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lunedì 04 maggio 2026  | aggiornato alle 15:53 | 118997 articoli pubblicati

Val di Non, nasce Sass Griss: la cantina che punta sui vitigni Piwi a 900 metri

In Val di Non nasce la Cantina Sass Griss con vitigni Piwi resistenti e visione sostenibile. Due vini da alta quota raccontano un nuovo modello alpino tra ricerca, identità territoriale e riduzione della chimica

 
04 maggio 2026 | 13:00

Val di Non, nasce Sass Griss: la cantina che punta sui vitigni Piwi a 900 metri

In Val di Non nasce la Cantina Sass Griss con vitigni Piwi resistenti e visione sostenibile. Due vini da alta quota raccontano un nuovo modello alpino tra ricerca, identità territoriale e riduzione della chimica

04 maggio 2026 | 13:00
 

Ambiente più prestigioso e suggestivo non poteva esserci per la presentazione della nuova realtà vitivinicola della Val di Non: la Cantina Sass Griss di Coredo. Prestigiosa la location, il Pineta Nature Resort, suggestiva l’atmosfera, con gli ultimi raggi di sole che baciavano l’altipiano della Predaia. L’ambizioso progetto, meglio una scommessa e al tempo stesso una sfida - ricordiamoci che siamo nel regno di Melinda - è frutto dell’amore per la terra di Andrea Sicher e del figlio Nicola, titolari dell’azienda agricola Sicher. Un progetto nato dall’incontro di due Nicola accomunati dalla stessa passione e determinazione: Nicola Sicher, un geometra visionario, e Nicola Biasi, un giovane winemaker di fama internazionale, che ha sposato la causa di una viticoltura più pulita e sostenibile incoraggiando le nuove varietà, i cosiddetti vitigni Piwi. Ne abbiamo parlato più volte. Piwi, acronimo del tedesco «Pilzwiderstandfähig», significa vitigni resistenti alle principali malattie fungine della vite: peronospora, oidio, botrite, mal dell’esca. Un problema che da sempre affligge la viticoltura mondiale e che si è aggravato alla luce dei recenti cambiamenti climatici.

Sass Griss: i vigneti Val di Non nasce Sass Griss: la cantina che punta sui vitigni Piwi a 900 metri

Sass Griss: i vigneti

La grande famiglia dei Piwi, i vitigni resistenti alle malattie fungine

Solaris, Bronner, Johanniter, Muscaris, Souvignier Gris, Regent, Sevar sono i nomi più gettonati di questa nuova grande famiglia di vitigni internazionali studiati e creati in Germania dall’Istituto Statale dell’Università di Friburgo e in Italia da molti Centri di Ricerca, in primis dal Dipartimento di Genetica della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. L’obiettivo del Dipartimento guidato dal prof. Marco Stefanini, che tra l’altro è anche presidente dell’Associazone Piwi Italia,  è quello di abbattere drasticamente l’uso della chimica e i trattamenti fitosanitari per preservare l’equilibrio dell’ecosistema in cui il vigneto è inserito. Uno dei pionieri della filosofia Piwi è Nicola Biasi che alcuni anni fa, dopo le esperienze nazionali e internazionali, tornato in Italia, ha messo a dimora nel vigneto dei nonni, in quel di Coredo, uno di questi vitigni rsistenti, lo Johanniter, che gli sta dando enormi soddisfazioni come confermano i prestigiosi riconoscimenti ricevuti dal "Vin de la Neu".  

I due Nicola (Biasi e Sicher) accomunati dalla stessa passione

L’entusiasmo di Nicola  Biasi ha contagiato l’altro Nicola di Coredo, l’amico Nicola Sicher. I due nel 2020 hanno deciso di scommettere su due vitigni resistenti: lo Johnniter e il Solaris messi a dimora nelle tenute dell’azienda agricola Sicher ad oltre 900 metri di quota. I nuovi impianti beneficiano di una fantastica esposizione a Sud con le Dolomiti di Brenta sullo sfondo, un cielo terso, luminoso, ventilato e una straordinaria escursione termica che regala ai vini di montagna freschezza e sapidità. Vini che sono l’espressione autentica, schietta e genuina del territorio, vini valorizzati da tecniche agronomiche consapevoli, rispettose dell’ambiente e da una vinificazione ancestrale in cantina che esalta l’identità del vitigno. 

Da sinistra: Nicola Sicher con il padre Andrea e l’enologo Nicola Biasi (foto Walter Iori) Val di Non nasce Sass Griss: la cantina che punta sui vitigni Piwi a 900 metri

Da sinistra: Nicola Sicher con il padre Andrea e l’enologo Nicola Biasi (foto Walter Iori)

 «Il progetto Sass Griss - ha confessato Andrea Sicher - è un seme piantato oggi per raccontare domani il nostro territorio in modo ancora più autentico» .Due i vini presentati in anteprima al Pineta Nature Resort di Tavon: il Cryo e l’Aura, entrambi figli di vitigni resistenti e di un progetto che parla di terra, ma anche di visione. Innovative anche le etichette create da Leonardo Moggio dello studio grafico Visual Designer di Rumo. Semplici, essenziali, identitarie: sei tralci orizzontali di colore azzurro per Cryo e verticali di colore giallo per Aura.

Cryo Vigneti delle Dolomiti Igt da uve Solaris in purezza

Cryo è il primo nato della Catina Sass Griss. Ricorda l’antica parola greca "kryos" che significa freddo. E’ prodotto con le uve di un vitigno resistente Piwi a bacca bianca, il Solaris. Un vitigno che, oltre agli sbalzi termici, ama l’alta quota, i versanti montani e l’esposizione soleggiata del vigneto, in questo caso il versante a Sud dell’altopiano della Predaia che guarda verso le dirimpettaie Dolomiti di Brenta. 

Colore giallo paglierino brillante, Cryo al naso sorprende per la spiccata aromaticità e una piacevole sapidità. In bocca è un trionfo di note floreali (biancospino, gelsomino, sambuco) e fruttate (mela verde, pesca bianca, agrumi) con una "nuance" balsamica. Morbido, equilibrato, di buona struttura, nel finale regala una punta di sapidità che ben si sposa non solo con gli antipasti, ma anche con alcuni primi piatti. La vendemmia, manuale, inizia ai primi di settembre quando le temperature s ono ancora relativamente elevate. Le uve, portate immediatamente in cantina a Coredo, a pochi passi dal vigneto, consentono di ottenere, grazie al grado zuccherino e all’acidità, un prodotto di ottima qualità.

L’Aura Vigneti delle Dolomiti Igt da uve Johanniter in purezza

Aura, dal greco antico "brezza", è il secondo nato della Cantina Sass Griss. Nasce dalle uve di un altro vitigno resistente, lo Johanniter, nel vigneto sul versante montano dell’altipiano della Predaia. Il lavoro meticoloso nel campo e la selezione accurata delle uve consentono di ottenere un vino fresco, sapido, beverino che conquista il palato, sorso dopo sorso. Colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, incanta per la brillantezza, mentre il bouqet è delicato e complesso con note floreali (ricorda i fiori di sambuco) e fruttate (pesca bianca, mela vede, pera, banana, agrumi) che ritroviamo piacevolmente all’assaggio. Fresco, sapido, beverino, ideale come aperitivo.

Sass Griss: Aura Val di Non nasce Sass Griss: la cantina che punta sui vitigni Piwi a 900 metri

Sass Griss: Aura

La vendemmia dello Johanniter avviene a fine settembre. I grappoli, compatti con acini di dimensione medio-piccola, di colore giallo-verdognolo, sono raccolti manualmente in piccole cassette e immediatamente trasferiti nella cantina di Coredo per la vinificazione. Aura rimane in affinamento per circa un anno prima dell’imbottigliamento.

Il peccaminoso momento conviviale in stile Pineta con i prodotti del territorio

Al termine della presentazione Andreas Sicher, maestro sommelier, contitolare del Pineta Resort e responsabile del progetto "Pineta Wine Experience", ha stuzzicato gli ospiti con un peccaminoso momento conviviale in pieno stile Pineta, con degustazione di prodotti del territorio e una selezione di vini per continuare il racconto attraverso i sapori.  Inoltre, per l’occasione, ha proposto una chicca esclusiva: il bianco biologico da uve Johanniter "Le Alte del Pineta" prodotto in collaborazione con il winemaker Nicola Biasi.  Figlio anche questo di vitigni resistenti coltivati in alcuni cru dell’Alta Val di Non, è il fiore all’occhiello della monumentale carta vini del "Pineta". Ricorda ed esalta l’eleganza del premiatissimo "Vin de la Neu" con quei sentori di mele cotogne, pere e pesche a polpa bianca che si sposano con delle piacevolissime note balsamiche ed agrumate. Vino complesso, vibrante, di straordinaria sapidità, affascina - sorso dopo sorso - anche i palati più severi con un finale lunghissimo. Chapeau! In alto i calici. Prosit.

Di Giuseppe Casagrande

© Riproduzione riservata STAMPA

 
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