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I ristoranti pronti alla class action. Con gli hotel chiusi -3 punti di Pil

Tra le richieste di Ristoworld Italy un circuito Covid-free e date certe per la riapertura. Il rapporto del Centro Studi di Confindustria conferma il ruolo fondamentale del turismo per l'economia italiana. Tutto il mondo dell'accoglienza vuole certezze e chiede una data per poter programmare come riprendere il lavoro

10 aprile 2021 | 16:08
Ristoworld Italy pronti ad avviare azioni legali a favore della Ristorazione e dell’indotto I ristoranti pronti alla class actionCon gli  hotel chiusi -3 punti di Pil
Ristoworld Italy pronti ad avviare azioni legali a favore della Ristorazione e dell’indotto I ristoranti pronti alla class actionCon gli  hotel chiusi -3 punti di Pil

I ristoranti pronti alla class action. Con gli hotel chiusi -3 punti di Pil

Tra le richieste di Ristoworld Italy un circuito Covid-free e date certe per la riapertura. Il rapporto del Centro Studi di Confindustria conferma il ruolo fondamentale del turismo per l'economia italiana. Tutto il mondo dell'accoglienza vuole certezze e chiede una data per poter programmare come riprendere il lavoro

10 aprile 2021 | 16:08

Essere ascoltati e avere delle certezze: lo stanno chiedendo da mesi e in tutti i modi (spesso anche non legali, a sottolineare la disperazione che si è ormai raggiunta) i lavoratori della ristorazione e del turismo al Governo. Che ora sono pronti a intervenire con class action e azioni legali se non riceveranno risposte. Questo è, infatti, l’intento di Ristoworld Italy, l’associazione di cucina, turismo e difesa del made in Italy, che tramite lo studio legale Giuseppe Emanuele Greco di Palermo ha inviato le sue richieste alle massime autorità dello Stato: adottare, come Italia a Tavola a sostenuto da tempo, un circuito “Covid-free” in cui le attività di ristorazione e quelle connesse certifichino l'adesione a tutte le forme di misure di sicurezza anti-Covid previste, per consentire un accesso in sicurezza ai locali (anche tramite passaporto vaccinale) e, dunque, una riapertura graduale ma certa e il riavvio delle attività generali della ristorazione. Ma servono anche, come sottolinea Maria Carmela Colaiacovo, vice presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi, liquidità alle imprese, allungamento delle garanzie e assicurare sostegni in grado di coprire almeno parte delle perdite. Il tutto subito anche perché orami è certo con lo stop a questi settori crolla il Pil italiano (ben 3 dei punti persi dal nostro Pil, sono da attribuire al crollo del turismo in Italia). E il Governo non può non vederlo.

Ristoworld Italy pronti ad avviare azioni legali a favore della Ristorazione e dell’indotto I ristoranti pronti alla class actionCon gli  hotel chiusi -3 punti di Pil
Ristoworld Italy pronti ad avviare azioni legali a favore della Ristorazione e dell’indotto

Ristorazione sul piede di guerra

Quello che è certo è che i lavoratori non mollano e tra proteste (l’ultima in ordine di tempo è quella in Piazzetta a Capri a cui hanno partecipato oltre 200 persone) e richieste esplicite (non è la prima volta che Ristoworld scrive al Governo lamentando l’inutilità degli aiuti messi in campo e l’assoluta mancanza di rispetto per le categorie costrette alla chiusura, dopo avere peraltro realizzato i costosi adeguamenti richiesti dalle normative) sono motivati ad avere delle risposte in vista dell’estate. Ricordando che questi sono i mesi più importanti anche per una settore nel settore: quello dei matrimoni.

Il vuoto totale dei matrimoni

«Questo assordante silenzio è riuscito a trasformare uno dei momenti più belli per i futuri sposi e le famiglie, quello appunto delle tappe di avvicinamento al grande evento – commenta il presidente Ristoworld, Marcello Proietto di Silvestro –, in un vero e proprio incubo. E i ristoratori, operatori della banchettistica e del catering e tutto l’indotto (fotografi, fiorai, auto, musica, animazione, servizi in generale) vivono in un totale deliriocon cancellazioni di date, corse all’acquisto delle materie prime senza una politica di risparmio e con inevitabili maggiorazioni, sconquasso totale delle politiche di occupazione con migliaia di lavoratori a casa e senza prospettive».

Pronti ad azioni legali

«Assistiamo a questo osceno balletto di competenze e da mesi chiediamo provvedimenti seri e concreti a favore della ristorazione e del turismo messi a dura prova dalla pandemia e dagli effetti nefasti di chiusure ingiustificate e non suffragate da nessuna evidenza scientifica. Fino a questo momento abbiamo avuto un atteggiamento prudente e con grande senso di responsabilità abbiamo lavorato per riportare la calma nei momenti critici: adesso la situazione è diventata esplosiva. Gli operatori della ristorazione – conclude il presidente Proietto di Silvestro - vogliono risposte concrete e date certe sulla riapertura: lo merita un comparto produttivo che assieme al turismo rappresenta la corazzata dell’economia italiana che sta affondando nell’indifferenza generale».

E se fra 15 giorni non ci saranno risposte, avvisa l’avvocato Giuseppe Greco, anche ipotizzando un costituendo tavolo tecnico, l’unica strada percorribile rimarrà quella legale.

Situazione drammatica

Che la situazione sia disastrosa è ormai chiaro a tutti. Ma se non bastasse il Centro Studi di Confindustria ha presentato oggi il Rapporto di previsione “Liberare il potenziale italiano. Riforme, imprese e lavoro per un rilancio sostenibile”. Un’analisi dell’economia italiana nel biennio 2021 e 2022, che analizza gli andamenti attesi di Pil, consumi, investimenti, export, lavoro e finanza pubblica.

Nell’ambito della ricerca, un ampio capitolo è dedicato al turismocon un’attenta analisi della drammatica crisi che sta attraversando il comparto e sul riflesso che questo sta determinando su molti altri settori produttivi del Paese.

Tre punti persi del Pil dipendono dalla crisi del turismo

Dall’analisi ben 3 dei punti persi dal nostro Pil, sono da attribuire al crollo del turismo in Italia, in particolare del turismo internazionale che è stato azzerato dalla crisi. Un dato questo che sta incidendo pesantemente anche sui dati dell’export italiano, in ripresa per la vendita all’estero di beni, ma ancora in forte sofferenza per i servizi a causa del turismo, con evidenti impatti sulla nostra bilancia dei pagamenti.

La fotografia scattata dal Centro Studi inquadra perfettamente la forte crisi che colpisce le strutture alberghiere vittime del drastico calo delle presenze. Uno stop ai viaggi che ha riguardato il segmento leisure ma ancora di più il turismo internazionale e quello business insieme a fiere, meeting e congressi.

Il turismo genera indotto anche negli altri comprati

Una ripartenza, quella del turismo, necessaria quanto prima, sia per la rilevanza del settore e la salvaguardia delle imprese, che per l’impatto positivo sull’occupazione che può determinare. Ma anche per la capacità del turismo di generare valore in altri comparti dell’economiaiItaliana. Dall’analisi per ogni euro investito nel turismo, si genera 0.20 euro nel resto dell’industria, 0.10 nei servizi e 0.5 nell’agricoltura.

Date certe e liquidità subito

Un aspetto questo che identifica il settore come una delle principali componenti del rilancio dell’economia nazionale.
«Le conclusioni sono quelle che stiamo chiedendo da tempo al Governo – dichiara Maria Carmela Colaiacovo, vice presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi - Subito una data delle riaperture. Non possiamo perdere ulteriormente terreno rispetto ad altri Paesi europei che lo hanno già fatto e che stanno già portando via fette importanti di mercato. Liquidità alle imprese, allungamento delle garanzie e assicurare sostegni in grado di coprire almeno parte delle perdite. Nel medio periodo: ridisegnare il settore in chiave di sostenibilità, in coerenza con gli obiettivi di Next Generation Eu, favorendo anche l’innalzamento del livello di digitalizzazione per potenziare la capacità e l’efficacia della presenza on line delle imprese. Il lavoro svolto dal Centro Studi ha sottolineato con ancora più forza il ruolo centrale e strategico del nostro settore per l’economia del Paese. Un messaggio chiaro che riconosce nella ripartenza del turismo un cardine fondamentale capace di sostenere la stessa ripartenza economica dell’Italia con più rapidità e maggiore spinta».

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