Cocco «bello, cocco fresco!». O, per i più nostalgici, «Cocco fresco, bello e bianco». Sono richiami che, da decenni, risuonano sulle spiagge italiane e fanno ormai parte dell'immaginario dell'estate. Venduto a fette e pronto da gustare sotto l'ombrellone, il cocco è uno dei frutti tropicali più amati durante la bella stagione. In realtà è disponibile tutto l'anno grazie alla sua elevata conservabilità, ma è proprio con il caldo che torna protagonista per il suo gusto fresco e, nel caso dell'acqua di cocco, per le sue proprietà dissetanti. Oltre al sapore inconfondibile, se consumato con moderazione per il suo elevato contenuto di grassi e il conseguente apporto calorico, offre anche un interessante profilo nutrizionale, ricco di fibre, sali minerali e composti bioattivi.

Cocco, tutto quello che c'è da sapere
Che cos'è il cocco?
Prima di approfondirne proprietà nutrizionali, benefici e possibili controindicazioni, è utile sapere che il cocco è il frutto del Cocos nucifera, una specie appartenente alla famiglia delle Palmaceae. Questa palma cresce nelle aree tropicali, dove trova l'ambiente ideale in terreni sabbiosi, umidi e ben drenati. Si adatta inoltre molto bene alle zone costiere ricche di sale, una caratteristica che ne favorisce la diffusione lungo i litorali di numerosi Paesi tropicali.
Proprietà nutrizionali del cocco
Dal punto di vista nutrizionale, come riferito dagli esperti di Humanitas Salute, il cocco, come già anticipato in apertura, è un alimento dall'elevata densità energetica e va quindi consumato con consapevolezza, soprattutto per il suo importante contenuto di grassi, prevalentemente saturi. Accanto a questi apporta anche fibre, vitamine, sali minerali e altri composti bioattivi che ne completano il profilo nutrizionale. Cento grammi di parte edibile apportano circa 364 calorie, così ripartite:
- 86% lipidi
- 10% carboidrati
- 4% proteine
Nello specifico, 100 grammi di cocco contengono:
- 33,49 g di lipidi (prevalentemente grassi saturi, soprattutto acido laurico)
- 15,23 g di carboidrati
- 9 g di fibra
- 3,3 g di proteine
- 3,3 mg di vitamina C
- 0,540 mg di niacina
- 0,300 mg di acido pantotenico
- 0,24 mg di vitamina E
- 0,066 mg di tiamina
- 0,054 mg di piridossina
- 0,020 mg di riboflavina
- 26 μg di folati
- 0,2 μg di vitamina K
- 1.500 mg di manganese
- 356 mg di potassio
- 113 mg di fosforo
- 32 mg di magnesio
- 20 mg di sodio
- 14 mg di calcio
- 2,43 mg di ferro
- 1,10 mg di zinco
- 0,435 mg di rame
- 10,1 μg di selenio
Il cocco è inoltre fonte di fitosteroli (47 mg ogni 100 g), citochine ed enzimi, sostanze naturalmente presenti nel frutto che contribuiscono a definirne le caratteristiche nutrizionali.
Quando è meglio evitarlo?
Il consumo di cocco può interferire con l'azione di alcuni farmaci, in particolare quelli utilizzati per abbassare la pressione arteriosa e quelli prescritti per ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. Per questo motivo, chi segue queste terapie dovrebbe prestare particolare attenzione al suo consumo.
Benefici e possibili controindicazioni
Pur essendo ricco di grassi saturi, il cocco contiene acido laurico, un acido grasso che può favorire l'aumento del colesterolo Hdl, comunemente definito "colesterolo buono". Inoltre, l'insieme dei suoi nutrienti e dei composti bioattivi contribuisce al buon funzionamento del metabolismo e dell'apparato digerente. Un ruolo di particolare interesse è attribuito anche all'acqua di cocco, che contiene citochine come la chinetina e la trans-zeatina. A queste sostanze sono state associate proprietà anti-invecchiamento, antitumorali e antitrombotiche.
L'acqua di cocco è inoltre apprezzata per le sue proprietà dissetanti, che ne hanno favorito la diffusione soprattutto durante la stagione estiva. Anche l'olio di cocco è associato ad alcune proprietà benefiche. Grazie alla sua azione emolliente, viene infatti impiegato da tempo in ambito cosmetico nella formulazione di prodotti dedicati alla cura della pelle e dei capelli. Infine, non sono noti casi di allergia al cocco e il suo consumo sembrerebbe essere sicuro. In alcuni casi viene addirittura consigliato anche durante la gravidanza. Resta comunque consigliabile consumarlo, come già ribadito più volte, con moderazione, nell'ambito di un'alimentazione varia ed equilibrata, tenendo conto dell'elevato contenuto di grassi e del conseguente apporto calorico.