Come si suol dire, per i 1700 agriturismi lombardi il bicchiere è comunque mezzo pieno. «Nonostante la difficile congiuntura internazionale - annota Gianluigi Vimercati Castellini, presidente degli agriturismi lombardi di Confagricoltura - che ha costretto molti turisti americani ed europei a disdettare le prenotazioni, abbiamo fortunatamente registrato il "sold out" grazie ai vacanzieri nostrani. Il bel tempo ha favorito l’affluenza interna nelle nostre strutture, sia a Pasqua che nel ponte del 25 aprile. Previsioni ottimistiche pure per i prossimi lunghi weekend del 1 maggio e 2 giugno. Insomma, la stagione 2026 è iniziata, nonostante tutto, sotto buoni auspici».

Agriturismi lombardi, disdette straniere compensate dal turismo italiano
Gli agriturismi rappresentano oramai un’alternativa alla vacanza tradizionale, anche perché non si parla solo di prodotti a chilometro zero (dal 40 all’80%), ma di strutture moderne con tutti i servizi (comprese le spa), a contatto diretto con la natura. «Molte donne e tanti giovani hanno deciso di dedicarsi a questo mondo - rimarca il presidente - perché rappresenta una sfida non solo ambientale, legata al miglioramento della qualità della vita, ma anche occasione per praticare sport alternativi: trekking, bike, itinerari escursionistici e mobilità sostenibile».
Ce n’è per tutti i gusti: dalla montagna alla collina, per scendere in pianura e lungo i fiumi e sui laghi. «Gli agriturismi - rimarca Castellini - sono realtà che valorizzano i nostri (spesso) sconosciuti territori e i prodotti enogastronomici, punti di riferimento per formaggi, salumi, vini, confetture di miele e marmellate, verdure. Ma pure fattorie didattiche per le scuole, in costante crescita». Accoglienza significa calore, rigorosi standard di qualità e prezzi contenuti: una svolta e una sfida per il mondo agricolo, che può trovare una nuova fonte di reddito.
Di Renato Andreolassi