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Cashback, corsa contro il tempo: due milioni di partecipanti ancora lontani dalle 50 transazioni

Il 30 giugno scade il semestre del cashback, la misura del Governo Conte sperimentata a Natale (222 milioni di euro di rimborsi erogati). Ma la lotta ai furbetti delle microtransazioni rallenta. Definitivo flop? Non del tutto: sono 7,8 milioni i cittadini che lo utilizzano e hanno fatto un passo in più verso la cashless society

di Nicola Grolla
22 giugno 2021 | 05:00

Cashback, corsa contro il tempo: due milioni di partecipanti ancora lontani dalle 50 transazioni

Il 30 giugno scade il semestre del cashback, la misura del Governo Conte sperimentata a Natale (222 milioni di euro di rimborsi erogati). Ma la lotta ai furbetti delle microtransazioni rallenta. Definitivo flop? Non del tutto: sono 7,8 milioni i cittadini che lo utilizzano e hanno fatto un passo in più verso la cashless society

di Nicola Grolla
22 giugno 2021 | 05:00

Un partecipante su quattro rischia di vedersi sfuggire dal sotto al naso il premio semestrale del cashback, la misura introdotta nella seconda parte del 2020 dal Governo Conte II per spingere gli acquisti fisici effettuati con strumenti digitali che riconosce un rimborso del 10% della spesa effettuata in sei mesi fino a un massimo di 150 euro. Il termine per mettere insieme le 50 transizioni digitali richieste scade a fine giugno. Ma oltre due milioni di iscritti al programma a fronte di un totale di 7,8 milioni di persone sono ancora lontane da questa soglia.

Il 30 giugno scade il primo semestre del cashback ed è partita la corsa a raggiungere le 50 transazioni minime Cashback, corsa contro il tempoper due milioni di partecipanti

Il 30 giugno scade il primo semestre del cashback ed è partita la corsa a raggiungere le 50 transazioni minime


L'intervento del ministero ha bandito i micro-pagamenti

Come mai? In parte per la stretta sui furbetti dei micro-pagamenti che da maggio sono sotto la lente del ministero dell’Economia (che ha attivato anche un sistema di monitoraggio attraverso notifiche push sull'app Io relative alle operazioni sospette) e hanno fatto scattare lo storno di decine di milioni di transazioni per piccoli importi eseguiti in serie a poca distanza l’uno dall’altro (in particolare quei 107 milioni di pagamenti al di sotto della soglia dei 5 euro su un totale di 680 milioni di operazioni registrati durante la sperimentazione di Natale).

Pagamenti digitali rallentati dai soliti furbetti del pieno

Flop o esempio di rara giustizia economica? Il giudizio al momento è sospeso. Seppure il cashback fosse stato presentato come lo strumento che finalmente sdoganava presso i pubblici esercizi e i negozi l’utilizzo degli strumenti di pagamento digitale sia in ottica anti-evasione, sia per “forzare” il cambio di passo di molti locali ancora riluttanti a far pagare un euro di caffè con la carta, i nobili intenti sono stati velocemente aggirati.  Chi vuole accaparrarsi il bonus semestrale da massimo 150 euro ha puntato sulle micro-transazioni al distributore di benzina (luogo e occasione da cui è scattato l’allarme e in cui si sono registrate circa 20-30 milioni di transazioni abusive). «La nostra categoria è stata la più colpita: i furbetti ancora oggi continuano ad approfittare delle aperture in modalità self-service degli impianti quando fanno il pieno, con costi rilevanti per i gestori in termini di commissioni e non solo, pari in media a 100 euro di spesa extra a impianto», ha affermato Bruno Bearzi, presidente di Figisc-Confcommercio che rappresenta i gestori degli impianti di carburante.

Il precedente di Natale: 222 milioni di euro rimborsati

Ma come è andato il precedente periodo di calcolo? A gennaio, i partecipanti all’extra-cashback di Natale che avevano raggiunto la soglia minima delle 10 transazioni e ottenuto un rimborso erano stati 3,2 milioni di persone su quasi sei milioni di partecipanti; di cui solo il 3% era riuscito a raggiungere la quota minima di transazioni per ottenere il massimo di rimborso. E, in totale, sono stati erogati 222 milioni di euro di rimborsi. Una somma che, nel pieno della seconda ondata di pandemia, era sembrata fuori luogo. Tanto da far scattare le polemiche e la richiesta di cancellare l’iniziativa (che pesa sulle casse dello Stato per circa 2-3 miliardi di euro). Cosa che, nonostante i tentativi, fra le varie pieghe dei decreti e sotto forma di emendamento, non è mai andata in porto.

Corsa contro il tempo: dall'1 luglio scatta un nuovo semestre

Ecco allora che i giorni che mancano al 30 giugno diventano cruciali per chi volesse raggiungere la quota minima di transazioni. Dall’1 luglio, infatti, si azzera tutto e parte un nuovo periodo di calcolo. Per chi sarà riuscito a fare abbastanza spesa, entro il 29 agosto di vedrà accreditare da Consap, la società che gestisce i rimborsi esentasse, il bonifico dell’ammontare goduto dai partecipanti all’iniziativa direttamente sull’Iban. Stessa destinazione che, dal 10 luglio, sarà utilizzata anche per gli accrediti del superbonus da 1.500 euro (che spetta ai primi 100mila iscritti all'iniziativa per numero e volume delle transazioni effettuate). In caso di mancato o inesatto accredito, il richiedente può fare reclamo entro 120 dall’ultimo giorno del mese di pagamento.



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