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La pizza diventerà Patrimonio Unesco?
A dicembre si decide, parte la volata

La pizza diventerà Patrimonio Unesco? 
A dicembre si decide, parte la volata
La pizza diventerà Patrimonio Unesco? A dicembre si decide, parte la volata
Pubblicato il 10 gennaio 2017 | 17:22

Napoli si mobilita per ottenere quella che per tutti gli amanti della pizza sarebbe una giusta consacrazione. Si punta ad ottenere 2 milioni di firme. A dicembre, a Seul, un comitato emetterà il verdetto

Il 2017 sarà l’anno decisivo per il sogno di Napoli - e dell’Italia intera - di riuscire a vedere la pizza promossa a Patrimonio immateriale dell’Unesco. La rincorsa è partita già l’anno scorso e ora la partita entra nel vivo perché dal 4 all’8 dicembre di quest'anno a Seul si riunirà il sottocomitato dell’Unesco che si esprimerà sulla candidatura già ufficialmente presentata la scorsa primavera.

La pizza diventerà patrimonio Unesco? A dicembre si decide, parte la volata

Il fermento tra i pizzaioli napoletani sale e ieri, 9 gennaio, si è tenuta a Napoli una riunione durante la quale sono state programmate le principali tappe da seguire in questi mesi per raggiungere l’obiettivo. A questa hanno partecipato i principali promotori dell’iniziativa: Franco Manna, fondatore e presidente di Rossopomodoro; Enrico Panini, assessore alle Attività produttive al comune di Napoli; Salvatore Loffreda, direttore Coldiretti Campania; Antimo Caputo, amministratore delegato Mulino Caputo; Sergio Miccù, presidente Associazione pizzaiuoli napoletani (Apn); Claudio Sebillo, brand manager Napoli pizza village.

La missione più importante, ambiziosa e che potrebbe risultare decisiva per convincere il sottocomitato è quella di raggiungere quota 2 milioni di firme alla petizione #pizzaUnesco. L'hashtag è stato utilizzato anche per il contest omonimo promosso da MySocialRecipe, in collaborazione con Luciano Pignataro WineBlog, il più grande evento a sostegno della candidatura, che ha visto trionfare Davide Civitiello.

Inoltre si punta a conquistare firme non solo in patria, ma anche all’estero in più di 50 Paesi come Taiwan, Giappone, Russia e Cina per testimoniare l’internazionalità della pizza. Al momento le firme raccolte sono state un milione per cui si è a metà strada e il raggiungimento dello scopo sembra a portata di mano. D’altronde “pizza” è la parola italiana più diffusa nel mondo e ogni giorno solo in Italia se ne sfornano circa 5 milioni.

Tra i promotori più agguerriti c’è Alfonso Pecoraro Scanio: «Serve riconoscere che l'arte della pizza è nata qui - ha spiegato durante l’incontro di lunedì - che nel mondo il prodotto più diffuso del pianeta è originario di questa città e che chi vuole imparare a fare la pizza a regola d'arte almeno una volta nella vita deve venire ad assaggiarla qua, nella capitale della pizza nel mondo. La prima iniziativa di questo anno si terrà giovedì 12 alle ore 13.00, in collaborazione con la parrocchia di San Gennaro al Vomero, in via Massimo Stanzione, 27, con l'evento “Il cuore di #pizzaUnesco” durante il quale i pizzaioli napoletani offriranno pizze doc ai senza tetto». All’evento di beneficenza parteciperanno i pizzaioli: Diego Viola, Valentino Libro, i fratelli Giustiniani, Gino Sorbillo, Gennaro Piccolo, Antonio Greco, Teresa Iorio e i pizzaioli della pizzeria Brandi, coadiuvati dagli chef di Rossopomodoro Antonio Sorrentino e Enzo De Angelis».

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