Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
martedì 27 febbraio 2024  | aggiornato alle 15:47 | 103450 articoli pubblicati

Cantina Casale del Giglio: viaggio enogastronomico e culturale nell'Agro Pontino

L'azienda laziale, i cui vini sono ormai conosciuti in tutto il mondo e da tempo impegnata nello studio dei vitigni e nell'enoturismo, segue anche un progetto archeologico legato all'antica Satricum

di Vincenzo D’Antonio
 
07 marzo 2022 | 17:30

Cantina Casale del Giglio: viaggio enogastronomico e culturale nell'Agro Pontino

L'azienda laziale, i cui vini sono ormai conosciuti in tutto il mondo e da tempo impegnata nello studio dei vitigni e nell'enoturismo, segue anche un progetto archeologico legato all'antica Satricum

di Vincenzo D’Antonio
07 marzo 2022 | 17:30
 

Nel nostro Bel Paese il mondo del vino, pur ad esso riconoscendo variegate sfaccettature che molto contribuiscono a renderlo piacevole ed interessante da scoprire, vive su paradigmi consolidati che costituiscono impigrenti ancoraggi mentali. Territorio vocato e vitigni rigorosamente autoctoni. Un fare che è conseguenza del saper fare atavico, una competenza che si accresce naturalmente secondo innovazione, una penetrazione su mercati emergenti. Comunicazione corollario dell’attività caratteristica, attenzione consapevole verso due fenomeni emergenti: enoturismo ed e-commerce. E va tutto bene! Poi ci sono realtà che sono nate e si sono formidabilmente sviluppate e cresciute fino a raggiungere dimensioni ragguardevoli di produzione e di fatturato, vivacemente attenendosi alla legge del “perché no”, piuttosto che alla docilità del “perché”. Esemplare, interessante “case study”, la realtà laziale di Casale del Giglio. Casale del Giglio è ellissi laziale con due fuochi.

L'azienda vinicola Casale del Giglio Cantina Casale del Giglio: viaggio enogastronomico e culturale nell'Agro Pontino

L'azienda vinicola Casale del Giglio

Il primo è il fuoco ellittico di origine: Amatrice

Correva l’anno 1914 quando ad Amatrice viene costituita la Ditta Berardino Santarelli & Figli con oggetto sociale il commercio del vino. Dieci anni dopo, ad opera dei figli del fondatore, il balzo nella Capitale. Il buio della guerra e poi negli anni vivaci e laboriosi del Dopoguerra, con natura giuridica “spa”, l’azienda comincia ad imbottigliare e vendere anche all’estero i vini tipici del Lazio.

 

Secondo fuoco ellittico di origine: Casale del Giglio

Il secondo fuoco ellittico è l’Agro Pontino, laddove nel 1967 a Le Ferriere, nel comune di Aprilia, non lontano dall’antica Città di “Satricum”, viene fondata Casale del Giglio. Territorio particolarmente vocato alle colture viticole ed alla produzione di ottimi vini? No, la risposta è semplicemente no. E allora? E allora, eccoci al “perché no”. Ci si cimenta, lo scopo è avere successo nell’intrapresa. Fondamentale la presenza vivace del trinomio virtuoso: la Competenza, la Passione, il Talento. La Competenza (sì, quella con la “C” maiuscola) è reperibile sul mercato, e però va cercata, individuata e immessa nella struttura nascente. La Competenza permarrebbe essere asset disperato, disperato perché privo di Passione, se non scocca quella scintilla foriera di soddisfazioni. E la scintilla, siamo agli anni ’90 dello scorso secolo, scocca con l’incontro tra Antonio Santarelli, il titolare apportatore di vis imprenditoriale e il giovane enologo trentino Paolo Tiefenthaler, apportatore di know-how. In comune Antonio e Paolo hanno anche la vision, il gusto della sfida, la consapevolezza che l’azienda non può prescindere dal sapere, dalla tensione al miglioramento continuo e pertanto al fare ricerca.

Antonio Santarelli Cantina Casale del Giglio: viaggio enogastronomico e culturale nell'Agro Pontino

Antonio Santarelli

I vigneti

Ma i vigneti dove sono? Non ci sono ancora ma, “perché no?” ci saranno. Il “non esserci ancora” piuttosto che debolezza diviene forza, piuttosto che la minaccia del “non vissuto”, esso diviene l’opportunità del mettere a dimora viti alloctone. Appagano la vista questi suadenti filari: 180 ettari di vigneto. In prevalenza, le bacche nere sono Syrah e Petit Verdot, e le bacche bianche sono Sauvignon, Viognier e Petit Manseng. Nessun ostracismo per le uve autoctone, ovviamente. Anzi, grande attenzione, con primi risultati felicemente sorprendenti, per la Biancolella di Ponza ed il Bellone di Anzio. Sarà mica caduto in oblio il fuoco ellittico di origine, Amatrice? Assolutamente no! Ad Amatrice, a circa 850 metri sul livello del mare, è in via di attuazione il progetto del vitigno Pecorino. L’enologo Paolo Tiefenthaler sa che queste uve sono ideali per la produzione di una base spumante di grande finezza da elaborare secondo il “metodo classico”.

Paolo Tiefenthaler Cantina Casale del Giglio: viaggio enogastronomico e culturale nell'Agro Pontino

Paolo Tiefenthaler

I vini di Casale del Giglio

Grande e costante il lavoro in vigna ed il lavoro in cantina. Attualmente, dopo circa 30 anni di impegno laborioso i vini di “Casale del Giglio” hanno il loro corretto posizionamento sul mercato laziale. Da pochi anni, i primi accorti passi per l’espansione nel resto del Paese e nel mondo.

Le botti nell'azienda vinicola Casale del Giglio Cantina Casale del Giglio: viaggio enogastronomico e culturale nell'Agro Pontino

Le botti nell'azienda vinicola Casale del Giglio

Un sontuoso pranzo nella dimora di famiglia

Un sontuoso pranzo nella dimora di famiglia, in cucina due chef stellati della provincia di Latina, Fabio Verrelli D’Amico (ristorante “Materia Prima” di Pontinia) e Simone Nardoni (ristorante “Essenza” di Terracina) agevola conviviale e non cattedratica degustazione di alcuni vini “della casa”. In abbinamento ad un’originale “sfogliatella di patate e ristretto di zuppa di pesce”, negli appropriati calici, perfetto il servizio di sala, lo Chardonnay e il Sauvignon, entrambi dell’annata 2021, entrambi come ben sappiamo da uve alloctone. Quando a tavola giunge lo squisito primo piatto “Tortelli di acciughe e puntarelle in brodo di mela cotogna”, nei calici ci viene versata un’altra coppia di vini. Il bianco Anthium Bellone 2021, da vitigno autoctono Bellone. Vitigno di origini antichissime, diffuso nel Lazio già in epoca romana e citato da Plinio come “uva pantastica”. È presente nell’area che va dai Castelli Romani ai Monti Lepini, sino alle propaggini verso il mare. Il vigneto è franco di piede! L’abbinamento si è rivelato perfetto. Poteva essere un abbinamento “quieto” e pertanto impigrente ? Eh, no ! Quando l’enologo Paolo è anche commensale, il cimento incombe e questa volta trattasi di calice altro con vino altro: Albiola 2021, un impegnativo ma non austero rosato ottenuto con la tecnica del salasso. Uve Syrah in prevalenza (85%) e residuale presenza di sangiovese (15%). Il colore svela un’intrigante sfumatura viola. Rosato seducente, buono l’abbinamento con i tortelli, siamo incuriositi dal provarlo in voluttuoso abbraccio con la Mozzarella di Bufala Campana Dop. Con sontuoso pescato locale (Anzio è a due passi) nei calici torna il Bellone ma questa volta si ripresenta abbigliato come meglio gli si addice. Si tratta del Radix Bellone 2016: un grandissimo bianco che fa botte e anfora. Il colore è giallo paglierino carico, il naso è intenso e persistente. In bocca si avvertono sentori mentolati e resinosi dovuti all’evoluzione del tannino. Degustare l’annata 2016 ha lasciato intendere che è vino destinato a longevità. Il dessert è fresco e delicato: Aneto, Kiwi e Dragoncello. Nell’appropriato bicchierino, servito alla giusta temperatura, il Vendemmia Tardiva Aphrodisium 2020, blend di Petit Manseng, Viognier, Greco e Fiano. Alla vista palesa il suo bel colore giallo oro; al naso dona profumi di fiori di pesco e arancio. Avvolgente e lungo il finale, con nota minerale.

Vini dell'azienda Casale del Giglio Cantina Casale del Giglio: viaggio enogastronomico e culturale nell'Agro Pontino

Vini dell'azienda Casale del Giglio

L'azienda vinicola segue anche un progetto di archeologia

La famiglia Santarelli, insieme con la sua valida e compatta squadra, è ben consapevole che coltivare questi vigneti ed esitare questi vini è fatto culturale di per sé. Tuttavia, l’empito culturale, ben ampio lo spettro di interesse, tange l’archeologia. Difatti, collateralmente alla vitivinicoltura, l’azienda segue da tempo il progetto archeologico di Satricum, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale diretta dalla dottoressa Paola Refice e con l’Università di Amsterdam, professoressa Marijke Gnade ed i Comuni di Aprilia, Latina e Nettuno. Gli scavi hanno consentito l’individuazione della “Via Sacra”, che conduceva al Tempio della “Mater Matuta” ed il ritrovamento di un calice in ceramica usato per il vino risalente al V secolo A.C. L’Agro Pontino ha suo confine occidentale il Mare Tirreno. Il tratto costiero tirrenico qui d’appresso, a partire dal vicino promontorio del Circeo è denominato “Costa di Ulisse”.
E davvero del team di Casale del Giglio si può dire che vi è manifesta somiglianza con l’Ulisse di Dante. Lungi dal contemplarsi e magari rallegrarsi per i risultati già raggiunti, sempre ardimentosi volgono lo sguardo verso nuovi ardimentosi cimenti perché, suvvia, . . . "fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza"

È questo il messaggio elegantemente espresso che Casale del Giglio trasmette a quanti vorranno avere la sensibilità di ascoltare.

Cantina Casale del Giglio
Strada Cisterna – Nettuno Km 13 – 04100 Le Ferriere LT
Tel 0692902530
casaldegiglio.it

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
Voglio ricevere le newsletter settimanali
       



Siggi

Delyce
Roner
Italmill