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Italia quasi tutta arancio e due mesi di restrizioni. Bar e impianti sciistici i più penalizzati

Italia quasi tutta arancio e due mesi di restrizioni. Bar e impianti sciistici i più penalizzati
Italia quasi tutta arancio e due mesi di restrizioni. Bar e impianti sciistici i più penalizzati
Primo Piano del 15 gennaio 2021 | 11:10

Con la nuova stretta 6 regioni sono gialle. Lombardia, Sicilia e la Provincia di Bolzano diventano rosse. Confermato il divieto di asporto per i bar dalle 18, ma Fipe chiede una deroga all'entrata in vigore delle norme. Chiusi palestre, piscine, cinema, teatri. Lo sci slitta al 15 febbraio. Tornano le crociere, riaprono i musei, ma nelle regioni gialle e nei feriali.

Alla fine, il combinato di decreto e Dpcm ricolorano l'Italia che torna a dividersi, su base regionale, a seconda della diffusione del virus. Nel primo pomeriggio di venerdì 15 gennaio, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il documento ufficiale in vigore da domenica 17 gennaio e fino al 5 marzo.

L’obiettivo è uno: scongiurare un nuovo lockdown nazionale e non finire nella medesima situazione di Gran Bretagna e Germania. Perché come ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza: «La situazione non può essere sottovalutata, lavoriamo insieme per evitare una nuova, forte ondata». Tra le restrizioni confermato il divieto d’asporto per i bar dopo le 18 e la chiusura degli impianti sciistici fino al 15 febbraio. Chiusure, nelle giornate festive e prefestive, anche per i negozi all'interno di mercati, centri, gallerie e parchi commerciali, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.

Qui il testo del Dpcm.

Qui il testo del decreto.


Altri due mesi di restrizioni. I bar e lo sci i più penalizzati
Confermato il divieto d’asporto per i bar dopo le 18

Rosse Lombardia, Sicilia e Bolzano
E così nelle prossime ore quasi tutta l’Italia si colorerà di nuovo con Lombardia, Sicilia e provincia autonoma di Bolzano che da domenica sono le prime zone rosse del 2021. Ma Lombardia e la Provincia di Bolzano dicono no all’entrata nella zona a rischio più alto: il presidente lombardo Attilio Fontana è pronto a fare ricorso con un contro-dossier, Arno Kompatscher ha dichiarato che in Alto Adige non saranno inasprite le limitazioni attualmente in vigore.

Le ultime modifiche al Dpcm valido, dal 17 gennaio, rinnovano tutte le misure già in vigore: coprifuoco dalle 22 alle 5, scuole superiori in didattica a distanza al 50% da lunedì e l'inasprimento delle soglie per accedere alle zone con restrizioni, introdotte con il decreto approvato mercoledì (con Rt 1 o con un livello di rischio “alto” o, ancora, con un'incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio moderato, si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso).

Confermato il divieto d’asporto dopo le 18 per i bar
Il governo ha poi confermato il divieto della vendita da asporto per i bar dalle 18. Provvedimento fortemente criticato dalle Regioni che, come aveva specificato il presidente della Conferenza Stato Regioni, Stefano Bonaccini, a nome di tutti i governatori «non porta vantaggi significativi sul piano della prevenzione e al contrario rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori».

Durante la riunione il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia aveva affermato che il Governo avrebbe mantenuto la norma per evitare casi di movida, limitando al massimo i divieti alle sole bevande e alcolici. Tema che ora sembra caduto nel dimenticatoio.

Sulle restrizioni imposte alla ristorazione è arrivata la dura presa di posizione di Fipe che in un comunicato ha spiegato: "Negli ultimi giorni si sono susseguite interpretazioni e previsioni confuse sull’entrata in vigore del nuovo dpcm e dei nuovi parametri sulla classificazione delle regioni. Il risultato è stato che moltissimi ristoratori che lavorano nelle tante Regioni oggi gialle hanno acquistato i prodotti, raccolto le prenotazioni e organizzato il personale per il pranzo di domenica. Chiediamo dunque al ministro Speranza di posticipare la sua ordinanza almeno a lunedì prossimo, in modo da permettere agli imprenditori di lavorare nel fine settimana sulla base di impegni già presi, sempre entro le 18 e sempre nel rispetto delle norme anti contagio. Sarebbe un segnale di attenzione nei confronti di una categoria già martoriata da nove mesi di divieti e restrizioni e che si troverebbe costretta a gettare materie prime già acquistate nella spazzatura”.

Boccia: Massima priorità per i Ristori
Boccia ha però garantito la «massima priorità» per i ristori a tutte le attività costrette a fermarsi. In primis ristoranti e bar, ma anche allo sci. Gli impianti, infatti, non riapriranno almeno fino al 15 febbraio, nonostante alcuni presidenti abbiano chiesto che almeno nelle zone gialle sia consentita l'attività ai soli residenti.



Nove Regioni passano in area arancione
In giallo, rimangono poche regioni: Campania, Sardegna, Basilicata, Toscana, Provincia Autonoma di Trento e Molise. Nove Regioni passano in area arancione: Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D'Aosta. A queste si sommano, con lo stesso colore (già "conquistato" nei giorni scorsi), Calabria, Emilia-Romagna e Veneto.

Le regole per gli spostamenti
Rispetto alle bozze, il Governo ha fatto alcune modifiche: il divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle gialle, sarà in vigore fino al 15 febbraio e non più al 5 marzo.

Fino a quella data sarà invece valida la regola che consente una sola volta al giorno a un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se questa è in zona gialla, o nel comune se è in zona arancione o rossa. E sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia.

Fontana e Gori protestano per la zona rossa
Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana protesta per la zona rossa: «Ho appena parlato con il ministro Speranza - ha detto -, è una punizione che la Lombardia non si merita. Mi ha detto che farà fare ancora dei controlli». Con 61 positivi al Covid ogni 100 mila abitanti, ben al di sotto della media regionale, Bergamo - la più colpita dalla pandemia nella prima ondata - chiede una deroga alla zona rossa: «Crediamo si possano comprendere le difficoltà e le sofferenze cui il protrarsi delle limitazioni, se non addirittura il loro inasprimento, sottopone i cittadini dei nostri territori», scrivono il sindaco e il presidente della provincia di Bergamo, Giorgio Gori e Gianfranco Gafforelli, in una lettera alla Regione Lombardia perché si faccia portatrice al Ministero della Salute.

Chiuse le palestre, aperti i musei nelle zone gialle
Infine, rimangono chiuse anche palestre e piscine - anche se si continua a lavorare per consentire la ripresa almeno agli sport individuali nelle zone gialle - così come cinema e teatri.

Tornano le crociere
Tornano invece le crociere ed è confermata l'apertura dei musei, ma solo nelle regioni gialle e solo nei giorni feriali. Per ministro Dario Franceschini «un servizio ai residenti e un primo passo, un segnale di riapertura» per il futuro.

Zona bianca difficile da raggiungere
Infine, con il decreto è stata introdotta la “zona bianca”, ma sarà difficile entraci. Occorrono 3 settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio basso.

© Riproduzione riservata


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Alberto Lupini


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