I have a dream...
Da questa crisi si esce solo lavorando insieme e puntando sul futuro, sui giovani, sulla formazione. Bisogna slegarsi dalle logiche del profitto e ridare slancio alle imprese. I giovani vanno incentivati, non ostacolati
...Che un giorno le aziende possano aiutarci a formare i giovani in una simbiosi fra scuola, docenti e imprenditori proiettata al vantaggio della scuola e dell’impresa. Che un giorno gli stage possano essere più lunghi e formativi e un poco remunerati. Che i ristoratori non vedano i giovani solo come bassa manovalanza o pelatori di patate. Che i bravi maitre non vedano i giovani come schiavi che devono saltare ad ogni comanda.Che chi si occupa di comunicazione nella ristorazione possa aiutare noi docenti a trasmettere ai giovani una nuova concezione del lavoro, più moderna e creativa, usando il loro linguaggio. Che gli amici del bel sito www.noidisala.com possano diventare il faro della formazione post scuola, ma senza la presunzione di essere i più bravi, ma anzi partendo da una nuova concezione del servizio, basato anche sulla formazione psicologica e culturale dei giovani che purtroppo la scuola non può dare, magari mettendosi al servizio della scuola.
Che i bravi esperti di marketing che scrivono sui giornali economici e sulle testate di settore escano dai loro uffici e colgano l’invito a formare insieme a noi, con spirito socratico e non... “lucratico”. Che tutti i ristoratori finalmente capiscano che nel villaggio globale non esistono segreti. Che le identità nostre siano veramente golose e non... gelose. Che tutti quelli che organizzano eventi, fiere e convegni di carattere enogastronomico siano obbligati a far lavorare i giovani. Che si possa insegnare al futuro personale di sala la geografia enogastronomica e non quanto sia alto il monte Everest.
Che i cuochi famosi non si facciano pregare troppo e che ogni tanto vengano a scuola con noi perché i nostri ragazzi vedano in loro l’esempio da seguire. Che il virus dell’insegnamento sia il fiore all’occhiello di ogni attività ristorativa. Che tutti noi di ogni settore della ristorazione guardiamo al tempo dedicato ai giovani non come tempo perso ma tempo guadagnato. Che tutti noi si possa finalmente pensare che da questa crisi si esce solo lavorando insieme.



I commenti dei lettori
1 commento su questo articolo
matteo scibilia
Il sistema non va più
Caro Gerri hai ragione, ma il problema nel nostro paese non è soltanto la capacità o meno degli attori di questo nostro mondo a stare insieme, bisogna cominciare a denunciare che le regole del lavoro sono ormai di un altro mondo, non è colpa solo degli imprenditori o dei cuochi famosi se non c'è unione, ma è il sistema che non va più, tu sai che io insegno, e ultimamente sono demoralizzato perche molti allievi mi dicono " prof..va bene lei cerca di impostare il nostro futuro sull'eccellenza, cerca di insegnarci il meglio, ci spiega la passione e il sacrificio di questo lavoro, bene ma anche se noi ci impegniamo, dove poi andiamo a lavorare..??." ed hanno ragione, forse all'estero..la legge Fornero, le leggi regionali sul lavoro e sull'apprendistato, non tengono conto della realtà, dobbiamo lottare perchè le istituzioni capiscano che che il mondo de lavoro necessita di nuove forme di assunzione, ripeto non è solo colpa degli imprenditori o dei cuochi famosi.