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Green pass europeo per gli italiani? Dal 1° luglio sull’app Io

Il green pass, per ora solo cartaceo, sarà a disposizione in versione digitale sull'app della Pubblica amministrazione. I dati resteranno nel Paese di origine della persona controllata

25 maggio 2021 | 10:29

Green pass europeo per gli italiani? Dal 1° luglio sull’app Io

Il green pass, per ora solo cartaceo, sarà a disposizione in versione digitale sull'app della Pubblica amministrazione. I dati resteranno nel Paese di origine della persona controllata

25 maggio 2021 | 10:29

L’estate sta arrivando con i numeri di contagi e vittime in netto calo (oggi 3.224 nuovi casi, 166 decessi e il tasso di positività più basso del 2021: 1,3%). E arriva anche, finalmente, il Green pass europeo: il certificato, che per un anno consente di viaggiare liberamente in tutta Europa e che viene rilasciato se si è completamente vaccinati, se si ha un certificato di guarigione o se si ha un tampone negativo effettuato nelle 24 ore precedenti, sarà, infatti operativo dal 1° luglio. Ma come sarà? Per gli italiani, proprio dal 1° luglio, sarà disponibile su “Io”, l’app della Pubblica amministrazione. Ad annunciarlo il ministro per l'Innovazione Vittorio Colao. E come afferma il ministro « È un certificato, non un passaporto e forse non dovremo neppure scaricarlo ma arriverà una notifica e a chi ha l'App Io lo avrà lì dentro».

Dal 1° luglio arriva il green pass digitale sull’App Io Green pass europeo per gli italiani? Dal 1° luglio sull’app Io

Dal 1° luglio arriva il green pass digitale sull’App Io


App Io approvata dall’Ue

Nata per rendere fruibili tutti i servizi pubblici in modo semplice e immediato, utilizzata per il cashback e scaricata da 11 milioni di italiani (con 20milioni di Spid attivati), l’app Io ha, infatti, le caratteristiche che rispondono alle richieste dell'Ue per essere uno dei canali su cui poter visualizzare il certificato. Questo non appena sarà operativa l'infrastruttura che gestisce ed eroga i documenti in formato digitale.

La piattaforma gestirà tutti i dati

Al momento Sogei, l’azienda tecnologica di Stato, sta predisponendo una piattaforma che gestirà il tutto su base nazionale sulla quale arriveranno i dati: i certificati di vaccinazione dell'anagrafe vaccinale nazionale, i test diagnostici e i certificati di guarigione.

La piattaforma è condizione necessaria e imprescindibile per la gestione centralizzata del pass, con cui in Italia si potrà entrare nelle Rsa o partecipare ai ricevimenti dei matrimoni, e l’interoperabilità con il progetto europeo, pensato per facilitare gli spostamenti tra un Paese all’altro dell’Ue durante i mesi estivi. Nei nostri confini il Certificato Eu Covid-19 — così è stato ribattezzato — sarà vincolato anche alla conversione in legge del decreto del 22 aprile e a una norma ad hoc, che dovranno sedare le preoccupazioni espresse dal Garante per la privacy sul trattamento dei dati (come e quali dati: tipo di vaccino? Data di vaccino o tampone? Durata della malattia?).

I dati rimangono nel Paesi di origine

E, appunto, per quanto riguarda i dati, resteranno nel Paese di origine della persona controllata e non in quello del Paese in cui si viaggia.

Oltre ai viaggi, sono allo studio altri ambiti in cui il Green pass verrà richiesto che attendono di essere chiariti.

Si può richiedere il certificato dal medico di base o dal fascicolo elettronico

Ottenere il certificato sarà facile: basta fare richiesta a una struttura sanitaria, tra cui farmacie, medico di base, laboratori diagnostici, Asl, centri vaccinali e così via. Ma lo si potrà anche scaricare dal proprio fascicolo sanitario.

Io, Immuni o un sito internet

Dunque, se tutto procede come previsto e secondo quanto sappiamo finora, il certificato sarà disponibile in formato cartaceo o digitale, come Qr code. La versione digitale si potrà scaricare anche sulle applicazioni Io e Immuni (o salvare nel Wallet di Apple). L’alternativa alle app sarà un sito. Nel caso di Io l’idea è che il cittadino debba fare poco e niente: visto che si è autenticato con Spid o con Carta d’identità elettronica, troverà il certificato nell’app dopo aver fatto vaccino, tampone o visita. Potrebbe addirittura non doverla aprire e limitarsi a salvare il Qr code sul dispositivo, come una normale immagine nella propria galleria, dopo aver ricevuto una notifica.

Diverso il discorso per Immuni, 10 milioni e mezzo di download, e per il sito, che non sanno chi è la persona dall’altra parte dello schermo: a quanto risulta, l’utente potrà inserire uno dei codici che gli o le verranno inviati o consegnati (Otp, one time password, o Cun: dipende dal flusso, che può essere diverso nelle singole regioni) quando fa il vaccino-tampone-visita e il numero di tessera sanitaria. Immuni e il sito generano a questo punto il codice Qr che si può salvare su smartphone o e/o stampare, nel rispetto della privacy, assicurano fonti al lavoro sul progetto. Il Qr code andrà poi letto dalle forze dell’ordine, o chi per esse, con un’altra app. Sia Io sia Immuni andranno aggiornate a ridosso del debutto del certificato.

In Italia al momento ci sono tre documenti cartacei separati

Quanto al green pass nazionale, al momento in Italia ci sono tre documenti cartacei separati che possono essere presentati, laddove è richiesto o accettato: il documento che attesta l’inoculazione di almeno la prima dose del vaccino, il risultato negativo di un tampone (vincolante fin dalla prima ondata per entrare in svariati Paesi) e il referto della fine dell’infezione dal virus Sars-Cov-2.

Green pass nazionale: sì per le feste di nozze

Tramontato per ora il suo utilizzo per spostarsi nelle regioni arancioni e rosse. L'Italia è comunque tutta gialla e si sta avviando verso il bianco. Ma è necessario per visitare gli anziani nelle case di riposo (Rsa).

E servirà dal 15 giugno per partecipare alle feste di nozze. Allo studio il ricorso a questo certificato per partecipare ai concerti con capienza maggiore di quella attualmente consentita (fino a un massimo di mille spettatori in impianti all'aperto e fino a 500 al chiuso), e anche per entrare in discoteca.

Il Green pass dura 9 mesi (per ora)

Dai 6 mesi inizialmente previsti, la validità del green pass per i vaccinati è stata portata a 9 mesi, ovviamente a partire dalla «data del completamento del ciclo vaccinale». Per chi invece ha fatto solo la prima dose, il certificato rilasciato ha validità dal «quindicesimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale». Chi è guarito dal Covid ha diritto a un green pass valido per sei mesi a partire dalla data dell’avvenuta guarigione. Il tampone negativo è valido per sole 48 ore dal momento in cui si è sottoposti al test.

Con Astrazeneca, validità di un anno

Il green pass di chi viene vaccinato con Astrazeneca, la cui seconda dose al momento è somministrata circa 3 mesi dopo la prima, ha una validità di circa un anno. Il vaccino Pfizer prevede la seconda dose dopo circa 42 giorni, la durata del green pass potrebbe aggirarsi intorno al 10/11 mesi. Il vaccino Moderna ha il secondo richiamo a 42 giorni e la durata del green pass dovrebbe essere sui 10/11 mesi. Il vaccino Johnson&Johnson richiede una sola dose e la certificazione verde avrà validità di 9 mesi.

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