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Tre rosati da non perdere per dare il benvenuto alla Primavera

Tenuta Cavalier Pepe per l'Irpinia, Casale del Giglio per il Lazio e Carpineto per la Toscana: il consenso dei rosati cresce, nonostante la crisi dei consumi

di Vincenzo D’Antonio
 
08 marzo 2024 | 05:00

Tre rosati da non perdere per dare il benvenuto alla Primavera

Tenuta Cavalier Pepe per l'Irpinia, Casale del Giglio per il Lazio e Carpineto per la Toscana: il consenso dei rosati cresce, nonostante la crisi dei consumi

di Vincenzo D’Antonio
08 marzo 2024 | 05:00
 

Con un +17%, i vini rosati sono in controtendenza rispetto al calo dei consumi di vino. Eccone dunque tre da provare. Partiamo dalla Campania, e più precisamente dall’Irpinia. Negli areali dei comuni di Luogosano, Sant’Angelo all’Esca e Taurasi, si estendono le terre coltivate a vite e ad ulivo dalla famiglia Pepe. Tenuta Cavalier Pepe è il nome dell’azienda, guidata oggi dalla solare Milena Pepe, irpina di sangue ma non di nascita. I genitori, infatti, si erano trasferiti in Belgio. Due lauree: la prima in Marketing, conseguita in Belgio e la seconda in Enologia, conseguita in Francia. Poi il ritorno alle origini e la conduzione dell’articolata realtà aziendale, con  sessanta ettari di vigneti e undici ettari di oliveti.

Tre rosati da non perdere per dare il benvenuto alla Primavera

"Vela Vento Vulcano" di Tenuta Cavalier Pepe, "Albìola" di Casale del Giglio e "Dogajolo" di Carpineto

Irpinia Doc 2023 "Vela Vento Vulcano", Tenuta Cavalier Pepe

La produzione vinicola di Milena Pepe è oramai ben rinomata in Italia e all’estero. Il rosato degustato è Vela Vento Vulcano Irpinia Doc 2023. In etichetta sono raffigurati il Vesuvio e il Golfo di Napoli, così omaggiati. Il vino è ottenuto da sole uve Aglianico provenienti dai vigneti Brussineta, Carazita, Pesano, Piergolo e Santa Vara. Elegante il suo colore, rosa tenue. All’olfatto si avvertono gradevoli sentori di marasca. Nota lieta anche l’evidente e gradita persistenza al palato.

Lazio Igt 2023 "Albìola", Casale del Giglio

Ci spostiamo nel Lazio, e più precisamente nell’Agro Pontino, laddove nel 1967, a Le Ferriere, nel comune di Aprilia, non lontano dall’antica Città di “Satricum”, venne fondata Casale del Giglio. Il titolare dell’azienda è Antonio Santarelli, l’enologo è il trentino Paolo Tiefenthaler. Il rosato degustato è Albìola Lazio Igt 2023. L’Albìola, vino impegnativo ma non austero, è ottenuto con la tecnica del salasso. Uve Syrah in prevalenza (85%) e residuale presenza di Sangiovese (15%). Il colore svela un’intrigante sfumatura viola. È un rosato, se così ci si può esprimere, che tende al rosso.

Toscana Igt rosato "Dogajolo", Carpineto

È in Toscana che troviamo il terzo rosato. L’azienda è Carpineto, gestita dalle famiglie Sacchet e Zaccheo. Ben 500 ettari di terreni di proprietà, suddivisi tra cinque tenute nelle zone storiche della Toscana vitivinicola: Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino, Alto Valdarno e Maremma. Nell’area di Montepulciano, da uve Sangiovese e da una piccola percentuale di Malvasia e Canaiolo, nasce il Dogajolo rosato. Il colore è un elegante rosa tenue. Connotanti e piacevolissime le caratteristiche floreali: il ribes e la marasca apportano carezze suadenti. Vino giovane ed elegante. Al cospetto di uno scenario che, tra guerre e complicazioni al traffico commerciale sui mari, non induce all’ottimismo, tre eccellenti rosati negli appropriati calici, alle corrette temperature che fanno dire: «Drink pink, think pink!».

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