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di Marco Di Giovanni
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Horeca, alcune regioni spingono
«Riapertura il 18». Conte valuta

Horeca, alcune regioni spingono 
«Riapertura il 18». Conte valuta
Horeca, alcune regioni spingono «Riapertura il 18». Conte valuta
Pubblicato il 08 maggio 2020 | 16:35

Il Governo ha deciso di organizzare un tavolo per delineare le norme di un'apertura anticipata della ristorazione. La Campania è d'accordo, però De Luca: «Vediamo come va la curva».

La Fase 2, quella tanto attesa da tutti, quella agognata... E quella che più di ogni altro provvedimento ha deluso le aspettative di tanti. Dei cittadini, che speravano in una maggiore libertà (specialmente per quanto riguarda le visite ai congiunti), delle Regioni, che fin dall'inizio - in maniera disordinata - hanno fatto valere la loro autorità. Lo ha dimostrato, una su tutte, la lettera inviata da 12 regioni su 20 al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per ottenere una significativa variazione del calendario di riaperture previsto dal Governo.

Ristorazione, Conte apre alla possibilità di ripartire già dal 18 maggio - Horeca, alcune regioni spingono «Riapertura il 18». Conte valuta
Ristorazione, Conte apre alla possibilità di ripartire già dal 18 maggio

Iniziative individuali, botta e risposta tra le Regioni e il Governo, tra le Regioni stesse e il Ministro Francesco Boccia, decisioni in controtendenza - dal caso Calabria che ha riaperto gli esterni dei locali il 30 aprile alla più recente legge autonoma dell'Alto Adige che per la Fase 2 si è appellato alla sua autonomia. Tutto questo ha alla fine portato Giuseppe Conte a dirsi - sembrerebbe - disposto a cedere, almeno sulla riapertura - tra le altre attività - di bar e ristoranti.

Stando alle ultime dichiarazioni del premier, queste attività - che secondo il Dpcm del 26 aprile avrebbero dovuto ripartire con il servizio vero e proprio, quello al tavolo, solo dall'1 giugno - potranno tornare a ricevere clientela già dal 18 maggio. Si è dimostrato giorni fa sulla stessa linea di pensiero anche lo stesso Boccia, che ha deciso di rivedere la propria posizione e non procedere con la diffida destinata all'iniziativa della Regione Calabria.

È stata quindi confermata l'intenzione del Governo di procedere verso questa direzione, attraverso l'istituzione di un tavolo nazionale, il cui compito sarà quello di elaborare insieme all'Inail specifici protocolli di sicurezza, che varrebbero tanto per i gestori e i dipendenti quanto per i clienti. Una volontà in linea con quanto richiesto recentemente da Fipe - Federazione italiana pubblici esercizi tramite la petizione "Apriamo in sicurezza bar e ristoranti", che ha già raccolto oltre 20mila firme in pochi giorni.

Giuseppe Conte e Francesco Boccia - Horeca, alcune regioni spingono «Riapertura il 18». Conte valuta
Giuseppe Conte e Francesco Boccia

Regole per bar e ristoranti
Il mondo delle regole che locali destinati alla ristorazione, bar e pub, gelaterie e pasticcerie dovranno rispettare è veramente variegato. Dalle proposte delle singole associazioni di categoria (come il protocollo Fipe) a quelle delle singole regioni.

Una delle regole principali da cui non si potrà prescindere è il distanziamento sociale tra un tavolo e l'altro (l'Alto Adige, pronto già per l'11 maggio, ha legiferato a favore di una distanza di 2 metri, ad esempio). All'ingresso dei locali, con ogni probabilità, dovranno essere affisse delle indicazioni da seguire per un comportamento che tutti saranno tenuti a rispettare. Dalle più ovvie - come l'obbligo di indossare la mascherina e di lavarsi le mani - a quelle più "personalizzate" - come il numero massimo di persone che può contenere il locale.

Naturalmente il servizio di consegna a domicilio e il take away non cesseranno di esistere in favore di una riapertura dello spazio al pubblico, anzi. Queste funzionalità, precedentemente non troppo considerate, saranno sempre più potenziate (parallelamente agli aspetti digitali per usufruire dei servizi di ristorazione) divenendo parte integrante della realtà Horeca in Italia.

Le riaperture anticipate: il caso Campania
Caso emblematico della tendenza comune a molte regioni è quello della Campania, dove si scaldano i motori per la ripresa già dal prossimo 18 maggio del servizio ai tavoli. Vincenzo De Luca considera l'idea, ma precisa essere solo un'ipotesi, al momento: la decisione spetta al Governo. Una decisione che dovrà comunque basarsi sul numero dei contagi in Regione.

Intanto il Governatore ha raccolto informazioni utili dai ristoratori, di modo che la task force regionale possa stilare un protocollo definitivo circa le regole da seguire: un insieme di indicazioni «il più possibile semplificato, che terrà conto delle richieste emerse».

Due i contributi fondamentali portati all'attenzione di De Luca: il primo elaborato dallo chef Gennaro Esposito, patron della Torre del Saracino, il quale in collaborazione con 11 responsabili territoriali ha raccolto le istanze di circa 1.200 ristoratori; il secondo documento è stato consegnato da Massimo Di Porzio, numero uno regionale della Fipe, forte di rica 8mila associati, a De Luca, con l'appoggio di Confcommercio. Molti i punti di convergenza tra i due documenti, alcuni invece da limare.

Da più parti poi è stata espressa la preoccupazione per le sanzioni previste per gli esercenti per eventuali assembramenti fuori dai locali. De Luca ha convenuto che la norma può essere penalizzante, ma ha anche raccomandato ai titolari di non disinteressarsi completamente del problema. Sempre De Luca ha insistito sull'opportunità di ampliare gli orari dei locali.

Le ipotesi di apertura, regione per regione
Il Piemonte si è ad esempio dimostrato prudente. Il presidente Alberto Cirio (che ha ammesso il take away dal 4 maggio per tutta la regione, tranne Torino città, che riprende il 9) tiene come punti di riferimento sì le date dell'11 e del 18, ma avvisa che su eventuali anticipi «si sta osservando la situazione, a seconda dell'evoluzione si deciderà».

Sprint per il Trentino Alto Adige. Il Consiglio provinciale di Bolzano ha deliberato questa notte l'effettiva riapertura (con regole proprie) per la ristorazione già dall'11 maggio. Distanziamento a 2 metri, disinfezione delle mani ogni volta che si usa la toilette obbligatoria, mascherina sempre tranne quando di sta mangiando al tavolo, mascherine Ffp2 per il personale che serve al tavolo.

Stefano Bonaccini per la sua Emilia Romagna spinge. Lo fa con un forte "suggerimento" al premier affinché vengano riaperti prima delle date decise da Roma i negozi, i bar e i ristoranti. Ma prima di tutto c'è il rispetto del Dpcm: Bonaccini non convidive infatti le decisioni autonome dei governatori, «Non decide una Regione da sola».

Un pensiero condiviso, quello di Bonaccini, anche da Donatella Tesi, governatrice della Regione Umbria. Nessun'ordinanza oltre il Dpcm, evitare lo scontro aperto con il Governo quindi, cercando la collaborazione attraverso richieste ufficiali e risposte ufficiali. La Governatrice non nasconde comunque l'intenzione di riaprire il 18 maggio risotranti e bar (pensa all'11 come data per il commercio al dettaglio, al 25 per centri estetici e centri massaggi, mentre all'1 giugno rinvia le attività del turismo alternativo, vale a dire agriturismo, B&B e campeggi).

In Liguria la Regione ha nell'ultimo periodo (in opposizione rispetto alle opinioni dei sindaci locali) corso verso le aperture anticipate. Per la ripartenza dei ristoranti (da intendersi come servizio al tavolo) al momento il Governatore Giovanni Toti e la sua task force impegnata nella gestione della Fase 2 pensano all'anticipazione di una settimana rispetto a quanto riportato dal Dpcm.

La Lombardia, come il Piemonte, sceglie la strada della prudenza (visto anche il numero di casi). L'ultima ordinanza di Fontana si allinea al Dpcm. Nessuna volontà (fino almeno alle prime certezze sull'evoluzione della curva epidemiologica) quindi di riaprire prima l'Horeca.

Il Veneto è molto chiaro: «Noi rispettiamo le regole, perché fare delle norme che non hanno basi giuridiche solide possono mettere nei guai i cittadini». Ma Luca Zaia si dimostra pronto. Pronto ad aprire tutto quello che gli sarà consentito aprire.

Puglia e Marche dal canto loro non pensano a riaperture anticipate; mentre l'Abruzzo si allinea all'altra tendenza, quella di anticipare, individuando nel 18 maggio una data possibile per la ristorazione. Qualche possibile riapertura anticipata per Sardegna e Sicilia, ma poco si è detto riguardo alla ristorazione.

La Calabria, infine - che con la sua ordinanza regionale ha già concesso ai locali di predisporre il servizio negli spazi esterni dei locali (scatenando l'ostilità di diversi sindaci che, con innumerevoli ordinanze locali, si sono schierati a fianco del Governo) - ha programmato l'apertura dei ristoranti e dei bar per il 18 maggio.

© Riproduzione riservata

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Alberto Lupini


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