Rational
Pentole Agnelli
Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
domenica 17 novembre 2019 | aggiornato alle 19:27| 62052 articoli in archivio
Rational
Pentole Agnelli
HOME     SALUTE     ALIMENTAZIONE
di Federico Biffignandi
Federico Biffignandi
Federico Biffignandi
di Federico Biffignandi

Omar Di Felice, alimentarsi a -30°
Un segreto sta nelle... patatine

Omar Di Felice, alimentarsi a -30° 
Un segreto sta nelle... patatine
Omar Di Felice, alimentarsi a -30° Un segreto sta nelle... patatine
Primo Piano del 09 novembre 2019 | 07:34

Un ciclista di prove endurance che si avventura tra i ghiacci di Capo Nord in sella alla bicicletta per trovare il suo benessere. Ma come si rifornisce il corpo in tali sforzi e a quelle temperature?. Grassi più che carboidrati, ma soprattutto senza dimenticarsi mai di quanto sia importante soddisfare il palato.

Ci vuole una grande testa, prima di tutto. Ma come sempre, senza la benzina che alimenta le gambe, l’umore, i polmoni, e la testa appunto non si può nemmeno pensare di partire. Vale soprattutto per chi come Omar di Felice ha come obiettivo della sua vita pedalare negli ambienti più ostici del pianeta: tra i ghiacci o nei deserti. Si chiamano “UltraCyclingMan” gli uomini (a volte più simili a dei supereroi perchè affrontano centinaia di chilometri a condizioni atmosferiche proibitive) che praticano questo tipo di sport, che più che uno sport è uno stile di vita e più che uno stile di vita è una necessità. Per Omar Di Felice, romano, 38 anni, è davvero una necessità. Nel suo libro “Pedalando nel silenzio di ghiaccio” (Rizzoli, recentemente presentato al BikeFellas di Bergamo) definisce quel suo essere immerso nel nulla, in sella ad una bicicletta, a -30 gradi “La zona Omar”. Tutti abbiamo (e se non ce l’abbiamo dovremmo cercarla, con urgenza) una nostra “zona Omar” ovvero quella nella quale siamo perfettamente in sintonia con noi stessi e con tutto ciò che ci circonda.

Omar Di Felice durante una delle sue avventure (Omar Di Felice, alimentarsi tra i ghiacci)
Omar Di Felice durante una delle sue avventure

Incontrare dal vivo Omar Di Felice significa comprendere subito che cosa significhi questo concetto: un uomo sereno, né spaccone né alla caccia dei record, né finto modesto né in cerca di successo, ma semplicemente sereno. Il suo curriculum però parla per lui: ha vinto Le Raid Provence Extrême 2014 e 2015 (600 km), il Tour du Mont Blanc 2015 (330 km), l’Ultracycling Dolomitica 2015-2016 (616 km) e l’Italian Endourance 24 Hours Championship 2018, oltre a essersi laureato campione italiano di specialità nel 2015 e 2017. Nel 2018 ha compiuto la traversata del Canada Artico pedalando per circa 1300 km sulla Arctic Highway dopo aver raggiunto Capo Nord e aver attraversato interamente l’Islanda durante l’inverno. Temperature medie che oscillano tra i costanti -10 e i -30.

Omar, la domanda più banale sarebbe “Cosa ti spinge a fare ciò?”, ma la tua risposta sarebbe “la zona Omar” e a noi va benissimo così. Invece ti chiedo: come avviene l’alimentazione in queste tue imprese?
Quando ho l’ammiraglia al seguito cerco di fermarmi ogni due ore, due ore e mezza per integrarmi e scaldarmi. A livello di liquidi ho nella borraccia acqua, oppure bevande calde che possono essere il tè o il caffè. Come cibo invece sono sbilanciato molto sui grassi e quindi barrette di cioccolato, panino con creme spalmabili, bresaola, formaggi e carne salata.

E quando invece sei in solitaria?
Quello è un problema in più oltre a tutto il resto. Quando sono in solitaria devo approfittare dei centri abitati che incontro lungo il percorso e alimentarmi con quello che trovo. A livello di cibi, i valori nutrizionali sono gli stessi, certo con porzioni più abbondanti e calde.

Grassi e proteine nella sua dieta (Omar Di Felice, alimentarsi tra i ghiacci)
Grassi e proteine nella sua dieta

Quanto è complicato?
Molto, perché alcune cose italiane me le porto dall’Italia, ma il resto devo acquistarlo sul posto e non sempre la materia prima che viene venduta nei posti dove vado a pedalare io è all’altezza di quella italiana, spesso è di produzione industriale. Tuttavia si tratta di arrangiarsi, di adattarsi: il mio è uno sport di avventura e tra le qualità che bisogna avere c’è anche questo spirito di adattamento.

Quale è un cibo a cui non puoi proprio rinunciare, anche se sei immerso nei ghiacci e stremato dalla fatica?
Per quanto mi riguarda non devono mai mancare la crema spalmabile alle nocciole (ottima fonte di grassi) e del Parmigiano Reggiano, fondamentale anche a livello salino.

Da quello che dici, sembra che per te ci siano meno restrizioni rispetto a quelle che devono rispettare i ciclisti professionisti…
È vero, ma c’è un motivo. Il freddo polare lo devi combattere con delle scorte di grassi che spesso sono contenute in cibi più gustosi. E poi c’è un fatto mentale; il mio sport è sì fatto di fatica fisica, ma prima di tutto è parte integrante la fatica mentale e questa la si può combattere con il cibo. Io ho bisogno di alimenti che soddisfino il mio palato e quindi la testa. Mi è capitato di “resuscitare” da momenti di profondo sconforto con uno snack gustoso, magari non indicato per una dieta sana, ma che in quel momento era l’unica cosa della quale avevo bisogno. Il mio corpo, così stressato, ha bisogno di alcuni contentini diciamo.

Oltre alla crema spalmabile, ci sono alcuni vizi?
Diciamo che non sono semplici “capricci”, ma vere necessità anche dettate da certe abitudini. Ad esempio, quando gareggio di notte e all’alba sono ancora in sella, la mia testa “chiama” una brioche con la crema e cerco di soddisfare questa voglia/necessità.

Chi fa sport sa che con il freddo bere diventa più complicato perché non si ha la necessità apparente di farlo. Eppure è fondamentale, tu come riesci a trovare questo equilibrio?
Bere a certe temperature rigidissime è ancora più importante del solito perché solo con i liquidi si combatte il rischio di congelamento. Come ho detto prima, ci vuole acqua e le bevande calde oltre a essere utili, danno anche un po’ di piacere e sollievo a livello di calore.

Omar di Felice durante l'ultima presentazione del suo libro (Omar Di Felice, alimentarsi tra i ghiacci)
Omar di Felice durante l'ultima presentazione del suo libro

Durante gli allenamenti invece quale è il tuo regime alimentare?
Né più né meno quello che fanno i professionisti (Omar è stato a inzio carriera nel gruppo dei "pro" ndr.). Seguo un regime alimentare che inizia da una colazione ricca e completa con aggiunte di grassi e proteine per gli allenamenti lunghi. Quando sto in sella molte ore, salto il pranzo e recupero dopo l’allenamento o con un pasto veloce o un gelato oppure con della frutta, yogurt e cereali. A cena mantengo una percentuale di carboidrati bassa, prediligo proteine e grassi perché solo attivando il metabolismo di questi ottengo un rendimento più costante, che è quello di cui ha bisogno un atleta di endurance.

Chi fa sport che richiedono sforzi lunghi sa che il più grande spauracchio è la “crisi di fame”, quel calo di zuccheri improvviso che in sella ad una bicicletta può costringere non solo a fermarsi, ma addirittura dà alla testa. Ti è mai capitato di rimanere vuoto in bicicletta e hai mai fatto qualche “follia” durante una tua avventura dettata da questa condizione?
Eccome, due volte. La prima che mi viene in mente durante una Parigi-Roma. Dopo 3 giorni da solo e mille chilometri di pedalata ho ritrovato l’ammiraglia. Non ne potevo più dei soliti cibi, delle barrette, avevo estremo bisogno di qualcosa di buono. Ho aperto affannosamente il baule dell’auto, mi sono buttato sui viveri che avevano e ho trovato un sacchetto di patatine fritte. Le ho aperte e le ho mangiate tutte. Sono rinate e da quella volta in ogni avventura la mia ammiraglia deve essere dotata di un sacchetto di patatine (ride ndr.). L’altro episodio durante la Transamerica, in solitaria. Avevo bisogno di mangiare, ma non c’erano centri abitati dove potermi fermare. Ne ho trovato uno, dopo 100 km in cui ero in totale riserva, ormai stavo “dando di matto”, ma ho trovato un fast food e… l’ho svuotato».

Anche i supereroi, hanno i loro “vizi” e le loro debolezze. La Kryptonite spaventava Superman, le patatine sono la calamita di Omar nei momenti bui, un po' come gli spinaci per Braccio di Ferro. Per chi lo intervista la tentazione è quella di prendere e partire con lui alla ricerca della propria “zona Omar”.


Gli altri nostri articoli su sport e alimentazione:

Dorothea Wierer, alimentare la testa
«Vivrei di dolci, ma so regolarmi»

Calvi, il cuoco del miracolo Atalanta

Piatti da “3 punti” tra gusto e dieta

Sport e disabilità, Alex Zanardi:
«Se c’è passione le cose accadono»

Pozzovivo, il ciclista-chef:
«Avocado e frutta secca i “must”»

Sportivi, fermatevi e riposate
Dormire migliora le performance

Mondiali di ciclismo... in cucina
La vittoria si costruisce a tavola

© Riproduzione riservata

RESTA SEMPRE AGGIORNATO!
Iscriviti alle newsletter quotidiane e ricevile direttamente su WhatsApp
Ricevi in tempo reale le principali notizie del giorno su Telegram
Iscriviti alle newsletter settimanali inviate via mail

“Italia a Tavola è da sempre in prima linea per garantire un’informazione libera e aggiornamenti puntuali sul mondo dell’enogastronomia e del turismo, promuovendo la conoscenza di tutti i suoi protagonisti attraverso l’utilizzo dei diversi media disponibili”

Alberto Lupini


salute health benessere ultracycling ciclismo bicicletta alimentazione cibo acqua te caffe crisi di fame ghiaccio Omar Di Felice

SCRIVI UN COMMENTO    
Esprimi liberamente il tuo commento scrivendo nella finestra, indica nome, cognome ed indirizzo e-mail e il campo alfanumerico di sicurezza.
 
 
 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali
Ai sensi del D.lgs. 196/2003, La informiamo che i dati personali da lei forniti sono necessari per poter procedere alla gestione della Sua segnalazione e saranno utilizzati, con strumenti informatici e manuali, esclusivamente per tali finalità. Letta l'informativa ai sensi del D.lgs. 196/2003, cliccando sul tasto INVIA, autorizzo il trattamento dei miei dati personali, per le finalità e con le modalità ivi indicate.

ARTICOLI CORRELATI
Loading...

APPROFONDIMENTI
Loading...
Mostra più articoli >



Caricamento...
Edizioni Contatto Srl - via Piatti 51, 24030 Mozzo (Bg) - P.IVA 02990040160 - & Credits - Sitemap - Policy - © ® - Registrazione Tribunale di Bergamo n. 8 del 25/02/2009 - Roc n. 10548
Italia a Tavola è il principale quotidiano online rivolto al mondo Food Service, Horeca, F&B Manager, ristorazione, pizzerie, pasticcerie, bar, turismo, benessere e salute. Il portale www.italiaatavola.net è strettamente integrato con tutti i mezzi del network: la rivista mensile cartacea e digitale Italia a Tavola, le newsletter quotidiane su Whatsapp e Telegram, le newsletter settimanali del lunedì e del sabato rivolte a professionisti ed appassionati, i canali video, il tg pomeridiano (Iat Live news) e la presenza sui principali social (Facebook, Twitter, Youtube, Instagram, Flipboard, Pinterest, Telegram e Twitch).
Edizioni Contatto Srl - via Piatti 51, 24030 Mozzo (Bg) - P.IVA 02990040160
& Credits - Sitemap - Policy - © ®
Registrazione Tribunale di Bergamo n. 8 del 25/02/2009 - Roc n. 10548
Italia a Tavola è il principale quotidiano online rivolto al mondo Food Service, Horeca, F&B Manager, ristorazione, pizzerie, pasticcerie, bar, turismo, benessere e salute. Il portale www.italiaatavola.net è strettamente integrato con tutti i mezzi del network: la rivista mensile cartacea e digitale Italia a Tavola, le newsletter quotidiane su Whatsapp e Telegram, le newsletter settimanali del lunedì e del sabato rivolte a professionisti ed appassionati, i canali video, il tg pomeridiano (Iat Live news) e la presenza sui principali social (Facebook, Twitter, Youtube, Instagram, Flipboard, Pinterest, Telegram e Twitch).