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Il virus infetta pure l'export di vino: calo del 3,2%, prima volta in 30 anni

L'allarme della Coldiretti per un settore che realizza oltre metà del fatturato proprio all’estero: 6,4 miliardi su un totale di 11. Secondo il presidente Prandini serve un piano strategico per l'internazionalizzazione.

 
11 novembre 2020 | 18:19

Il virus infetta pure l'export di vino: calo del 3,2%, prima volta in 30 anni

L'allarme della Coldiretti per un settore che realizza oltre metà del fatturato proprio all’estero: 6,4 miliardi su un totale di 11. Secondo il presidente Prandini serve un piano strategico per l'internazionalizzazione.

11 novembre 2020 | 18:19
 

La peggiore pandemia degli ultimi 102 anni ha provocato anche una storica inversione di tendenza, senza precedenti. Il coronavirus ha fatto registrare infatti per la prima volta in 30 anni una frenata dell’export del vino, con un calo del 3,2% in valore nei primi sette mesi del 2020.


Per colpa del coronavirus cala per la prima volta in 30 anni l'export di vino italiano - Il virus infetta pure l'export di vino: calo del 3,2%, prima volta in 30 anni
Per colpa del coronavirus cala per la prima volta in 30 anni l'export di vino italiano

Il dato emerge da un'analisi di Coldiretti che ha promosso l’incontro “Covid, la sfida del vino Made in Italy”. Con il moltiplicarsi dei Paesi che hanno adottato misure di contenimento con la chiusura di bar e ristoranti è salito il conto dei danni alle esportazioni di vino italiano che è il più bevuto nel mondo.

Germania, Stati Uniti e Regno Unito che rappresentano i principali mercati di sbocco delle bottiglie tricolori sono infatti in sofferenza - precisa la Coldiretti - per il rapido diffondersi del virus che rischia di compromettere anche gli ordini per la fine dell’anno.

Il terremoto sull’economia mette in pericolo il fondamentale motore generato dal vino italiano che realizza oltre la metà del fatturato proprio all’estero. Nel 2019 infatti le esportazioni sono risultate pari a 6,4 miliardi su un totale di 11 miliardi di ricavi, che hanno sviluppato 1,3 milioni di posti di lavoro lungo la filiera, ora in pericolo.

Siamo leader mondiali davanti alla Francia
Un duro colpo per l’Italia che ha una produzione di oltre 46 milioni di ettolitri nella vendemmia 2020 che conferma il proprio ruolo di leader mondiale davanti alla Francia. Un primato consolidato grazie a 504 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi, sottolinea la Coldiretti, con le bottiglie Made in Italy destinate per circa il 70% a Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% per i vini da tavola.
 
il presidente della Coldiretti Ettore Prandini ha spiegato che «grazie all'azione di Coldiretti sono state adottate varie misure finalizzate a dare liquidità ai produttori e ridurre le giacenze di vini e di uve della nuova vendemmia, ma anche sgravi contributivi, incentivi all’acquisto di vino e prodotti italiani». Resta comunque «incertezza e preoccupazione fra gli imprenditori, anche se l’Italia ha le potenzialità per ripartire meglio degli altri».

Serve una migliore strategia verso i mercati stranieri
Prandini ha continuato sottolineando che «l’internazionalizzazione è una scelta obbligata per il nostro Paese che deve cogliere questo momento di crisi per mettere a punto una strategia più incisiva di presenza sui mercati stranieri». Insomma «vanno aiutate le imprese a superare questo difficile momento e va preparata la ripresa con un piano straordinario di internazionalizzazione».

In che modo? «Anche con la creazione di nuovi canali commerciali e una massiccia campagna di comunicazione superando l’attuale frammentazione e dispersione delle risorse puntando, in primo luogo, a una regia nazionale attraverso un’agenzia unica che accompagni le imprese in giro nel mondo, valorizzando il ruolo strategico dell’Ice, l'Istituto nazionale per il commercio estero, e con il sostegno delle ambasciate».

Primo rappresentante agricolo nel cda dell'Ice
Secondo la Coldiretti «in questo contesto un primo obiettivo è stato raggiunto con la presenza di Josè Rallo come primo rappresentante agricolo nel consiglio di amministrazione dell’Ice che viene proprio dal mondo del vino ma anche con l’arrivo per la prima volta nelle ambasciate italiane della figura del Consigliere diplomatico agricolo come abbiamo chiesto».

Serve poi «recuperare i ritardi strutturali e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo. Una mancanza che ogni anno rappresenta per il nostro Paese un danno in termini di minor opportunità di export e una “bolletta logistica” più pesante per la movimentazione delle merci».

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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