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Nelle festività ha vinto l’Italia a tavola E Giorgio Calabrese ne è il campione

di Alberto Lupini
direttore
04 gennaio 2010 | 11:21

Nelle festività ha vinto l’Italia a tavola E Giorgio Calabrese ne è il campione

di Alberto Lupini
direttore
04 gennaio 2010 | 11:21

Ancora tanti botti pericolosi, ma per fortuna con sempre meno vittime. E, soprattutto, tanti brindisi al nuovo anno coi nostri spumanti, sia in Italia sia all'estero, e cene coi nostri piatti tipici. Dopo tanta esterofilia e molto provincialismo finalmente stiamo cominciando a comprendere come 'anche” i prodotti italiani possano essere di valore e di qualità. Con non poca soddisfazione per la gola, la salute e il portafoglio. Non è certo il caso di fare dichiarazioni stupide come quelle della Coldiretti e del Ministero, che parlano di ridicoli sorpassi continuando a voler paragonare il mercato dello Champagne a quello dei tanti spumanti italiani (dimenticando che in campo in alternativa al prodotto principe dei francesi noi possiamo schierare al massimo 24 milioni di bottiglie di metodo Classico). Archiviamo ancora una volta questi proclami di vittoria come pura demagogia e un'operazione di disinformazione che non servono nemmeno ai nostri produttori.

Ma al di là delle solite cadute di stile non possiamo non dare voce alla soddisfazione di quanti avevano puntato proprio su festività all'insegna dell'Italia a tavola per dare un senso al nuovo anno che si preannuncia ancora molto difficile, ma con qualche speranza in più. E questo con buona pace di quanti fino all'ultimo hanno cercato di mettere in ridicolo gli appelli che le istituzioni, la televisione e parte della stampa (fra cui in prima fila 'Italia a Tavola”) hanno lanciato perché si valorizzasse lo stile italiano anche a tavola.

Se questo è l'inizio possiamo guardare con più ottimismo ai prossimi mesi, immaginando che fra i consumi domestici e le offerte dei ristoranti che non vorranno andare fuori mercato ci siano davvero più prodotti tipici, più ricette tradizionali rinnovate e riproposte per fare da supporto al sistema Italia e marcare con decisione un'identità economica e culturale che ci deve distinguere nel mondo. L'Italia deve puntare un po' di più sulla sua tradizione e sui giacimenti enogastronomici e non lasciare questa bandiera solo ai nostri cuochi che in giro per il mondo si ostinano, con crescente successo in verità, a fare da ambasciatori a valori che negli ultimi tempi si erano persi in nome di cucine molecolari e vini barricati all'eccesso, osannati dai tanti 'guidaioli” che oggi cambiano magari pensiero (meno male) senza un minimo di mea culpa...E proprio da cuochi italiani nel mondo, attraverso il Gvci (Gruppo virtuale cuochi italiani), verrà tenuta nei prossimi giorni una nuova lezione di stile con la Giornata dell'orgoglio della cucina italiana nel mondo, dedicata alle tagliatelle alla bolognese, che saranno cucinate in tutti i ristoranti italiani del globo il 17 gennaio dopo l'anteprima che si svolgerà fra il 13 e 14 a New York, ospite d'onore il nuovo tre stelle Michelin Chicco Cerea del Da Vittorio di Brusaporto (Bg).

E a garanzia di una nuova strategia che dovrà rilanciare il Made in Italy a Tavola ci piace ricordare il successo, superiore a ogni nostra più rosea aspettativa, del sondaggio per designare il Personaggio dell'anno per l'enogastronomia. Oltre 24mila lettori hanno espresso le loro preferenze decretando la vittoria del dietologo e presidente dell'Onav Giorgio Calabrese. Un voto che ci fa piacere perché, oltre a confermare l'interesse di tanti italiani per questi temi, si è concentrato su una persona che nel corso del 2009 si è esposto in prima linea per almeno due battaglie centrali e sulle quali ci siamo trovati assolutamente in linea: l'idea di un bere responsabile in alternativa alla follia della tolleranza zero sul vino, che sembrava aver fatto perdere la testa a molti politici, e la difesa 'senza se e senza ma” dei valori salutistici della dieta mediterranea, snobbata da qualche politico più alla caccia di voti col retino della demagogia che non attento alla salute degli italiani.

Il vino e la dieta mediterranea sono due dei temi su cui si possono e si devono invece basare le nuove strategie per una salute che inizia già a tavola e per una promozione dell'agroalimentare italiano all'insegna della qualità e del territorio. Su queste basi i nostri lettori hanno saputo dare un'indicazione assolutamente precisa a quei politici che continuano a snobbare (o addirittura lavorano contro, tutelando solo la grande industria...) l'enogastronomia. L'incoronazione a personaggio dell'anno di Giorgio Calabrese è una scelta più che precisa, che ci fa piacere e, soprattutto, rappresenta un segnale forte: il settore ha bisogno di valorizzazione e di credibilità. Giusto ciò che Calabrese può assicurare.

Alberto Lupini
alberto.lupini@italiaatavola.net


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04/01/2010 11:21:00
2) Difendiamo il cibo e il vino dai "talebani" del rigore
Caro direttore, le scrivo per ringraziarla per il suo editoriale in cui tratta di temi molto veri con un linguaggio libero, che è proprio di personaggi della cultura come lei è. Il suo libero pensiero ci fa trovare ancora una volta dalla stessa parte e ciò può far bene alla nostra nazione e alla nostra salute.

Le sue parole dedicatemi con affetto sono per me un incentivo come il carburante in un'automobile! Noi scienziati medici spesso siamo per attaccare piuttosto che difendere ciò che la scienza ci insegna, la dieta mediterranea è stata bistrattata da quei personaggi che per usufruirne economicamente ci vogliono convincere che fare le pericolose diete iperproteiche sia saltusita; sì lo sono ma per le tasche di chi le appoggia e sono dannose per la salute umana!

L'altra mia battaglia a favore del vino nasce dalla grande convinzione scientifica che 2 bicchieri di vino ai pasti e mai a digiuno, non solo non fanno male ma anzi fanno bene alla salute. Però i 'talebani” del rigore che non si confà con la ricerca dell'equilibrio in ogni cosa, sono arrivati a dire che anche l'annusare il vno faccia male! Mah…. Cosa dire?

I nostri giovani secondo loro muoiono tutti a causa di 2 bicchieri di vono che in genere non bevono, confondendo l'alcol Dei super alcolici associato alle tante droghe annesse. Io avrei iniziato, come Polizia stradale, a eseguire subito i narcotest e poi l'etilometro. Invece ci si focalizzati su quest'ultimo e non è sbagliato controllare l'alcolemia) Snobbando le droghe e qualche titolare di discoteca se l'è presa con me perché dicevo ciò che tutti dicono con verità: cioè: in quei locali gira molta droga!

Bene, siccome non sono un Don Chisciotte, lavorerò sempre, come ho fatto fino ad ora, con altri colleghi per difendere i cibi che fanno bene definendone però le qantità minime e massime. Buon lavoro caro direttore e ad maiora!


04/01/2010 11:21:00
1) Giorgio Calabrese collabora anche col ministero dell'Istruzione
Ho letto con piacere del succeso di Giorgio Calabrese nel sondaggio effettuato dalla vostra rivista. Desidero aggiungere solo una precisazione a quanto detto e di qui mi associo totalmente, ed alla scheda di Calabrese. Tra le molteplici attività, Giorgio Calabrese fà parte anche del Comitato Tecnico Scientifico del MIUR (ministero Istruzione, università e ricerca) del quale sono anch'io membro e che avete omesso, per il programma "Scuola e Cibo" che prevede l'inserimento dell'Educazione alimentare in tutte le scuole di ogni ordine, per una corretta e consapevole alimentazione (compreso bere vino in una sobria ed equilibrata nutrizione). Mi sembra una precisazione non da poco che prego annotare. Grazie, cordiali saluti ed auguri di buon lavoro. 


 
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