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Inizia la vendemmia 2021 e l'export di vino italiano (finalmente) cresce

Il vino made in Italy torna a far registrare risultati importanti sul mercato estero con un +4% all'attivo nonostante alcune problematiche politiche. Intanto, sotto i migliori auspici, oggi si inizia a raccogliere l'uva

 
02 agosto 2021 | 15:37

Inizia la vendemmia 2021 e l'export di vino italiano (finalmente) cresce

Il vino made in Italy torna a far registrare risultati importanti sul mercato estero con un +4% all'attivo nonostante alcune problematiche politiche. Intanto, sotto i migliori auspici, oggi si inizia a raccogliere l'uva

02 agosto 2021 | 15:37
 

Lestate che ha portato ad una stabile riapertura dei ristoranti e una campagna vaccinale in crescita spingono in alto il mercato del vino, anche all’estero. Secondo un’analisi della Coldiretti le esportazioni di vino italiano riprendono slancio dopo un anno di sofferenza e nel 2021 registrano un balzo del +4% in valore. Un dato che dà morale proprio al via della vendemmia 2021.

Via alla vendemmia Inizia la vendemmia 2021 e l'export di vino italiano (finalmente) cresce

Via alla vendemmia

Il mercato

A trainare le bottiglie italiane oltre confine nel 2021 sono in particolare i consumatori europei e proprio in Francia, nel regno dello Champagne, le etichette Made in Italy fanno registrare un +12,5%, in Russia addirittura +32%, mentre la Germania cresce del +4% ma su valori che ne fanno il primo mercato del vino tricolore nel Vecchio Continente. Note dolenti arrivano dalla Gran Bretagna dove le bottiglie Made in Italy sono state stritolate nella morsa formata dalla pandemia con la variante Delta in piena esplosione e dalle difficoltà legate alla Brexit con un calo di quasi il 12% nelle vendite, anche se il Paese si posiziona al secondo posto tra i clienti più appassionati, in particolare del Prosecco. Le criticità maggiori, per chi esporta verso il Regno Unito interessano le procedure doganali e riguardano anche l’aumento dei costi di trasporto dovuti a ritardi e maggiori controlli. Una situazione peraltro che rischia di favorire l’arrivo di contraffazioni ed imitazioni favorite dalla deregulation e non è un caso che proprio nei pub inglesi sono state smascherate le vendite di falso prosecco in lattina o alla spina.

E fuori dall'Europa?

Nel resto del mondo il mercato cinese, che è stato il primo a uscire dall’incubo Covid, fa registrare nel 2021 un balzo del +75% negli acquisti di vino italiano mentre continua la frenata degli Stati Uniti, dove i calici italiani sono da sempre fra i più apprezzati, ma dove gli effetti dell’emergenza sanitaria continuano a pesare. Infatti le vendite di vino italiano negli Usa sono calate del 3% in valore anche sotto la spinta della concorrenza dei vino francese che non è più gravato da dazi aggiuntivi dopo l’entrata in vigore l’11 marzo 2021 dell’accordo tra il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente Usa Joe Biden sulla sospensione di tutte le tariffe relative alle controversie Airbus-Boeing.

La ripresa complessiva delle esportazioni è accompagnata dalla crescita dei consumi interni con un aumento record degli acquisti domestici di vini e spumanti del 21,3% nel primo trimestre del 2021 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea. Il risultato è una aumento del fatturato che è stimato dalla Coldiretti pari a 11 miliardi di euro nel 2021.

Gioca e Parti

Le preoccupazioni

A preoccupare sono anche le nuove politiche europee come la proposta di mettere etichette allarmistiche sulle bottiglie per scoraggiare il consumo o anche il via libera dell’Unione Europea a nuove pratiche enologiche come la dealcolazione parziale e totale che secondo la Coldiretti rappresenta un grosso rischio e un precedente pericolosissimo permettendo di chiamare ancora vino un prodotto in cui sono state del tutto compromesse le caratteristiche di naturalità per effetto di un trattamento invasivo che interviene nel secolare processo di trasformazione dell’uva in mosto e quindi in vino. Particolarmente grave è la decisione di considerare i vini de-alcolati e parzialmente de-alcolati come prodotti vitivinicoli e di consentire tale pratica anche per i vini a denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta.

Vendemmia al via sotto buoni auspici

E, come detto, da oggi ecco la vendemmia. L'appuntamento, nell'azienda agricola "Dei Principi di Spadafora" Comune di Monreale (Contrada Virzì tra Alcamo e Camporeale), segna l'inizio della raccolta lungo la Penisola con la vendemmia delle uve bianche Chardonnay, per un settore del vino strategico per il fatturato e l'export di tutto l'agroalimentare Made in Italy. La vendemmia, secondo la Coldiretti, parte con buone condizioni in vigna al sud, segnato da temperature elevate, mentre al nord sono rientrati gli effetti delle gelate primaverili e della grandine che ha colpito aree circoscritte e limitate.

Lo scorso anno, sottolinea l'associazione, il Veneto è stata la principale regione produttrice seguita da Puglia, Emilia Romagna e Sicilia, che insieme garantiscono circa i 2/3 della produzione Made in Italy. A fronte della forte riduzione delle vendite nel canale della ristorazione a seguito delle chiusure per l'emergenza Covid, secondo l'analisi Coldiretti su dati Ismea, si è verificato un aumento degli acquisti domestici di vino e spumanti dell'8,1% rispetto all'anno precedente.

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