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Il turismo sulla via del recupero, ma serve incentivare la spesa degli stranieri

La prima giornata della Fiera del turismo di Rimini è stata l'occasione per fare il punto sul turismo internazionale (con i dati di luglio di Bankitalia). Colaiacovo: «Rispetto al 2019, spese giù del -74%»

13 ottobre 2021 | 18:01

Il turismo sulla via del recupero, ma serve incentivare la spesa degli stranieri

La prima giornata della Fiera del turismo di Rimini è stata l'occasione per fare il punto sul turismo internazionale (con i dati di luglio di Bankitalia). Colaiacovo: «Rispetto al 2019, spese giù del -74%»

13 ottobre 2021 | 18:01

Se l'estate 2021 ha rappresentato l'inizio del recupero per il comparto turistico italiano dopo le secche del Covid, la strada per giungere al pareggio con il periodo pre-pandemico è ancora lunga. A ribadirlo sono stati i protagonisti del primo giorno di TTG di Rimini: il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, il presidente di Enit Giorgio Palmucci e la presidente di Confindustria Alberghi Maria Carmela Colaiacovo. Per tutti il punto di partenza sono stati i dati diffusi da Banca d'Italia sul bilancio del turismo a luglio 2021: avanzo di 1,4 miliardi nella bilancia dei pagamenti turistici.

Nel mese di luglio 2021 le spese turistiche degli stranieri in Italia sono state inferiori del -31% rispetto a luglio 2019 Il turismo sulla via del recupero, ma serve incentivare la spesa degli stranieri

Nel mese di luglio 2021 le spese turistiche degli stranieri in Italia sono state inferiori del -31% rispetto a luglio 2019

 

I dati Bankitalia: a luglio 2021 spesa straniera in Italia a -31% rispetto allo stesso mese del 2019

Detto diversamente, nel mese di luglio 2021 secondo Bankitalia le spese dei viaggiatori stranieri in Italia è aumentata del +17,2% toccando quota 3,1 miliardi di euro rispetto a luglio 2020. Parallelamente, le spese dei viaggiatori italiani all'estero hanno raggiunto gli 1,7 miliardi crescendo del +64,4%. Allargando lo sguardo ai tre mesi terminati con luglio 2021, il progressivo parla di un +31% di spesa turistica straniera in Italia (rispetto allo stesso periodo del 2020) e +66% per la spesa italiana all'estero. Insomma, il recupero è cominciato. Come detto, però, la strada da fare è lunga se si considera che rispetto a luglio 2019, le spese del mese di quest'anno sono risultate inferiori del -31% per gli stranieri in Italia e del -42% per gli italiani all'estero.

 

Colaiacovo (Confindustria Alberghi): «Non basta una stagione a risollevare il comparto»

I dati diffusi da Banca d’Italia confermano le anticipazioni di Confindustria Alberghi delle scorse settimane: primi segnali positivi per il turismo internazionale a partire da luglio ma la strada da percorrere è ancora lunga. Il dato riferito ai primi 7 mesi dell’anno è infatti inferiore rispetto allo stesso periodo del 2020 - il numero di viaggiatori stranieri  è più basso del 34% rispetto allo scorso anno, le spese del 20% - e il confronto con il 2019 è impietoso: -74% per il numero di viaggiatori, -71% per le spese. «Non basterà certamente una stagione estiva iniziata in ritardo a risollevare il comparto duramente colpito dalla crisi pandemica», ha dichiarato Maria Carmela Colaiacovo, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi. A sostenere i primi scatti in avanti del settore turistico internazionale in Italia è stato il flusso di prossimità (da Austria, Germania, Svizzera, Francia, ecc), «ma la pressoché totale assenza dei turisti long haul, che sono quelli alto-spendenti, si fa sentire pesantemente sui volumi di spesa e sugli alberghi del segmento upper-upscale e su quelli localizzati in quelle destinazioni, in primis le città d’arte, fortemente dipendenti da questo tipo di domanda», ha continuato Colaiacovo.
 
Una situazione che mette in difficoltà le aziende dell'alberghiero che chiedono un supporto economico in attesa di tempi migliori. In particolare, sono i costi fissi insopprimibili quelli che maggiormente pesano sul conto economico delle imprese. Da qui la richiesta di prorogare a fine anno il bonus affitti, la cancellazione della seconda rata dell'Imu e la proroga degli ammortizzatori Covid-19. «Infine, ma non per questo meno importante, è imprimere un’accelerazione per regolare il turismo congressuale e quello del benessere oggi ancora condizionato da norme più stringenti rispetto ad altre realtà come musei, cinema e teatro che hanno giustamente visto riconosciuta la possibilità di operare in sicurezza», ha concluso Colaiacovo.

 

Per il Ministro Garavaglia la priorità è riempire gli aerei

A cercare di dare risposta alle imprese ricettive, sul palco del TTG di Rimini c'era anche il ministro al Turismo, Massimo Garavaglia: «I dati per il turismo sono fondamentali, vediamo finalmente dei numeri positivi. Abbiamo un +30% di pernottamenti per quest'estate e anche un'occupazione buonissima dell'84% delle camere ad agosto. Sappiamo che quest'estate è andata bene, anche se ancora a macchia di leopardo e ancora non riusciamo a coprire tutte le perdite». Come raddrizzare la rotta? «Abbiamo bisogno che gli aerei vadano pieni sia all'andata che al ritorno per cui l'impegno è di aprire più corridoi turistici possibili perché non possiamo pretendere che gli altri vengono e poi gli aerei tornano vuoti», ha risposto Garavaglia. Il riferimento è ai corridoi turistici (attualmente validi per sole sei destinazioni extra-Ue).

Il ritorno dei turisti stranieri di lungo raggio è la chiave per la ripresa del turismo internazionale in Italia Il turismo sulla via del recupero, ma serve incentivare la spesa degli stranieri

Il ritorno dei turisti stranieri di lungo raggio è la chiave per la ripresa del turismo internazionale in Italia

 

Palmucci (Enit): «Stiamo lavorando alla riapertura delle rotte asiatiche e Usa»

In linea con le considerazioni di Garavaglia e Colaiacovo anche quelle del presidente Enit - Agenzia italiana per il turismo, Giorgio Palmucci: «I mercati europei di prossimità sono quelli che sono ripartiti prima, stiamo lavorando alle riprese delle rotte intercontinentali e quindi con la riapertura dei voli dagli Usa, sia incoming che in outgoing». Ma la questione, come sollevato dalle agenzie di viaggio e dai tour operator, è anche quella di mandare gli italiani all'estero: «Stiamo lavorando sull'Asia, Estremo Oriente e Cina con attività specifiche», ha aggiunto Palmucci.

 

Enit e Unioncamere firmano un protocollo per mettere a disposizione dati più chiari

Durante la prima giornata del TTG di Rimini, proprio Enit è stata protagonista assieme a Insart-Unioncamere della firma di un protocollo d'intesa funzionale all’analisi degli sviluppi economici del turismo. L’obiettivo è fornire, alle istituzioni e alle imprese, una lettura integrata, sempre più puntuale e previsiva, che possa consentire interventi incisivi sullo sviluppo turistico del Paese. «Informazioni omogenee, multilevel e sempre più certificate e integrate consentiranno una pianificazione strategica a beneficio del comparto e renderanno sempre più tracciabile e metodica la progettualità turistica. Il protocollo si inserisce in un sistema innovativo di rilevazione e analisi dei dati per facilitare la conoscenza fenomenologica a sostegno dei processi decisionali di tutti gli operatori del settore. Già da due anni abbiamo acquisito delle piattaforme di big data sia in ottica di lettura in tempo reale delle informazioni sia in ottica predittiva e stiamo lavorando per ministero del Turismo per il Tourism Digital Hub e già oggi, settimanalmente, Enit fornisce un bollettino con dati aggiornati sul settore per garantire uno strumento di informazione costante per le imprese e per operatori pubblici e privati», ha ricorda Palmucci.

La cerimonia di apertura del TTG di Rimini Il turismo sulla via del recupero, ma serve incentivare la spesa degli stranieri

La cerimonia di apertura del TTG di Rimini

 

I dati di Insart-Unioncamere sull'estate 2021

Fra gli altri risultati della collaborazione Enit-Insart-Unioncamere ci sono i dati presentati sull'andamento della stagione turistica estiva che rafforzano quanto scritto finora: i buoni risultati del periodo estivo non compensano le perdite subite da tutta la filiera del turismo a causa del sostanziale blocco delle attività di tutta la prima parte dell’anno. I primi nove mesi hanno infatti registrato una flessione di 40 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2019 e il 2021 si chiuderà con una crescita limitata al +2%.

Per alcune regioni ha pesato in particolare l’andamento delle grandi città d’arte le quali, anche nel periodo estivo, assorbono una quota importante dei flussi turistici (in media oltre un quarto delle presenze totali). In queste destinazioni, per quanto il miglioramento nei mesi estivi del 2021 sia stato notevole in termini di pernottamenti (+35% rispetto al 2020), le perdite subite in media annua sono ancora consistenti (-23%), collocando queste località ancora 60 punti percentuali al di sotto del livello del 2019.

L’estate 2021 è stata ancora notevolmente condizionata dagli effetti della pandemia sulle scelte di viaggio e turismo, quindi, con decisioni di vacanza concretizzatesi sempre più a ridosso delle partenze. Nel complesso la stagione ha fatto segnare un recupero significativo con un incremento medio dei pernottamenti di circa il 30% rispetto allo stesso periodo del 2020. Significativo, all’interno del dato stagionale, l’andamento di giugno e luglio che ha fatto registrare una crescita molto sostenuta (+40%), per poi stabilizzarsi nel mese di agosto (+22%) e segnare una crescita più contenuta in settembre (+6%). Tra giugno e settembre, poi, le imprese ricettive italiane hanno venduto in media il 58% delle camere disponibili, con un sensibile miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2020, con un picco nel mese di agosto in cui si è raggiunto in media un tasso di occupazione dell’84%. Questo andamento è stato registrato soprattutto nelle destinazioni marine e lacuali mentre si è diffuso con minore intensità nelle località montane e nelle aree rurali del Paese.

 

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