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martedì 24 marzo 2026  | aggiornato alle 14:55 | 118177 articoli pubblicati

L’Asti Rosé diventa realtà: via libera al nuovo disciplinare

L’Asti Docg introduce ufficialmente la versione Rosé con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il nuovo vino nasce da un blend di Moscato e Brachetto: saranno prodotte tra 5 e 10 milioni di bottiglie. Debutto al Vinitaly

 
24 marzo 2026 | 11:57

L’Asti Rosé diventa realtà: via libera al nuovo disciplinare

L’Asti Docg introduce ufficialmente la versione Rosé con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il nuovo vino nasce da un blend di Moscato e Brachetto: saranno prodotte tra 5 e 10 milioni di bottiglie. Debutto al Vinitaly

24 marzo 2026 | 11:57
 

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale si conclude il percorso avviato alla fine del 2023: l’Asti Docg si arricchisce della tipologia rosata. L’Asti Rosé entra così a pieno titolo nel disciplinare, aprendo una nuova fase per una delle denominazioni più rappresentative del Piemonte. Il via libera consente l’imbottigliamento a partire da trenta giorni dalla pubblicazione, segnando il passaggio dalla fase sperimentale a quella produttiva. Un passaggio atteso da parte delle aziende che negli ultimi anni avevano già avviato prove e investimenti su questa tipologia.

L’Asti Rosé diventa realtà: via libera al nuovo disciplinare

Asti Docg, nasce lo spumante rosé

Un blend inedito tra Moscato e Brachetto

La nuova versione nasce dall’incontro tra uve Moscato Bianco e Brachetto. Il disciplinare stabilisce una composizione che prevede una quota di Moscato compresa tra il 70% e il 90% e una parte di Brachetto tra il 10% e il 30%. Il risultato è un prodotto che mantiene il carattere aromatico tipico della denominazione, ma introduce una diversa lettura cromatica e gustativa. La possibilità di spaziare dal dolce all’extra brut consente inoltre alle aziende di modulare lo stile in funzione dei mercati e delle preferenze dei consumatori.

L’Asti Rosé diventa realtà: via libera al nuovo disciplinare

Stefano Ricagno, presidente del Consorzio Asti Docg

«L’inserimento dell’Asti Rosé rappresenta un riconoscimento della vocazione enologica del territorio», osserva il presidente del Consorzio Stefano Ricagno. «Si tratta di una tipologia che unisce due vitigni aromatici, elemento non comune nel panorama italiano». Il debutto simbolico è previsto al Vinitaly, mentre nei mesi successivi le aziende inizieranno a sviluppare le prime produzioni. Le stime iniziali parlano di un potenziale compreso tra 5 e 10 milioni di bottiglie, un dato destinato a evolvere in base alla risposta del mercato.

Le altre modifiche al disciplinare

Accanto all’introduzione della versione rosata, il disciplinare registra anche altri aggiornamenti. Tra questi, l’eliminazione del peso minimo delle bottiglie, che consente l’adozione di soluzioni più leggere e una riduzione dell’impatto ambientale. Viene inoltre superato l’obbligo di riportare la dicitura “Asti” sui tappi. Interventi che, nel loro insieme, mirano a rendere più flessibile la gestione produttiva, mantenendo al contempo l’identità della denominazione.

Piazza Roma 10 14100 Asti
Tel +39 0141 594842

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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