Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
martedì 07 dicembre 2021 | aggiornato alle 17:02 | 80089 articoli in archivio

Altra protesta sull’A1. I ristoratori: «Siamo discriminati dal Governo»

Nuova protesta dei ristoratori di TNI, dove è stato investito anche un ristoratore emiliano, che contestano le nuove aperture stabilite dal governo. Blocco anche a Torino e sulla E45. Tra le richieste: no al coprifuoco, dal 25 aprile apertura a pranzo e a cena sia dentro sia fuori, no al distanziamento di 2 metri, no al pass vaccinale. Il fermo è durato 5 ore

19 aprile 2021 | 12:32

Altra protesta sull’A1. I ristoratori: «Siamo discriminati dal Governo»

Nuova protesta dei ristoratori di TNI, dove è stato investito anche un ristoratore emiliano, che contestano le nuove aperture stabilite dal governo. Blocco anche a Torino e sulla E45. Tra le richieste: no al coprifuoco, dal 25 aprile apertura a pranzo e a cena sia dentro sia fuori, no al distanziamento di 2 metri, no al pass vaccinale. Il fermo è durato 5 ore

19 aprile 2021 | 12:32

Almeno la data per la ripartenza c’è: il 26 aprile. Ma basta? In effetti, sono tante le contraddizioni in merito alle decisioni del Governo, da cui nascono anche diverse discriminazioni. Tanti perché, dunque, ancora nella testa dei ristoratori, ormai allo stremo e che chiedono soltanto di lavorare, contestando le nuove aperture stabilite dal governo. Come hanno fatto ancora oggi i ristoratori di Tni Italia (Tutela nazionale Imprese) che hanno bloccato per 5 ore l'A1 vicino all'uscita di Incisa (Firenze), prima in sud e poi in entrambe le direzioni. Una protesta nata dalla disperazione di non essere ascoltati e compresi e culminata con un ristoratore di Sassuolo, Antonio Alfieri, investito da un’autoc he non si è fermata. Altre proteste anche sulla tangenziale di Torino e sulle E45. 

A questo si doveva arrivare? Forse ora si vedrà la situazione in cui si trova la categoria? Tra le richieste di Tni, particolare: no al coprifuoco, dal 25 aprile apertura a pranzo e a cena sia dentro sia fuori i locali («Sono il 25% i ristoranti che in Italia non hanno tavoli all'aperto», dicono) e ancora: «Non vogliamo il distanziamento di 2 metri, non vogliamo il pagamento solo con il Pos (cioè un pagamento elettronico ndr), vogliamo tavoli anche per i frequentatori abituali, non più solo congiunti, chiediamo i voucher emergenziali, la moratoria legge Bersani fino al 2023, no al pass vaccinale, l'abolizione tetto del 30% per gli indennizzi».

I manifestanti hanno inscenato un pranzo all'aperto sulla corsia autostradale con tanto di tavolo apparecchiato Fonte La Repubblica Firenze Altra protesta sull’A1, ristoratori: «Discriminati dal Governo»
I manifestanti hanno inscenato un pranzo all'aperto sulla corsia autostradale con tanto di tavolo apparecchiato Fonte La Repubblica Firenze

Naccari: Riaprire a fine maggio è inaccettabile

«È inaccettabile - ha spiegato il presidente di Tni, Pasquale Naccari - Le aperture dovrebbero essere verso fine maggio. È un evidente segnale di chiusura nei confronti di tutte le attività commerciali. Ormai siamo allo sfascio, si riesce ad aprire più tardi dell'anno scorso, quando non si conosceva il virus e non c'erano i vaccini. L'Italia è allo sbando e viaggia senza direzione. Noi non lo accetteremo e non aspetteremo per dimostrarlo. La sofferenza è troppo alta, la gente non ce la fa più. O si apre e si dà un segnale oppure ognuno prenderà la propria strada assumendosene la responsabilità. Non ne possiamo più di vane promesse, siamo pronti a nuove, eclatanti dimostrazioni di protesta in tutta Italia già nei prossimi giorni. L'Italia s'è desta. Ci sono imprenditori gente stanca di subire, che vorrebbe riaprire e tornare a lavorare, rispettando i protocolli di autogrill e mense. Vorrebbero lavorare, e non all'esterno col freddo».

Perché far saltare la spina dorsale delle partite Iva italiane?

Alla protesta ha partecipato anche Ermes Ferrari, il ristoratore modenese che a Roma il 6 aprile era vestito da sciamano come Jake Angeli a Capitol Hill: «Mentre la gente piangeva davanti al Parlamento e chiedeva un aiuto - ha detto - tutti si sono concentrati "solo" su un cappello e due corna. Non ne possiamo veramente più dovete farci riaprire, perché veramente questo è un disegno criminale per far saltare la spina dorsale delle partite Iva italiane. Non è vero che siamo evasori, perché noi siamo la dorsale dell'Italia».


Un manifestante è stato investito da un'auto che ha forzato il posto il blocco Altra protesta sull’A1, ristoratori: «Discriminati dal Governo»
Un manifestante è stato investito da un'auto che ha forzato il posto il blocco

Investito un ristoratore emiliano

Durante la manifestazione l'autostrada A1, all'altezza del casello di Incisa, è stata poi bloccata in entrambe le direzioni dai ristoratori in protesta che hanno fermato il traffico e poco prima delle 10, Antonio Alfieri, che stava protestando vicino alla corsia di emergenza, cercando di bloccare una macchina, è stato investito riportando una ferita alla spalla. L'automobilista è stato fermato poco dopo e identificato all'altezza del casello di Barberino del Mugello (Firenze) sulla A1 in direzione Nord da una pattuglia della polizia stradale di Firenze Nord.

Dopo l'incidente, il presidente di Tni Italia, Pasquale Naccari, ha interrotto la diretta Facebook dal luogo del blocco.

Ristoratori e partite Iva bloccano tangenziale Torino

Protesta dei ristoratori e delle partite Iva che, con una trentina di veicoli, hanno bloccato il traffico sulla tangenziale di Torino, in direzione sud all'altezza dello svincolo della Statale 24 a Collegno (Torino). "Vogliamo chiarezza e tornare a lavorare la sera", spiega un portavoce degli organizzatori della protesta. I manifestanti usciti allo svincolo del Sito Interporto, hanno invertito la marcia viaggiando in direzione nord e fermandosi prima dello svincolo Allamano, a Rivoli. La manifestazione è poi proseguite fino a un autogrill.


Bloccata per 20 minuti la E45

Carreggiata nord della E45 bloccata per una ventina di minuti stamani alle porte di Perugia nell'ambito delle proteste del mondo della ristorazione per la situazione economica legata al Covid e per chiedere la riapertura delle attività. La circolazione è ora tornata normale. Il blocco è stato attuato nella zona di Ponte San Giovanni da sette-otto auto. E' intervenuto personale della digos della questura di Perugia che ha identificato i manifestanti.

© Riproduzione riservata

 
Voglio ricevere le newsletter settimanali