BEN BEVUTI AL SUD
Dal Gattopardo all'Etna: il viaggio di Donnafugata nella Sicilia del vino
Donnafugata racconta la Sicilia attraverso quattro tenute e un linguaggio che unisce vino, arte e territorio. In degustazione Vigna di Gabri 2024 e Sul Vulcano Rosato 2025, due etichette con identità e carattere
Indice
- 1Donnafugata: la storia della cantina che ha portato il vino siciliano nel mondo
- 2Le tenute di Donnafugata: quattro territori per raccontare la Sicilia del vino
- 3Sul Vulcano Rosato 2025: il Nerello Mascalese dell’Etna tra freschezza e mineralità
- 4Vigna di Gabri 2024: caratteristiche, degustazione e abbinamenti del Sicilia Doc
Tra le aziende che hanno contribuito a valorizzare il vino siciliano nel mondo, Donnafugata occupa un posto di primo piano. Le origini di Donnafugata affondano nella lunga tradizione vitivinicola della famiglia Rallo, iniziata nel 1851. È però nel 1983 che Giacomo Rallo e la moglie Gabriella Anca Rallo danno vita al progetto Donnafugata, con l’ambizione di interpretare la Sicilia attraverso vini capaci di esprimere identità, personalità e legame con il territorio. Una visione innovativa per l’epoca, quando l’isola era ancora poco conosciuta, se non per i vini sfusi che servivano anche a rimpolparne anemici continentali.
Donnafugata: la storia della cantina che ha portato il vino siciliano nel mondo
Il nome richiama il celebre romanzo Il Gattopardo, secondo la tradizione letteraria, indica il luogo in cui la regina Maria Carolina trovò rifugio dopo una fuga verso la Sicilia. Da questa storia nasce anche il logo dell’azienda, una donna con i capelli al vento. Fin dall’inizio Donnafugata ha scelto un linguaggio originale, dove il vino dialoga con l’arte. Le etichette, affidate alla creatività dell’artista Stefano Vitale, sono diventate un elemento distintivo del marchio: piccoli racconti visivi che accompagnano il consumatore alla scoperta del carattere di ogni vino. Da qualche anno la collaborazione con Dolce&Gabbana, oltre a definirne un marchio, rappresenta un ulteriore legame col marketing e con l’arte.
Da alcuni anni l’azienda è guidata dai due figli: Antonio, enologo ed agronomo, Josè di grande scuola ed esperienza economica, comincia inoltre a farsi avanti la di lei figlia Gabriella Favara che tra l’altro è stata appena eletta presidente di Assovini Sicilia, la più blasonata associazione di produttori dell’Isola.
Le tenute di Donnafugata: quattro territori per raccontare la Sicilia del vino
La filosofia produttiva di Donnafugata si fonda sul concetto di "fare sartoriale": produzioni di pregio ottenute da vigneti selezionati e da territori profondamente diversi tra loro, capaci di esprimere la straordinaria ricchezza vitivinicola della Sicilia. L'azienda coltiva infatti quattro tenute: Contessa Entellina, l’originaria, con 340 ettari, Pantelleria 53, Vittoria 33, Etna 33. Questa vocazione alla valorizzazione dei luoghi si riflette anche nella scelta dei vitigni interpretando con successo le grandi varietà siciliane come Nero d’Avola, Inzolia che l’azienda chiama Ansonica, Zibibbo, Catarratto che chiama Lucido, Nerello Mascalese, affiancandole a varietà internazionali in un equilibrio tra tradizione e ricerca.
Ciascuna ha la propria cantina mentre la cantina madre, quella storica è a Marsala, in tutte grande rilievo all’enoturismo con un totale di 29.000 degustatori in visita. In particolare a Marsala, dove sono arrivati 12.000 visitatori, si sono creati nuovi spazi di degustazione e una speciale art gallery dedicata alle opere di Stefano Vitale che da anni disegna le etichette delle bottiglie.
Vigna di Gabri 2024: caratteristiche, degustazione e abbinamenti del Sicilia Doc
Degustiamo Vigna di Gabri 2024 Sicilia Doc e sul Vulcano 2025 Etna Rosato Doc. Vigna di Gabri, dedicato a donna Gabriella, è un blend che racchiude le migliori caratteristiche di Inzolia, Catarratto, Viognier, Sauvignon Blanc e Chardonnay della tenuta madre a quote da 200 a 400 m; fermentazione in acciaio, affinamento in vasca e in barrique sur lies per 8 mesi, in bottiglia almeno 7.
Nel calice colore paglierino; al naso di grande finezza e intensità, note di pesca gialla, qualcosa di esotico, di agrumato e una leggera macchia mediterranea; al palato notevole freschezza minerale ed equilibrata acidità, bevuta piacevole ed invitante in quanto moderatamente sapida, un finale ricco. Si abbina ai piatti di mare, formaggi anche stagionati e non disdegna le carni bianche. Sono 55.000 bottiglie che nel sito web comprate a € 18.
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Sul Vulcano Rosato 2025: il Nerello Mascalese dell’Etna tra freschezza e mineralità
Sul Vulcano Rosato viene da uve del vitigno principale etneo, il Nerello Mascalese, che però vive bene in tanti territori isolani specie nel trapanese; i vigneti essenzialmente sono sul versante nord a Randazzo, terreni vulcanici oltre i m 600 con forti escursioni termiche in un paesaggio unico anche ad alberello su terrazze in pietra; vendemmia a metà settembre, in cantina selezione dei grappoli, macerazione a freddo per 6 ore, fermentazione e affinamento in acciaio per 3 mesi e oltre 2 in bottiglia.
Colore rosa tenue; all’olfatto un coacervo di note vegetali, di frutta gialla e rossa, di pompelmo rosa, fine e franco; al palato un rosato pieno, alleggerito da buona mineralità, leggermente sapido, acidità quella giusta, tannini un’ombra, tanto piacevole quanto lungo. È il vino universale dell’estate, ma non solo, regolando le temperature da 8° a 15°, ottimo per pesci, crostacei, carni, formaggi ma specialmente pizze. Sono 16.000 bottiglie che trovate a € 22.


