Le cantine del Movimento Turismo del Vino si preparano alla nuova edizione di Cantine Aperte, in programma sabato 30 e domenica 31 maggio. L’appuntamento, arrivato alla 34ª edizione, continua a rappresentare uno dei momenti più significativi per osservare l’evoluzione dell’enoturismo italiano e il cambiamento delle esperienze proposte al pubblico. Accanto alle tradizionali degustazioni, le aziende stanno infatti ampliando l’offerta con attività che puntano a coinvolgere i visitatori durante tutto l’anno. Il vino resta centrale, ma sempre più spesso viene inserito in un contesto che comprende paesaggio, benessere, relazione con il territorio e attività all’aria aperta.

Cantine Aperte torna il 30 e 31 maggio
Dalle degustazioni al turismo rigenerativo
Negli ultimi anni molte cantine hanno iniziato a lavorare su un modello di ospitalità più ampio, orientato a quello che oggi viene definito turismo rigenerativo. L’obiettivo non è più soltanto portare il visitatore in cantina per una degustazione, ma costruire un’esperienza capace di rallentare i ritmi e favorire un rapporto diretto con la natura e con le comunità locali.
Durante Cantine Aperte 2026 troveranno spazio trekking tra i filari, passeggiate guidate nei vigneti, attività di tree watching, percorsi in e-bike e visite nei borghi vicini alle aziende vitivinicole. Accanto a queste proposte si svilupperanno anche attività dedicate al benessere fisico e creativo, come sessioni di yoga in vigna, laboratori artistici e degustazioni esperienziali. L’enoturismo continua così a spostarsi verso formule più partecipative, dove il tempo trascorso in cantina diventa parte integrante dell’esperienza di viaggio.
Cresce il peso economico dell’enoturismo
Secondo i dati del Ceseo - Centro Studi Enoturistico e Oleoturistico dell’Università Lumsa - il comparto vale oggi circa 3,1 miliardi di euro e rappresenta il 21% del fatturato delle cantine turistiche italiane. Per Violante Gardini Cinelli Colombini, il settore sta attraversando una fase di trasformazione importante: «Cantine Aperte si conferma una piattaforma di esperienze diffuse e differenziate, capaci di raccontare il vino e il territorio attraverso un linguaggio più contemporaneo e inclusivo». Secondo la presidente nazionale del Movimento Turismo del Vino, l’attenzione verso sostenibilità, comunità locali e valorizzazione del paesaggio sarà sempre più centrale nelle strategie future delle aziende.

Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente del Movimento Turismo del Vino
Tra gli aspetti emersi dall’indagine Ceseo c’è anche la crescita del turismo internazionale. Per circa il 30% delle cantine associate Mtv, i visitatori stranieri rappresentano quasi la metà del totale. Una presenza che sta spingendo molte aziende a lavorare non solo sull’accoglienza, ma anche sull’accessibilità delle esperienze: collegamenti, informazioni più chiare, servizi digitali e organizzazione dell’offerta diventano elementi sempre più rilevanti per rendere competitivo il turismo del vino italiano. In parallelo cresce anche l’attenzione verso formule dedicate alle famiglie e ai giovani visitatori, con attività pensate per ampliare il pubblico delle cantine oltre gli appassionati tradizionali.

Consumo consapevole e cultura del vino
Anche per l’edizione 2026 viene confermata la collaborazione con Wine in Moderation, progetto europeo dedicato alla promozione di un consumo moderato e responsabile del vino. Un tema che negli ultimi anni accompagna sempre più spesso gli eventi legati all’enoturismo e che riflette un cambiamento culturale: il vino non viene proposto soltanto come prodotto da degustare, ma come elemento legato alla cultura gastronomica, al territorio e alla qualità dell’esperienza.