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Deliveroo, debutto flop in Borsa. Tutti i dubbi degli investitori

Nonostante una capitalizzazione di 7,59 miliardi e una raccolta di oltre 1,5 miliardi, la quotazione della società di food delivery non ha scaldato il mercato. Struttura societaria e contratto rider i nodi da sciogliere

31 marzo 2021 | 12:20

Deliveroo, debutto flop in Borsa. Tutti i dubbi degli investitori

Nonostante una capitalizzazione di 7,59 miliardi e una raccolta di oltre 1,5 miliardi, la quotazione della società di food delivery non ha scaldato il mercato. Struttura societaria e contratto rider i nodi da sciogliere

31 marzo 2021 | 12:20

Dopo gli annunci pirotecnici, con previsioni e stime a cifre monstre, il giorno della quotazione di Deliveroo sulla Borsa di Londra si è rivelato un mezzo fallimento. Certo, la piattaforma di food delivery ha comunque raccolto 1,5 miliardi di sterline per una capitalizzazione di 7,59 miliardi. Ma si tratta comunque di un risultato deludente, con il titolo che è arrivato a perdere anche il 30% del suo valore (pari a 3,9 sterline per azione) nelle prime ore di contrattazione.

Il fondatore di Deliveroo, Will Shu presenzia la quotazione della società in Borsa Deliveroo, debutto
Il fondatore di Deliveroo, Will Shu presenzia la quotazione della società in Borsa

Dubbi sulla struttura dell'azionariato

Diversi gli elementi che hanno pesato sulla fredda accoglienza del mercato. In primo luogo, c’è una questione tecnica che ha a che vedere con la struttura dell’azionariato formata da due classi di azioni. Una modalità che consentirà al fondatore Will Shu di mantenere il controllo della compagnia pur detenendo solo il 6,3% del capitale. Le azioni di classe B, ognuna delle quali varrà per 20 voti, sono tutte nelle tasche del fondatore, mentre le azioni di classe A, che varranno un voto ciascuna, saranno distribuite ai sottoscrittori. Così Shu manterrà il 57,5% dei diritti di voto per tre anni dalla quotazione, quando tutte le azioni di classe B saranno automaticamente convertite in titoli di classe A.

Contratto rider, fra accordi e proteste

Secondariamente, il tema del contratto di lavoro dei rider renderebbe difficile investire in Deliveroo e rispettare i principi di sostenibilità con cui sempre più operatori dirigono le proprie operazioni. Tema che in Italia, per esempio, ha toccato i suoi picchi negli ultimi giorni con il primo accordo fra Assodelivery e sindacati per uno schema di contratto subordinato, la decisione di Just Eat di regolarizzare 4mila fattorini e le proteste dell’Ugl (sindacato di base) a favore del contratto autonomo.

Il delivery è un mercato in espansione

Nonostante ciò, Deliveroo ha bisogno di capitali per continuare a crescere e portare online il mondo del cibo. Il trend del cibo a domicilio, d’altronde, era ben marcato già prima della pandemia, evento che non ha fatto altro che accelerare (causa confinamento domestico) l’adozione di soluzioni digitali. «Ci sono 21 occasioni di pasto in una settimana se si considerano i tre momenti principali di una giornata (colazione, pranzo e cena, ndr). Adesso, meno di una di queste 21 operazioni commerciali avviene online. Noi siamo al lavoro per cambiare questa dinamica. Continueremo a investire in innovazione per migliorare ulteriormente il nostro marketplace principale per i consumatori, i ristoranti, i supermercati e i rider», ha comunicato l’azienda in una nota.

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