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Sostegni al via, ma non bastano. Pronti altri 20 miliardi a fine aprile?

Partita la procedura per prensentare la domanda di aiuto economico, il Governo guarda già al prossimo scostamento di bilancio. L'operazione dovrebbe valere 20 miliardi e incrociarsi con i piani del Recovery Plan

30 marzo 2021 | 16:06

Sostegni al via, ma non bastano. Pronti altri 20 miliardi a fine aprile?

Partita la procedura per prensentare la domanda di aiuto economico, il Governo guarda già al prossimo scostamento di bilancio. L'operazione dovrebbe valere 20 miliardi e incrociarsi con i piani del Recovery Plan

30 marzo 2021 | 16:06

Aperta la proceduta per le domande di contributo a fondo perduto, inizia la fase attuativa del decreto legge Sostegni. L'Agenzia delle Entrate, su input del direttore Ernesto Maria Ruffini, ha aperto il canale sul portale "Fatture e corrispettivi" per l'invio della domanda da parte delle aziende che hanno bisogno di aiuto economico a causa delle chiusure imposte dall'emergenza coronavirus. E intanto il Governo comincia a delineare il prossimo scostamento di bilancio.

Come fare domanda?

Fino al 28 maggio, il contribuente potrà presentare la domanda tramite il desktop telematico o tramettendo online tramite il servizio web presente sul portale, l'apposito modulo. È possibile utilizzare le credenziali Spid, Cie o Cns o quelle rilasciate dall'Agenzia. Possibile anche l'invio tramite gli intermediari delegati per il Cassetto fiscale o per il servizio di consultazione delle fatture elettroniche o specificatamente incaricati per la richiesta di contributo.

La presentazione delle domande è attiva sul sito dell'Agenzia delle Entrate Sostegni al via, ma serve di più E si pensa già al prossimo decreto
La presentazione delle domande è attiva sul sito dell'Agenzia delle Entrate

A chi è rivolto il contributo?

Per accedere al contributo, l'azienda che ne fa domanda deve avere la partita Iva attiva al 23 marzo 2021, aver avuto ricavi o compensi non oltre i 10 milioni di euro nel 2019, aver accumulato nell'anno 2020 un fatturato medio mensile inferiore al 30% rispetto allo stesso dato dll'anno precedente. Per la quantità del ristoro effettivo, bisognerà anche tenere in considerazione i 5 scaglioni che tengono conto della taglia di ricavi del richiedente. Ai soggetti che hanno attivato la partita Iva dall'1 gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza del requisito relativo al calo di fatturato.

Attenzione agli errori quando si compila la domanda

Per non sbagliare, ed evitare problemi e future correzioni in corso d'opera, vale la pena prestare attenzione a cinque errori da evitare nel compilare la domanda:

  1. Per ricevere gli aiuti a fondo perduto c’è il limite dei 10 milioni di euro di ricavi o compensi. Per evitare errori basta seguire con attenzione quanto previsto dal modello della dichiarazione dei redditi presentati nel 2020. Una persona fisica in contabilità ordinaria potrà ad esempio ottenere il dato corretto (e già noto al Fisco) nel rigo «RS11», mentre per quella in contabilità semplificata il rigo di riferimento è «RG2, colonna 2». Se la persona fisica è un professionista, i compensi sono nel quadro Re della dichiarazione Redditi e precisamente al rigo «RE2, colonna 2».
  2. Un altro errore può riguardare la durata dell’attività. Poiché ci si basa sul confronto con il 2019. La Partita Iva deve essere stata attiva da prima del 31 dicembre 2018. I contribuenti che hanno attivato la partita Iva tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2020 dovranno escludere dal calcolo del fatturato e dei corrispettivi le operazioni effettuate nel mese di attivazione della partita Iva.
  3. Un altro comune errore, che ha fatto in passato scartare le domande per i ristori, è stata l’errata indicazione delle coordinate bancarie di accredito del bonus a fondo perduto. L'errore principale da evitare è quello di indicare nella domanda un Iban riferito a un conto corrente non intestato a chi richiede l'aiuto. Di cui viene verificato anche il codice fiscale.
  4. Un altro errore è quello di non considerare che ci possono essere diverse attività che fanno capo alla stessa partita Iva. Ciò significa che il limite dei 10 milioni di euro scatta sul totale, anche se qualcuno in buona fede può pensare che siano lavori diversi. È il caso di un ristorante che nella stessa gestione ha anche un negozio alimentare, o di un agricoltore che ha un allevamento e un agriturismo.
  5. L’Agenzia consente di porre rimedio a eventuali errori presentando una domanda al fondo perduto sostitutiva. Il tempo a disposizione per una nuova istanza dura fino al 28 maggio 2021. Tutto ciò, peraltro, sempre che non sia già arrivato il versamento sul conto corrente o il riconoscimento del credito d’imposta.

Il Governo si prepara a un nuovo scostamento di bilancio

Nel frattempo, il Governo lavora al nuovo scostamento di bilancio che dovrebbe avvenire in concomitanza con la presentazione del Def (Documento di economia e finanza). Le necessità tecniche sono già di 25-30 miliardi di euro, ma l’idea è quella di fermarsi ai 20. Nella seconda metà di aprile dovrebbe scattare il decreto ad hoc con criteri selettivi per l’assegnazione degli aiuti. E chissà che fra questi fondi non finiscano anche i 3 miliardi del cashback. Insieme alla richiesta di nuovi fondi, anche le prime indicazioni sull’utilizzo del Recovery plan che saranno inserite nel Def (in Parlamento il 10 aprile?).

Aperture? Verso nuovi automatismi

Contestualmente, si fa sempre più pressante anche la richiesta di certezze sul periodo post-pasquale. Scaduto il decreto attualmente in vigore, dal 7 aprile in poi ne sarà attivato un altro. Le linee guida sono già state esposte dal Governo, ma c'è sempre chi preme per un calendario di riaperture più rapido. Dopo la conferenza Stato-Regioni di ieri, infatti, la linea rigosrista sembra lasciare intendere che ci sarà spazio per eventuali allentamenti. Ma non prima del 15-20 aprile. «Se i numeri migliorano, ci vorrebbe un automatismo per prevedere aperture mirate senza il bisogno di approvare un nuovo provvedimento», ha affermato nell'incontro Maria Stella Gelmini, ministro agli Affari regionali.

Certo, già oggi il monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute offrono questo tipo di automatismo, ma l'idea è quella di dare certezze ai cittadini di modo che non debbano rimanere appesi a utleriori valutazioni tecniche.

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