Quanto sia poi destinato a crescere ancora questo mercato alla luce dell'accordo di libero scambio Ceta , ratificato lo scorso anno, l'Alleanza cooperative agroalimentari lo ha chiesto alle principali cantine associate presenti sul mercato canadese. «Dalle analisi dei dati di vendita delle nostre cantine - spiega Ruenza Santandrea , coordinatrice Vino dell’Alleanza cooperative Agroalimentari - non emergono ancora, ad oggi, incrementi di export significativi. Ciò è dovuto al fatto che il Canada è dominato da due monopoli, il Quebec e l’Ontario, che importano vini e li distribuiscono sul mercato interno. L’abolizione dei dazi, di cui sono i monopoli a beneficiare in maniera diretta, consentirà loro di immettere sul mercato vini a prezzi più bassi, mantenendo intatti i propri margini (il sistema dei monopoli serve infatti al governo canadese per coprire la spesa sanitaria). Non appena i vini italiani costeranno di meno, potremmo realisticamente avere, come effetto indiretto, un aumento nel medio-lungo periodo della domanda dei consumi da parte dei canadesi». Ruenza Santandrea «In tal senso - conclude Santandrea - sarà fondamentale continuare a lavorare affinché, pur in presenza di un mercato caratterizzato da una parziale chiusura dovuta alla presenza dei monopoli, vengano progressivamente innalzate le quote di importazioni di vino dedicata all’Europa».