Dal 12 al 14 giugno si svolge lo Slow Food Day, appuntamento diffuso che coinvolge oltre ottanta iniziative tra Condotte, Comunità Slow Food e associazioni regionali. L’iniziativa attraversa il Paese da nord a sud con un programma costruito sul contatto diretto con territori, produttori e comunità locali. L’obiettivo dichiarato resta quello di riportare l’attenzione sul cibo come esperienza culturale prima ancora che commerciale, secondo la visione promossa da Slow Food, che anche in questa edizione invita a osservare i processi produttivi, il paesaggio agricolo e le relazioni che si costruiscono attorno alla tavola. Nell'occasione si celebreranno i 40 anni dalla nascita del movimento e verrà ricordato il fondatore Carlo Petrini, recentemente scomparso.

Slow Food Day celebra i 40 anni del movimento e ricorda il fondatore Carlo Petrini, scomparso a fine maggio 2026
Quarant’anni di movimento e una memoria che diventa pratica
L’edizione 2026 assume un valore particolare perché coincide con il quarantesimo anniversario dalla nascita del movimento. Un passaggio che, nelle parole della presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini, rappresenta un momento di continuità più che di celebrazione.
Nel suo intervento, Nappini ha richiamato l’eredità di Carlo Petrini, sottolineando come il lavoro dell’associazione prosegua nel solco di un’idea di cibo che tenga insieme qualità, responsabilità e accessibilità. «Raccogliamo la sua eredità con gratitudine e responsabilità», ha ricordato, evidenziando la volontà di trasformare quei principi in pratiche quotidiane.
Eventi diffusi e relazione con i territori
Gli appuntamenti previsti durante il fine settimana si distribuiscono lungo l’intera penisola, dal Piemonte alla Sicilia, con attività ospitate in aziende agricole, ristoranti aderenti e spazi pubblici. Non si tratta di un calendario centralizzato, ma di un insieme di iniziative autonome che condividono una stessa impostazione: il coinvolgimento diretto delle comunità locali.
In molti casi il programma si sviluppa attraverso visite, incontri e momenti di confronto con produttori e cuochi, con l’intento di rendere visibili le filiere e i legami tra agricoltura, paesaggio e consumo. Il cibo viene così letto come parte di un sistema più ampio, dove la dimensione agricola e quella sociale restano intrecciate.