Poca tutela della categoria? Nasce il sindacato dei cuochi italiani
Si chiama Unione cuochi italiani. È il primo sindacato dei cuochi italiani, nato su iniziativa di Emanuele Esposito con l’appoggio e il contributo di seri professionisti, testate specializzate e associazioni di categoria
Sul tema delle divisioni tra le diverse associazioni di categoria e della mancanza di uno spirito di squadra, torna a parlare Emanuele Esposito, general manager de Il Villaggio di Jeddah, in Arabia Saudita, che stavolta annuncia la nascita del primo sindacato dei cuochi italiani: “Unione cuochi italiani” (Uci). Un gruppo di lavoro costituito da cuochi seri, che si impegnerà a tutelare maggiormente i diritti della categoria e che lascia aperta la porta alle altre associazioni di categoria e a tutti coloro che vogliono entrare a far parte del sindacato impegnandosi a seguirne le linee guida.“
“Unione cuochi italiani” (Uci): questo è il nome del primo sindacato dei cuochi italiani. Insieme a tanti colleghi stiamo mettendo a punto le prime fasi della costituente del gruppo di lavoro, che ci porterà al primo congresso dove stabiliremo le linee guida, programmi e gruppo dirigenziale.
Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che in questi giorni ci stanno scrivendo per chiedere informazioni. Ribadisco che Uci è un gruppo sindacale di tutti i cuochi, ad oggi nessuno è presidente, le cariche saranno discusse nel primo congresso che ci auguriamo avvenga prima dell’autunno prossimo. In questo momento siamo nella fase di organizzazione, quindi tutti possono entrare a far parte come “soci fondatori”, nessuno escluso.
Questo è un sindacato dei cuochi, l’invito quindi è aperto a tutti, anche alle associazioni. Peccato però che nessuna ufficialmente abbia mostrato segnali di adesione a tale iniziativa, tranne Cim (Chef italiani nel mondo) e Uir (Unione italiana ristoratori). Ma io sono uno che non demorde e sono speranzoso.
Con questo comunicato voglio ringraziare tutti i colleghi che hanno aderito subito a tale iniziativa, voglio ringraziare le testate Italia a Tavola e InformaCibo e il gruppo Cim per la loro disponibilità a pubblicare i nostri comunicati.
Emanuele Esposito
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I commenti dei lettori
7 commenti su questo articolo
Giovanni De rosa
Cuochi. Come difendersi dagli albergatori?
Sono a Taranto sono in malattia in attesa di un intervento chirurgico ,tutto questo è accaduto mentre lavoravo una stagione estiva in Sardegna ora mi ritrovo a casa per l' intervento ho consegnato all' azienda tutta la documentazione senza aver mai ricevuto un soldo ho mai potrà prendere le mie difese senza chiedermi soldi' esiste un sindacato per noi lavoratori anche quando siamo in malattia? Grazie
andrea chivetto
Buona idea
credo che sia un'ottima idea che serva a distinguere i veri tecnici della cucina da chi si immerge in questo mondo solo per denaro e per mancanza di altro impiego!! .. ma sopratutto senza la passioneeeee....
salvatore vitiello
Saluti a tutti
Colgo l'occasione per salutare a tutti voi. In attesa di una risposta, vi auguro una buona giornata. Salvatore Vitiello
massimiliano cestrone
Bella iniziativa
Felice di questa iniziativa sicuramente importantissima e che avrà il suo seguito in modo positivo
claudio lo stocco
Andiamo avanti
finalmente qualcuno prende delle iniziative a favore di cuochi professionisti,coraggio andiamo avanti.
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giuseppe simone
Iniziativa giusta
PENSO SIA UNA BELLA INIZIATIVA CHE SERVE A FAR RIMANERE QUESTA PROFESSIONE UNA PASSIONE PER MOLTI OLTRE CHE UN LAVORO VISTO CHE SPESSO IN ALCUNI AMBIENTI DIVENTA UNA VITA MOLTO STRESSANTE....QUINDI E'GIUSTO CHE CI SIA UNA FORMA DI TUTELA PER NOI CUOCHI
antonio bitetto
Sono felice per un movimento che ci tuteli
Sono felice di poter vedere un movimento che ci tuteli e soprattutto dia una forma a delle figure professionali ,che sono vanto del nostro paese nel mondo .Sono un cuoco ed ho sempre visto poca regolarità e chiarezza in diverse situazioni lavorative, ho sempre cercato di far valere i miei diritti ma spesso con insuccesso, spero di poter far parte di questa associazione dando in qualche modo il mio contributo. Grazie ANTONIO BITETTO