Orsi e lupi sono in aumento e si avvicinano sempre più ai centri urbani, ma non scherzano nemmeno i cinghiali e le nutrie. Più che una “voce” è la constatazione che emerge dalle foto trappole installate dalle Polizie provinciali in varie località lombarde. La conferma viene dall’indagine di “Polis Lombardia”, presentata in Commissione regionale agricoltura.

Lupi, orsi, cinghiali e nutrie: cresce l’emergenza fauna selvatica in Lombardia
«Il nostro studio - scrivono i ricercatori - mostra un progressivo ritorno di grandi predatori, lupi e orsi (bruno), nelle aree alpine e collinari, fenomeno positivo per la biodiversità ma fonte di conflitto con le attività zootecniche locali. Parallelamente, la diffusione delle specie invasive, cinghiali e nutrie, evidenzia criticità crescenti in termini di danni all’agricoltura, rischi sanitari (peste suina africana e Psa) e per la sicurezza pubblica». Stando ai dati ufficiali, sul territorio lombardo vi sarebbero otto giovani orsi maschi (89 solo nel bresciano le segnalazioni) e una cinquantina di lupi, questi ultimi in due branchi riproduttivi identificati nelle province di Sondrio, Brescia e Bergamo.
Circa 150mila sarebbero i cinghiali, specie che negli ultimi anni ha conosciuto una forte espansione territoriale, favorita da ripopolamenti venatori e dall’abbandono delle aree rurali. Per quanto riguarda le nutrie, che costituiscono una vera e propria emergenza ambientale e infrastrutturale nelle aree di pianura, la stima varia fra 700 mila e 2,3 milioni di individui, con impatti gravi sulla stabilità degli argini fluviali e sulle colture agricole fra Mantova, Cremona, Lodi e Pavia.
Notevoli i danni che in parte possono essere rimborsati dalle province. Nel 2025 sono stati liquidati indennizzi per oltre 78mila euro, relativi a 123 eventi predatori, in larga parte attribuiti ai lupi. Gli episodi legati al passaggio degli orsi sono più sporadici, anche se dall’altissimo impatto negativo, sia sul piano emotivo che turistico ed escursionistico. «Importante - rimarca Daniele Mannatrizio, consigliere delegato alla sicurezza della provincia di Bs - è non disturbarli, lasciarli tranquilli per la loro strada, non fare “i fenomeni”. Inutile inseguirli per filmare o fotografare a tutti i costi. Insomma, non infastidirli anche se si trovano nei pressi di zone abitate o vie di comunicazione».
Rilevanti i danni provocati dai cinghiali, che sono stati stimati dalla Coldiretti in oltre 6 milioni di euro annui, concentrati nelle province di Pavia, Brescia e Mantova. Alle conseguenze sulle attività agricole (riso, mais e vigneti) vanno poi aggiunte quelle di carattere sanitario e gli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica: nel 2024 sono stati quasi 200 i sinistri rilevati e 14 le vittime. Infine, un’annotazione su cui riflettere: in tre comuni dell’hinterland bresciano, Poncarale, Azzano Mella e Capriano del Colle, a pochi chilometri dalla città, si sono registrate diverse segnalazioni di avvistamenti di una coppia di lupi, lungo il fiume Mella, sempre più vicini alle case. «Adesso bisogna agire tempestivamente - è stato detto con vigore in Regione - conciliando la biodiversità con l’economia e la sicurezza pubblica».
Di Renato Andreolassi