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Credito d'imposta sugli affitti, per gli alberghi tempo fino al 31 luglio

Con il decreto Sostegni Bis, lo sconto fiscale del 60% calcolato sul canone di locazione viene esteso a fine luglio per hotel, tour operator e agenzie di viaggio. Ma queste ultime chiedono sostegni veri, non palliativi

03 giugno 2021 | 12:13

Credito d'imposta sugli affitti, per gli alberghi tempo fino al 31 luglio

Con il decreto Sostegni Bis, lo sconto fiscale del 60% calcolato sul canone di locazione viene esteso a fine luglio per hotel, tour operator e agenzie di viaggio. Ma queste ultime chiedono sostegni veri, non palliativi

03 giugno 2021 | 12:13

Con l’approvazione del decreto Sostegni Bis, viene riproposto il credito d’imposta per gli affitti di immobili a uso non abitativo e per l’affitto d’azienda relativamente al periodo compreso fra gennaio e maggio 2021. Limite che viene esteso al 31 luglio per le imprese del settore turistico ricettivo. Per le agenzie di viaggio e i tour operator tuttavia, le novità comprese nel decreto sono solo palliativi, non aiuti seri. Un dibattito che si è acceso sin dall'inizio e che non cessa, così come non cessa la crisi del turismo il cui fatturato- secondo dati Istat - è sceso del -70,8% nel primo trimestre 2021 rispetto allo stesso periodo 2020. Il peggior andamento tra i servizi analizzati, dopo quello delle agenzie di viaggio e dei tour operator.

Con il decreto Sostegni Bis, hotel, alberghi, tour operator e agenzie viaggio hanno tempo fino al 31 luglio per richiedere il credito d'imposta sugli affitti Credito d'imposta sugli affitti, per gli alberghi tempo fino al 31 luglio

Con il decreto Sostegni Bis, hotel, alberghi, tour operator e agenzie viaggio hanno tempo fino al 31 luglio per richiedere il credito d'imposta sugli affitti


Dal decreto Rilancio a oggi, come è cambiato il credito d'imposta sugli affitti non abitativi

Ma come funziona il credito d’imposta? La misura è stata introdotta dal decreto Rilancio approvato a maggio dello scorso anno dal Governo Conte II e prevedeva inizialmente uno “sconto” fiscale del 60% sui canoni di locazione non abitativa relativi al periodo marzo-giugno a fronte di un calo di fatturato di almeno il 50% rispetto al 2019. Per quanto riguardava le imprese del settore turistico ricettivo, come hotel, alberghi, agenzie di viaggio, terme e agriturismi il periodo previsto era quello di aprile-luglio 2020 e valeva a prescindere dal volume di ricavi e compensi registrati nel periodo di imposta precedente. Mentre per gli affitti di ramo d’azienda, il credito d’imposta riconosciuto era del 30%. Il tutto considerando un tetto massimo di ricavi pari a 5 milioni di euro.

La prima modifica a questo meccanismo è stata introdotta con il decreto Agosto, sempre nel 2020. Per le imprese turistico ricettive la modifica significò l’aumento del credito d’imposta al 50% e lo prorogava fino al 31 dicembre dello scorso anno (lasciando invariate tutte le altre soglie). Con il successivo decreto di ottobre, il periodo di riferimento veniva ritoccato considerando anche il periodo ottobre-dicembre 2020, indipendentemente dai ricavi conseguiti per determinati codici Ateco, ossia: bar, ristoranti, alberghi, sale giochi. Infine, la legge di Bilancio 2021 ha previsto la proroga al 30 aprile 2021 del credito di imposta solo per le imprese turistico ricettive, agenzie di viaggio e tour operator a condizione che avessero registrato un calo dei corrispettivi o del fatturato pari al 50% rispetto al 2019.

Le novità del Sostegni Bis per le imprese turistico ricettive e non solo

Arriviamo così al decreto Sostegni Bis che, come detto in apertura, introduce delle novità utili al rilancio del comparto turistico:
  • viene spostato dal 30 aprile 2021 al 31 luglio 2021 il termine per la richiesta del credito d’imposta relativamente alle imprese turistico ricettive, agenzie di viaggio e tour operator;
  • la regola per beneficiare della misura resta la riduzione del 50% del fatturato rispetto al 2019.
Per quanto riguarda le altre categorie d’impresa, il credito d’imposta sugli affitti viene riconosciuto a:
  • esercenti di attività di impresa, arte e professione con ricavi o compensi fino a 15 milioni nel secondo periodo di imposta prima di quello di entrata in vigore del decreto (quindi 2019);
  • enti non commerciali, compresi quello del terso settore e quelli civilmente riconosciuti (senza riferimento al volume di ricavi/compensi).

La reazione negativa del turismo organizzato

Ma non è ancora sufficiente perchè IDiT Federturismo Confindustria, ASSOVIAGGI Confesercenti, ASTOI Confindustria Viaggi, FIAVET e FTO-Federazione Turismo Organizzato Confcommercio chiedono al Governo di adottare interventi su misura e di tenere in seria considerazione le specificità di questo comparto e del settore in generale. La devastante crisi che ha colpito il turismo più di qualsiasi altro settore non può essere risolta con misure inadeguate che rischiano di apparire come inutili palliativi.

La specifica misura di rifinanziamento del Fondo - ora dedicato a Tour Operator, Agenzie di Viaggio, Guide, Accompagnatori, Bus turistici e Imprese turistico-ricettive - con un incremento introdotto dal Sostegni Bis di soli 150 milioni di euro per il 2021 si rivela decisamente irrisorio, considerato che la platea dei beneficiari stimata è di circa 80mila imprese. Le somme stanziate sono assolutamente inadeguate per ristorare migliaia di imprese, che mediamente hanno perso quasi il 90% del proprio fatturato.

Le perdite 2020-2021

Va ricordato che solo il comparto del Turismo Organizzato nei primi 5 mesi del 2021 ha registrato una perdita di fatturato superiore a 5,5 miliardi di euro che si somma ai 12,5 miliardi persi nel 2020 e va evidenziato che tale perdita non solo è dovuta ad un inevitabile calo della domanda durante la pandemia, ma a decreti e provvedimenti governativi che hanno di fatto tenuto chiusi interi settori, tra i quali il turismo. È stata scelta legittimamente la strada delle chiusure, ma se un Governo chiude un settore per decreto, lo deve indennizzare. Ciò che la politica sembra non capire è che Agenzie di Viaggio e Tour Operator sono rimasti a fatturato zero per oltre un anno e mezzo e che la ripartenza - che tutti gli operatori attendono con ansia – non è dietro l’angolo, visto che la maggior parte delle mete estere sono ancora interdette. Per essere chiari, Agenzie di Viaggio e Tour Operator, anche quando hanno riaperto, non hanno generato fatturato a causa della mancanza di prodotto da vendere.  

Analogamente, il contributo a fondo perduto di cui all’art. 1, dedicato alle imprese in generale, nel Decreto Sostegni Bis ha ricalcato lo schema utilizzato in precedenza, consentendo l’accesso a chi abbia subito almeno il 30% delle perdite e ponendo il limite di 10 milioni di fatturato. Questo Decreto ha rinnovato, di fatto, l’iniquità del ristoro che non si concentra, come invece dovrebbe, sulle imprese che hanno subito perdite straordinariamente ingenti, quali i Tour Operator e le Agenzie di Viaggio che hanno registrato cali del 90% del proprio fatturato.

Se si analizza la situazione dei ristori previsti per il comparto dei Tour Operator e delle Agenzie di Viaggio, dall’inizio della pandemia ad oggi, si evidenziano dati sconfortanti, poiché solo la metà delle risorse stanziate sono arrivate nelle casse delle imprese. È davvero inconcepibile che ad oggi si sia ancora in attesa di queste risorse; le imprese sono stremate e questi gravissimi ritardi mettono in ginocchio molte aziende e famiglie.    

Le associazioni del turismo organizzato richiedono pertanto un rifinanziamento del Fondo di almeno 500 milioni di euro da destinare in via esclusiva alla parziale copertura delle perdite registrate dalle agenzie di viaggio e tour operator nel secondo semestre del 2020 e nei primi sei mesi del 2021.

Il timore di aiuti pubblici sperperati

Ma a proposito di aiuti pubblici c'è chi si preoccupa di quello che sta accadendo oggi guardando a quanto successo in passato con iniziative pubbliche per il turismo. «Italia.it ed ha raccolto una serie di fallimenti, documentati da una ricca stampa in proposito, con uno spreco di risorse pubbliche enorme. Questa esperienza ha dimostrato che non serve approfittare dello spirito nazionalistico del settore che ciclicamente riemerge, per creare un mostro pubblico», a spiegarlo è Matteo Fici, responsabile Turismo di Assoprovider e cofondatore con Giusi Carioto della piattaforma di Turismo Esperienziale, Tedtrip.

Il riferimento è al portale pubblico italiano lanciato nel 2004 che ambiva a sostituire i portali turistici privati, al quale Assoprovider aveva subito manifestato la sua contrarietà. E dopo 16 anni Italia.it non ha prodotto i risultati sperati. Oggi un’esperienza simile rischia di nascere con il progetto di Hub, un altro portale per il turismo nazionale che ricorda tanto Italia.it e che è stato presentato a Bruxelles all’interno del Pnrr, il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, con sovvenzioni investimenti annui: 6 milioni di euro per il 2021, 24 nel 2022, 33 nel 2023, 27,1 nel 2024, 16,3 nel 2025 e 7,1 nel 2026.

Cos’è l’Hub del Turismo inserito nel PNRR

Nella visione del Governo, l’Hub sarà un piattaforma web dedicata di turismo digitale. Il portale che sarà promosso da Enit dovrebbe essere uno strumento a supporto degli operatori turistici di piccole e medie dimensioni nelle zone più arretrate del Paese. Un Digital Hub inoltre che nelle intenzioni vuole concentrarsi su due tipologie di servizi, mirati agli operatori e ai turisti.

Sono tre invece le proposte che Assoprovider in collaborazione con Tedtrip lanciano per affrontare la crisi del turismo italiano e contribuire a rilanciarlo:

1.    Finanziamenti mirati allo sviluppo di piattaforme private di booking con un alto conversion rate, sempre più integrate con i territori;
2.    Formazione del personale impegnato nel comparto turistico, soprattutto sul fronte del turismo esperienziale, un modello che rappresenterà il futuro del turismo;
3.    Finanziamenti a fondo perduto per favorire investimenti nel turismo, promossi attraverso Invitalia, a una platea ampia di possibili nuovi attori del turismo, senza limiti di età.


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