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PrimAnteprima, 12 Consorzi in luce. E i vini toscani vincono pure pure in Gdo

L'evento di avvio della Wine Week 2021 di Firenze ha messo in mostra 12 fra i Consorzi più dinamici per un totale di 170 aziende e 400 etichette. Occasione per fare un bilancio: nel 2020 +19% nella Gdo

 
14 maggio 2021 | 19:08

PrimAnteprima, 12 Consorzi in luce. E i vini toscani vincono pure pure in Gdo

L'evento di avvio della Wine Week 2021 di Firenze ha messo in mostra 12 fra i Consorzi più dinamici per un totale di 170 aziende e 400 etichette. Occasione per fare un bilancio: nel 2020 +19% nella Gdo

14 maggio 2021 | 19:08
 

Inaugurata ufficialmente la Wine Week 2021 di Firenze. Alla Fortezza da Basso, ha preso il via il 14 maggio la kermesse dedicata alle degustazioni in anteprima dei vini della stagione. La PrimAnteprima è stata dedicato a un pubblico di esperti e critici enologici e ha rappresentato anche l'occasione per fare il punto sul mercato dei vini toscani.

Degustazioni in corso al PrimAnteprima che ha dato avvio alla Wine Week 2021 in Toscana PrimAnteprima, 12 Consorzi in luce E i vini toscani vincono pure in Gdo

Degustazioni in corso al PrimAnteprima che ha dato avvio alla Wine Week 2021 in Toscana


In mostra 12 Consorzi, 400 etichette e 170 aziende

Con 400 etichette e 170 aziende produttrici presenti, l'avvio dell'edizione 2021 della Wine Week è stato nel segno della resilienza (-9% per l'export), del mercato interno (+11% di vendite), della digitalizzazione e dell'enoturismo come forma di wellbeing esperenziale. A tirare le fila dell'evento: Regione Toscana insieme a Camera di Commercio di Firenze, PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana.

Sono stati 12 i Consorzi toscani più promettenti protagonisti del PrimAnteprima:
  • Bianco di Pitigliano e Sovana,
  • Candia dei Colli Apuani,
  • Carmignano, Chianti Rufina,
  • Colline Lucchesi,
  • Cortona,
  • Maremma Toscana,
  • Montecucco,
  • Orcia,
  • Terre di Pisa,
  • Val di Cornia e Suvereto,
  • Valdarno di Sopra.
Ciascuno pronto a presentarsi ai giornalisti presenti e al pubblico collegato in diretta streaming attraverso mini talk di 15 minuti, dal Teatrino Lorenese della Fortezza da Basso, con la moderazione di Tinto di Decanter - Radio2. Obiettivo della giornata: far scoprire le nuove annate e le riserve delle aziende fra le più dinamiche e promettenti del panorama regionale.

Il punto sul mercato: vendite retail a +11%, ma in Gdo toccano il +19%

L'occasione della presentazione è stata sfruttata anche per fare il punto sul mercato. Lo stop imposto al settore Horeca a livello globale nel 2020 ha fatto rallentare l'export dei vini made in Tuscany (758mila ettolitri esportati, il 9% in meno rispetto al 2019), ma le vendite retail in Italia sono balzate in avanti con un +11%, a fronte di un +5,3% della media nazionale. Il “distacco” dalle altre Dop si conferma anche nei primi tre mesi del 2021, periodo in cui i vini toscani di qualità sono entrati nelle case degli italiani attraverso la grande distribuzione segnando un incremento delle vendite addirittura del 19%.

Il nuovo consumatore

Molto interessante l'evoluzione del consumatore tipo dei vini Dop toscani, da sempre adulto, con reddito medio-alto e residente nel Centro Nord. Nel 2020, spiega ancora il rapporto Ismea, si è assistito invece a un netto recupero di interesse da parte degli under 35, il cosiddetto segmento “pre family” (+81%) e una spinta espansiva anche nelle regioni meridionali (+23%).

Digitalizzazione ed enoturismo, uno tira l'altro

E-commerce, home delivery, virtual tasting e digital B2B: anche il futuro del vino sarà digital. Tra un lockdown e l'altro, le aziende vinicole si sono rese conto della necessità di un upgrade tecnologico. Secondo Ismea, che ha effettuato un'indagine su 313 imprese vitivinicole italiane, in 185 hanno attivato l'e-commerce per fare fronte alle limitazioni imposte dal Coronavirus.

La digitalizzazione incentiva anche l'enoturismo che coinvolge un numero sempre maggiore di persone (+10% sul 2019) anche a fronte di un calo medio del -27% sul numero delle esperienze fruite rispetto a due anni prima. Lo si legge nel Rapporto sul Turismo enogastronomico italiano 2021 a cura di Roberta Garibaldi, che delinea interessanti tendenze.


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