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Racconto digitale del vino: la piattaforma lombarda come progetto pilota nazionale

Ascovilo ha avviato una piattaforma digitale per raccontare le esperienze legate al vino e rafforzare la promozione sui mercati esteri. Il progetto lombardo si propone di fungere da apripista a livello nazionale

 
02 aprile 2026 | 13:25

Racconto digitale del vino: la piattaforma lombarda come progetto pilota nazionale

Ascovilo ha avviato una piattaforma digitale per raccontare le esperienze legate al vino e rafforzare la promozione sui mercati esteri. Il progetto lombardo si propone di fungere da apripista a livello nazionale

02 aprile 2026 | 13:25
 

Una piattaforma pensata per raccogliere e raccontare le esperienze legate al vino, con l’obiettivo di rafforzare la promozione del comparto e renderla più accessibile. È il percorso avviato da Ascovilo, l’associazione che riunisce i consorzi vitivinicoli della Lombardia, che ha scelto di partire dal digitale per ripensare il modo in cui il vino viene comunicato e che era stata presentata ufficialmente un mese fa. Un’iniziativa che nasce in Lombardia ma che, nelle intenzioni, si rivolge all’intero Paese, con un approccio che mette al centro la narrazione dei territori e delle esperienze legate al consumo consapevole del vino.

Racconto digitale del vino: la piattaforma lombarda come progetto pilota nazionale

Ascovilo lancia la piattaforma digitale del vino

Il ruolo della Lombardia e il supporto istituzionale

Il progetto si inserisce anche nel quadro delle politiche regionali di sostegno al settore. Il contributo di Regione Lombardia ha permesso di sviluppare un portale dedicato alla comunicazione delle esperienze, configurandolo come un progetto pilota. La presidente di Ascovilo, Giovanna Prandini, ha sottolineato come il percorso sia stato costruito con una prospettiva più ampia rispetto ai confini regionali. «Grazie anche al supporto di Regione Lombardia, abbiamo presentato un portale dedicato alla comunicazione delle esperienze. Un progetto pilota che parte dalla Lombardia ma guarda a tutto il Paese», ha spiegato.

Un cambio di approccio per il settore

L’iniziativa si inserisce in una fase in cui il comparto vitivinicolo è chiamato a rivedere strumenti e strategie. Le dinamiche di mercato, sempre più complesse, richiedono approcci diversi rispetto al passato. «Non possiamo più rimandare alcune scelte. Il mercato è sempre più complesso e richiede strumenti nuovi. Non possiamo continuare a fare quello che facevamo in passato», ha osservato Prandini, richiamando la necessità di una trasformazione nei modelli di comunicazione e promozione. Ascovilo ha avviato collaborazioni con partner esterni per rafforzare il posizionamento del comparto. Tra questi figura il Consorzio Grappa Padano, con cui è in sviluppo un progetto rivolto al mercato statunitense, con orizzonte temporale tra il 2027 e il 2029. Accanto a questo, è stato coinvolto anche KPMG, chiamata a contribuire con attività di analisi e riposizionamento strategico, segno di un approccio sempre più orientato alla pianificazione di lungo periodo.

Racconto digitale del vino: la piattaforma lombarda come progetto pilota nazionale

Giovanna Prandini, presidente di Ascovilo

Il lavoro di Ascovilo coinvolge anche 12 consorzi aderenti, con un’attenzione particolare alle realtà meno strutturate. L’obiettivo è quello di evitare che alcune denominazioni vengano penalizzate da dinamiche di mercato basate esclusivamente sul prezzo. «Accanto a territori strutturati come Valtellina e Lugana, esistono denominazioni che custodiscono eccellenze uniche legate al vino, al paesaggio e alla cultura. Queste realtà non possono essere lasciate a una selezione brutale del mercato», ha spiegato Prandini, sottolineando la necessità di strumenti più equilibrati di valorizzazione.

Verso nuove strategie di comunicazione

L’evoluzione del progetto si muove nella direzione di una revisione complessiva del linguaggio e delle modalità di promozione. Non solo una piattaforma digitale, ma un tentativo di costruire un racconto più coerente del vino italiano, capace di mettere in relazione territori, produttori ed esperienze. «Serve ripensarne la valorizzazione, sia nel linguaggio sia nelle strategie di mercato», ha concluso Prandini, indicando una direzione che guarda oltre la semplice promozione per entrare nel campo della costruzione dell’identità del comparto.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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