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lunedì 02 marzo 2026  | aggiornato alle 19:22 | 117746 articoli pubblicati

Altro che muscoli: l’eleganza dell’Amarone Bertani e del St. Regis

Fondata nel 1857, Cantina Bertani ha costruito il mito dell’Amarone su longevità e su coerenza stilistica. 50 annate storiche disponbili. La filosofia produttiva di Tenuta Novare in abbinamento allo stile del St.Regis Venice. Il modello Bertani punta su eleganza, rilascio tardivo e profondità temporale. Un successo l'abbinamento ai piatti di Giuseppe Ricci

di Alberto Lupini
direttore
02 marzo 2026 | 16:16
Altro che muscoli: l’eleganza dell’Amarone Bertani e del St. Regis
Altro che muscoli: l’eleganza dell’Amarone Bertani e del St. Regis

Altro che muscoli: l’eleganza dell’Amarone Bertani e del St. Regis

Fondata nel 1857, Cantina Bertani ha costruito il mito dell’Amarone su longevità e su coerenza stilistica. 50 annate storiche disponbili. La filosofia produttiva di Tenuta Novare in abbinamento allo stile del St.Regis Venice. Il modello Bertani punta su eleganza, rilascio tardivo e profondità temporale. Un successo l'abbinamento ai piatti di Giuseppe Ricci

di Alberto Lupini
direttore
02 marzo 2026 | 16:16
 

Poche cantine in Italia possono definirsi storiche” come Bertani. Nel caso della cantina veronese - la cui fondazione da parte dei fratelli Giovan Battista e Gaetano a Quinto di Valpantena (Vr), è del 1857, da prima cioè che nascesse a Montalcino Biondi Santi - si aggiunge poi un ulteriore primato visto che i suoi Amaroni, oltre che un simbolo per il territorio della Valpolicella, sono fra i vini italiani che più di altri hanno saputo superare la sfida dell’invecchiamento: oggi si possono degustare bottiglie che hanno più di 50 anni e sono praticamente perfette.

Una storia che parte prima del mito dell’Amarone

Parliamo di un vino “mito” che dal 1958, da quando fu definita la “ricetta” che ne ha fissato lo stile (partendo dalle esperienze precedenti del Recioto), è sempre stato uguale a sé stesso, tanto da diventare il riferimento per tutti i produttori di Amarone. E non a caso la cantina gestisce una Library verticale con una cinquantina di annate storiche di Amarone Classico usata per degustazioni, eventi e valorizzazione di patrimonio enologico. Quasi un unicum in Italia visto che pochi altri produttori destinano fra l’altro il 10% della produzione ad essere conservato. Bertani lo fa perché sa che i suoi Amaroni durano sicuramente nel tempo e addirittura migliorano con gli anni. Chi può fare verticali di 50 anni non vende solo vino: vende tempo e autorevolezza.

Tutti i vini presentati da Bertani in occasione di "Bertani on"
Tutti i vini presentati da Bertani in occasione di "Bertani on"

Tenuta Novare e la scelta delle grandi botti

Tenuta Novare, nel cuore della Valpolicella Classica, è la matrice genetica del progetto: grandi botti, lunghi affinamenti, niente scorciatoie. L’Amarone Bertani esce quando è pronto. Le uve Corvina e Rondinella “riposano” naturalmente per 90-120 giorni e non subiscono appassimenti forzati. Il risultato è una concentrazione senza perdita di acidità (segreto di piacere e longevità). Le grandi botte di rovere (senza nessun cedimento alle barrique) fanno il resto per un lunghissimo affinamento di 6-7 anni. È una scelta finanziariamente impegnativa. Significa immobilizzare capitale. Non è romantica: è strategica. 

Uno dei vigneti di cantina Bertani
Uno dei vigneti di cantina Bertani

Contro la moda del muscolo: l’Amarone verticale

Negli anni 2000 molti Amarone hanno cercato potenza, dolcezza, muscolo, avviando una fase quasi barocca. Bertani ha fatto il contrario e ha sempre mantenuto una linea più verticale, meno opulenta. Oggi quella scelta paga perché il mercato internazionale chiede bevibilità e longevità. Il che significa che questi vini si bevono, e si possono abbinare alla grande con molte varietà di piatti. Altro che solo carni succulenti o selvaggina. E la conferma di questa regola sono le etichette mai modificate, che racchiudono storia, autorevolezza e certezza di qualità.

Ne è un esempio l’eccezionale serata in cui lo stile di Bertani ha incontrato quello del St.Regis di Venezia (simbolo di eleganza), con la cena preparata dall’executive chef del Gio’s, Giuseppe Ricci, per accompagnare le annate dell’edizione limitata di “Bertani on”, un cofanetto speciale con tre Amarone Classico d’epoca (1967, 1975 e 2005) che rappresenta un po’ la carta d’identità di una cantina che punta con sicurezza sulle annate storiche, sapendo di vincere sempre.

Un Amarone Bertani è apprezzato per eleganza, più che per concentrazione estrema, e questo stile lo si coglie nelle diverse annate. Soprattutto se, con coraggio e abilità, la cucina riesce a interpretarne le sue diverse anime giocando anche carte inconsuete o un tempo quasi eretiche come l’abbinamento col pesce. 

La prova del tempo: dalla 2015 alla leggendaria 1967

Se coi Cicchetti (Tartelleta con pomodoro e olio, Chips di peperone, rapa rossa e finocchio speziato e Bombolone ripieno al battito di piovra) l’abbinamento era con il suo gradevolissimo Soave Miniere 2023, la Cantina Bertani è poi uscita subito allo scoperto con i suoi campioni da mettere in campo. Con l’Antipasto (una straordinaria Seppiolina di laguna, porcini, prosciutto crudo e monteveronese, un piatto che da solo meriterebbe una vista al Gio’s) l’Amarone 2015 è andato immediatamente a segno facendo dell’abbinamento un esempio di esuberanza. Si tratta di un vino elegante, fresco e luminoso che non a caso era stato premiato come Wine of the year 2024, da James Suckling, uno dei guru del mondo enoico internazionale.

Bottoni di pasta al vino, farciti con fagiano, fonduta al pecorino, jus e pinoli tostati - Gio's
Bottoni di pasta al vino, farciti con fagiano, fonduta al pecorino, jus e pinoli tostati - Gio's

Detto del successo dell’accoppiata Amarone/seppia (pesce fra i più delicati), con l’annata 2005 si è raggiunto un alto livello di profondità e raffinatezza che hanno trovato piena corrispondenza nei Bottoni di pasta al vino, farciti con fagiano, fonduta di pecorino, jus e pinoli tostati. Un piatto dove l’equilibrio fra gli ingredienti merita una citazione particolare per la perizia tecnica usata in cucina.

Diaframma di garronese veneta, guancia brasata e camomilla
Diaframma di garronese veneta, guancia brasata e camomilla

E aggiungendo altri 30 anni di invecchiamento, eccoci ad un vino nella sua piena maturità, ma capace di essere ancora fresco e piacevolissimo l’annata 1975. Morbido in bocca, vinoso e con sentori anche minerali, questo Amarone - che si era fatto 11 anni di legno prima di essere imbottigliato nel 1986 - è assolutamente unico come emblema di armonia e lo chef Giuseppe Ricci ne ha celebrato un riuscitissimo matrimonio con un imperdibile piatto a base di Diaframma di garronese veneta, guancia brasata e camomilla.

Lo chef del Gio's - St. Regis Venice, Giuseppe Ricci
Lo chef del Gio's - St. Regis Venice, Giuseppe Ricci

Spingendosi ancora più indietro nel tempo, Bertani ha poi giocato la carta del 1967, una delle annate leggendarie che contribuirono alla fama della cantina. Frutta matura e aromi persistenti che si stemperano nel bicchiere, ne fanno oggi un vino da fine pasto o da meditazione. E in modo coerente al St. Regis lo hanno abbinato ad un Cremoso al cioccolato 85%, gelato il ribes nero e salsa al cioccolato. La delicatezza della fusione fra questo vino ricorda un po’ un’opera d’arte che ormai è fissa nel tempo e non teme più nessuna influenza delle mode. È solo da ammirare. 

Bertani incontra l’eleganza del St. Regis

Che dire? Sarà anche per lo splendido salone delle feste dedicato all’evento, o per una mise en place essenziale, ma impeccabile e degna davvero della più grande hotellerie, sta di fatto che l’evento è stato un successo. Per l’occasione alla sfida aveva partecipato tutto lo staff del St.Regis (Miriam Quaresan, wine manager, Facundo Gallegos, F&b manager e Enrico Pagnotta, restaurant manager) insieme allo chef Ricci e all’enologo Pietro Riccobono, un po’ manager e un po’ grand sacerdote del rito di questo vino. Un lavoro di squadra all’insegna del win win, visto l’apprezzamento generale per la serata, fra vini, piatti e servizio.

Il tavolo Bertani al St.Regis Venice
Il tavolo Bertani al St.Regis Venice

Fiore all’occhiello nelle Tenute Angelini

Del resto in gioco c’era anche l’immagine di una realtà come Bertani che oggi è un po’ uno dei fiori all’occhiello delle tenute di Angelini Wines & Estates. Parliamo di un gruppo che conta su sei cantine: oltre a Bertani ci sono Val di Suga, Montalcino (Si), col Brunello di Montalcino; Tenuta Trerose, Valiano di Montepulciano (Si), col Nobile; San Leonino, Castellina in Chianti (Si), col Chianti Classico; Fazi Battaglia/Tenute San Sisto, Castelli di Jesi, col Verdicchio; Puiatti - Romans d’Isonzo (Go), coi bianchi friulani di Collio e Isonzo.  Parliamo di un gruppo vinicolo con circa 1.700 ettari di proprietà, di cui 460 ettari vitati, una produzione annua intorno ai 4 milioni di bottiglie, per un fatturato di 25 milioni di euro e circa 100 addetti, che è la business unit vino di Angelini Industries che ha circa 1,6 miliardi di ricavi, 5.600 dipendenti ed opera fra farmaceutica, meccanica, profumi e vino. 

Via Asiago, 1 37023 Grezzana (Vr)
Tel +39 045 8658444

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