e inaspettato».
Dalla Genovese napoletana all’omakase italiano
Uno dei piatti che meglio raccontano questo approccio è lo Gnocchetto alla Genovese. La preparazione prende le mosse dalla ricetta napoletana, nella quale cipolle e carne cuociono lentamente per ore fino a formare un condimento dal sapore intenso. A South Miami la genovese diventa una riduzione utilizzata per saltare gli gnocchi fatti a mano, con una presentazione aggiornata che conserva il riferimento alla preparazione originale. Nel menu trovano spazio anche le Linguine alla Nerano e gli Spaghetti alle vongole, accanto a combinazioni più lontane dal repertorio classico. È il caso della tartare di tonno con mousse di avocado, caviale di limone e popcorn al wasabi, oppure dei bao bun alle melanzane completati da un crumble alle noci pecan. La stessa impostazione guida l’omakase, attraverso il quale Giugliano può lavorare senza il vincolo della carta e costruire la degustazione direttamente attorno agli ospiti.
La sala e il tavolo dello chef
Il racconto prosegue nella sala, segnata da accenti rossi, richiami al mare, opere d’arte contemporanea e una cucina a vista. La cantina occupa una posizione centrale, mentre il tavolo dello chef, scolpito a mano, diventa il punto attorno al quale prende forma l’esperienza più ravvicinata con la cucina. «Volevamo portare a South Miami una visione della cucina italiana che fosse più autentica, moderna e profondamente legata alle nostre radici napoletane - aggiunge il socio Roberto Maiorano. Crediamo che oggi le persone siano alla ricerca di esperienze autentiche radicate nella qualità, nella cultura e nell’ospitalità sincera. Attraverso i nostri piatti, speriamo che gli ospiti scoprano non solo i sapori di Napoli e della Campania, ma anche l’energia, il calore e lo spirito di condivisione che sono al centro della nostra identità. Essere parte dell’evoluzione della scena culinaria di South Miami è sia un grande motivo di orgoglio che una responsabilità che prendiamo molto sul serio».

